Da gennaio 2026 l’Agenzia delle Entrate invierà migliaia di lettere. Ecco a chi

Patrizia Del Pidio

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Migliaia di lettere dell’Agenzia delle Entrate saranno inviate il prossimo anno per il mancato rispetto delle nuove regole sui pagamenti elettronici. Ecco chi rischia e perchè.

Da gennaio 2026 l'Agenzia delle Entrate invierà migliaia di lettere. Ecco a chi

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Le nuove regole sui pagamenti elettronici che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2026, mettono a rischio di ricevere una delle migliaia di lettere che l’Agenzia delle Entrate invierà a chi non si adegua. Di cosa si tratta e chi è che rischia di più? Quali sono le nuove regole a cui ci si deve adeguare e chi è impossibilitato a farlo?

Gli invii riguardano l’obbligo di collegamento dei registratori di cassa telematici con i POS per gli esercenti. Si tratta di un adempimento molto semplice che ognuno può eseguire in autonomia, non serve neanche l’intervento di un tecnico o modifiche all’hardware o al software.

Il problema principale e che per alcuni esercizi commerciali eseguirlo risulta impossibile per problemi logistici. Sono proprio questi i casi in cui l’Agenzia delle Entrate, prima di procedere con l’accertamento fiscale, provvederà all’invio di lettere di compliance.

Vediamo di cosa si tratta e chi sono gli esercenti che saranno interessati dalla compliance per non aver adempiuto all’obbligo di collegamento tra cassa e sistemi di pagamento elettronici.

L’obbligo per gli esercenti dal 1° gennaio 2026

Con il provvedimento n. 424470 del 31 ottobre 2025 l’Agenzia delle Entrate ha diffuso le nuove disposizioni di collegamento tra Pos e registratori telematici. Le regole, contenute nella Legge di Bilancio 2025, servono a implementare la tracciabilità e la sicurezza delle transazioni commerciali.

Per collegare i POS con i registratori di cassa non è necessario modificare i dispositivi, ma basta utilizzare le funzionalità rese disponibili dall’Agenzia delle Entrate nell’area riservata della sezione “Fatture e Corrispettivi”. In quest’area si deve associare la matricola del registratore di cassa con gli identificativi degli strumenti di pagamento elettronico. L’adempimento è reso ancora più semplice dal fatto che l’amministrazione tributaria è già a conoscenza di quali apparecchi di pagamento l’esercente è titolare e li rende disponibili in un elenco da cui è possibile scegliere quali apparecchi associare alla matricola del registratore di cassa.

La procedura sarà resa accessibile a partire dal mese di marzo 2026 e per adeguarsi saranno previsti 45 giorni dalla messa a disposizione per gli strumenti che saranno utilizzati dal 1° gennaio 2026.

Per chi non si adegua sono previste sanzioni amministrative di 100 euro per ogni trasmissione, entro un limite di 1.000 euro a trimestre. Per l’omessa installazione degli apparecchi per emettere lo scontrino fiscale, inoltre, è prevista una sanzione da 1.000 a 4.000 euro che si applica anche nel caso di mancato collegamento tra il registratore di cassa in cui sono memorizzati i dati dei corrispettivi e lo strumento con il quale sono accettati i pagamenti elettronici.

I limiti dell’obbligo

Il problema principale sorge per gli esercenti che non hanno l’obbligo di dotarsi di un registratore di cassa, come tabaccai, edicolanti o sale giochi e scommesse. Per chi paga con strumenti di pagamento tracciabile sigarette, valori bollati e giornali, non viene rilasciato lo scontrino fiscale. In tutti i casi in cui l’obbligo del registratore di cassa telematico non è previsto, quindi, i POS non possono essere associati a una cassa.

In questi casi l’Agenzia delle Entrate non trova un riscontro documentale per un pagamento elettronico ricevuto e di conseguenza potrebbe risultare, per questi esercenti, un’anomalia. In questo caso il Fisco, vedendo la discrepanza, contatta l’esercente.

L’Agenzia delle Entrate ha confermato di essere a conoscenza di queste situazioni particolari e in caso di incongruenze tra pagamenti accettati e corrispettivi trasmessi è previsto l’invio di lettere di compliance, avvisi bonari con i quali il Fisco invita il contribuente a correggere la situazione fiscale prima di procedere ad avviare un accertamento vero e proprio.

L’esercente senza obbligo di registratore di cassa che riceve la lettera di compliance dal Fisco in cui è evidenziata l’anomalia riscontrata, può contattare l’Agenzia delle Entrate e trasmettere la documentazione che giustifica il mancato collegamento tra registratore di cassa telematico e sistemi di pagamento attraverso l’applicativo Civis.

Commenti

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A dagli con la semplificazione. Stato padrone Cittadini diventati sudditi. No comment sul livello dei “giornalisti”.

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