Per anni questo titolo di Piazza Affari ha battuto il mercato. Dal debutto in Borsa ( all’inizio del 2016) il titolo ha costruito una cavalcata quasi irripetibile, arrivando a mettere a segno un guadagno vicino al 1.000% e a toccare nuovi massimi storici nei primi mesi del 2025. Un percorso che lo ha trasformato in una delle storie di maggior successo del listino italiano, spesso citata come modello di qualità, visibilità e premio di mercato.
Poi qualcosa si è incrinato. Non all’improvviso e senza strappi, ma con una progressiva perdita di slancio che il mercato ha iniziato a leggere con maggiore attenzione. Dai massimi di inizio anno le quotazioni hanno imboccato una fase discendente e oggi il titolo scambia a circa il 40% sotto quei livelli. È il classico assestamento dopo anni di rialzi quasi ininterrotti o il segnale di un cambio di passo nel sentiment degli investitori.
È qui che entrano in gioco le valutazioni degli analisti. Il settore resta solido, il brand non è in discussione e la domanda non mostra segnali di cedimento. Con i prezzi tornati su livelli tecnici chiave, in area 300 euro, diverse case di investimento guardano al titolo con prudenza, altre invece hanno iniziato a ragionare su un potenziale recupero verso quota 400 euro. Uno scenario che, numeri alla mano, apre a un upside nell’ordine del 30%, ma che oggi il mercato chiede di meritare con fatti concreti.
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Perché gli analisti stanno rivedendo le stime su uno dei titoli più forti di Piazza Affari
Il punto non è il singolo downgrade, ma il segnale che emerge nel suo insieme. Il cambio di passo si legge chiaramente anche nelle ultime mosse delle grandi case d’affari. Non c’è una bocciatura corale, ma una frattura sempre più evidente tra chi continua a credere nella storia e chi invita a rallentare le aspettative. BNP Paribas Exane, per esempio, ha alzato il rating a Outperform, segnale di fiducia sul valore di fondo, ma allo stesso tempo ha ridotto il target price in area 400 euro. Una promozione accompagnata da una limatura delle stime, che racconta meglio di molte parole il momento attraversato dal titolo.
Sul fronte opposto si colloca HSBC, che ha tagliato la raccomandazione da Buy a Hold e abbassato il prezzo obiettivo, spostando l’attenzione su un tema chiave. Non più i volumi, ma il mix e la sostenibilità dei margini nel 2026, visti stabili intorno al 29%. Anche Goldman Sachs e Morgan Stanley si muovono nella stessa direzione. I giudizi restano positivi, con il Buy confermato, ma i target scendono, rispettivamente sotto i 380 e verso i 350 euro.
Il messaggio che arriva al mercato è sottile ma potente. La qualità non è in discussione e il brand resta un punto fermo, ma il premio di valutazione non è più automatico. Oggi gli analisti chiedono conferme, numeri e visibilità. Ed è proprio questa maggiore selettività, più che i singoli target price, a spiegare perché il titolo abbia smesso di correre e perché ogni nuova stima venga letta come un segnale da non ignorare.
Da 300 a 400 euro, cosa cambia davvero per chi investe oggi
Il ritorno verso area 300 euro rappresenta un momento critico per chi guarda al titolo con un orizzonte di investimento di medio lungo termine. È un livello che in passato ha funzionato da punto di equilibrio tra aspettative e valutazioni e che oggi potrebbe rappresentare una possibile zona di stabilizzazione.
Grafico azioni Ferrari (RACE)
Fonte Tradingview
Da qui nasce l’ipotesi di un percorso a due tempi. Nel breve, la pressione resta, perché la visibilità sui margini non è ancora sufficiente a riaccendere l’entusiasmo. Nel medio periodo, però, se la fase di compressione dovesse rivelarsi temporanea e le prossime guidance riuscissero a riportare chiarezza sulla traiettoria industriale, lo spazio per una rivalutazione tornerebbe ad aprirsi. È in questo scenario che diversi analisti continuano a collocare target nell’area dei 400 euro, non come scommessa tattica, ma come ritorno a una valutazione coerente con il profilo di lungo termine.
Per chi investe oggi, il messaggio è operativo. Ai prezzi attuali il titolo non offre più certezze immediate, ma neppure ha perso la sua attrattiva strutturale. Richiede tempo, selettività e la consapevolezza che i prossimi mesi potrebbero essere ancora dominati dalla volatilità. I mercati sono ciclici e anche le storie migliori attraversano fasi di consolidamento. Capire se questa è solo una pausa o l’inizio di un nuovo equilibrio è la vera domanda che il mercato sta cercando di prezzare.
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