Hanno trovato del granato in un meteorite proveniente da Marte. Gli scienziati ne sono sorpresi

Emanuela Ceccarelli

21 Giugno 2026 - 09:00

Per la prima volta gli scienziati hanno identificato del granato in un meteorite proveniente da Marte. La scoperta potrebbe cambiare ciò che sappiamo sulla storia geologica del pianeta rosso.

Hanno trovato del granato in un meteorite proveniente da Marte. Gli scienziati ne sono sorpresi

Un frammento di granato, quasi invisibile, è stato identificato nel cuore di una roccia arrivata da Marte, il meteorite NWA 8171. Per quanto infinitesimale, basta da solo a rimettere in discussione l’intera storia evolutiva del Pianeta Rosso; non era infatti mai stato osservato prima sul pianeta né nei campioni che ne provengono.

La scoperta arriva da uno studio internazionale guidato dalla Brock University in collaborazione con il Royal Ontario Museum e con il contributo dell’Università di Trieste. Lo studio, pubblicato sulla rivista Geochemical Perspectives Letters, nasce da un lungo lavoro di analisi su un singolo frammento di roccia marziana.

Un meteorite che contiene più storie sovrapposte

Dal punto di vista strettamente geologico NWA 8171 è una breccia basaltica, caratterizzata da una struttura altamente complessa. Per comprenderne la natura possiamo pensare a una colata di lava bollente che, scorrendo sulla superficie del pianeta, raccoglie e ingloba pezzi di pietre e minerali che incontra lungo il percorso e, una volta raffreddatasi, cementa tutto insieme. Il risultato finale è una roccia disomogenea, formata da tanti frammenti incastrati tra loro.

Proprio uno di questi frammenti rinvenuti su NWA 8171, di appena 0,8 per 0,5 millimetri, ha attirato l’attenzione dei ricercatori che, in una prima fase, hanno ipotizzato si potesse trattare di pirosseno, un minerale ampiamente diffuso nelle rocce basaltiche sia terrestri che extraterrestri. Tuttavia, successive analisi chimiche hanno permesso di stabilire che si trattava di andradite, una varietà di granato particolarmente ricca di ferro e cromo. A differenza del granato a cui siamo abituati, di color rosso sangue, l’andradite marziana presenta una particolare tonalità giallo-verde o olivastra.

Il granato, la capsula del tempo della geologia

Il frammento di granato, piccolo quanto un granello di sabbia, consente agli studiosi di aggiungere un tassello alla storia evolutiva del Pianeta Rosso. I geologi, infatti, considerano i granati delle vere e proprie capsule del tempo geologiche per la loro capacità di custodire informazioni sulle condizioni in cui si sono formati.

Queste pietre sono in grado di isolare l’ambiente esterno, conservando una traccia delle condizioni di temperatura e pressione che ne hanno determinato la formazione miliardi di anni fa. Fungono poi da cronometri naturali e vengono utilizzate per datare con accuratezza lo svolgimento dei processi geologici planetari. Inoltre, le tracce di altri elementi chimici intrappolate al loro interno offrono indizi sulla composizione dell’antico ambiente in cui il cristallo è cresciuto. Dunque, il granato trovato sul meteorite proveniente da Marte rappresenta per il geologi un filo diretto con il passato della chimica marziana.

Come si forgia un granato? Il confronto tra Terra e Marte

L’eccezionalità del ritrovamento risiede in particolar modo nei processi che portano alla formazione del granato. Sulla Terra, i minerali appartenenti a questo gruppo, si formano prevalentemente attraverso un processo di metamorfismo. Ciò significa che le rocce preesistenti vengono sottoposte a forze endogene estreme, come pressioni titaniche e temperature colossali all’interno della crosta terrestre, che ne alterano profondamente la struttura atomica senza fonderle. Dunque la roccia iniziale non smette di esistere ma viene trasformata in una nuova specie di minerale.

Su Marte la tettonica delle placche come la conosciamo sulla Terra non esiste e, di conseguenza, il ritrovamento di tracce di granato è particolarmente sorprendente. Gli scienziati al momento ipotizzano che le temperature e la pressione necessarie alla formazione di andradite su Marte siano la conseguenza di un impatto meteoritico violento oppure della risalita di magma bollente nella crosta marziana.

L’ipotesi dell’autostoppista cosmico

Come abbiamo visto, il campione di meteorite NWA 8171 è una breccia, quindi è formato da frammenti mescolati che non sempre provengono dallo stesso ambiente. Questa condizione apre quindi la strada a due possibilità principali. La prima è che il granato si sia formato su Marte, in un ambiente oggi non più visibile. La seconda è che abbia avuto origine altrove e sia successivamente arrivato su Marte a seguito di un impatto, rimanendo in qualche modo inglobato nella roccia che, a sua volta, ha viaggiato fino alla Terra. Seppure la prudenza scientifica sia d’obbligo, va detto che la composizione chimica dei materiali che circondano il granello suggerisce una forte connessione con i composti tipici dell’ambiente marziano.

Quali sono i prossimi passi

Allo stato attuale della ricerca il mistero sull’origine di questo frammento di andradite resta formalmente insoluto. Per trovare una soluzione a questo enigma spaziale, i ricercatori hanno avviato una nuova sessione di esami mirati a studiare i rapporti isotopici all’interno del minerale. Se le analisi dimostreranno che le firme isotopiche sono coerenti e sovrapponibili a quelle riscontrate in altre rocce marziane note, si avrà la prova scientifica che il frammento si è formato proprio sul Pianeta Rosso. Indipendentemente dall’esito finale dei test, questa scoperta apre uno spiraglio verso una maggiore conoscenza dell’evoluzione di Marte. Come spiega Ana Černok, ricercatrice dell’Università di Trieste:

Se gli elementi chimici sono le lettere dell’alfabeto, allora i minerali sono le parole con cui i pianeti raccontano la loro storia – spiega Černok –. Scoprire un nuovo minerale su un altro mondo è come ritrovare una parola perduta di un’antica lingua. Il granato ci racconta che Marte ha vissuto processi geologici più complessi di quanto pensassimo e aggiunge un nuovo tassello alla storia della sua evoluzione.

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