TikTok rappresenta una minaccia per la cybersicurezza nazionale?
Soffiano i venti di guerra fredda e la tensione geopolitica nelle ultime settimane si sta spostando sempre più a est, toccando il Dragone. Non bastano le sanzioni e le minacce più o meno velate a infuocare un equilibrio già precario, ora tocca alla app cinese Tik Tok.
La decisione di Bruxelles
Molto popolare tra i giovani, la sua proprietà cinese ha sollevato il timore che Pechino possa usarla per raccogliere dati sugli utenti occidentali o spingere narrazioni e disinformazione a favore della Cina. E così sta scattando il ban in Occidente per limitarne o vietarne l’utilizzo.
Dopo il Parlamento europeo che ha vietato l’uso dell’app cinese di TikTok sui telefoni del personale per motivi di cybersicurezza, ora tocca alla Casa Bianca e al Canada.
Il dibattito sui presunti rischi della app cinese è arrivato anche in Italia, dove si è aperto un dossier per valutare la possibilità di vietarne l’utilizzo di dipendenti pubblici.
Il divieto della Casa Bianca
La Casa Bianca ha concesso alle agenzie federali 30 giorni di tempo per eliminare TikTok da tutti i dispositivi elettronici del governo. Secondo l’Fbi la proprietà del colosso tecnologico cinese ByteDance espone i dati degli utenti dei Paesi occidentali al controllo del governo cinese.
«TikTok è controllata da un governo che non condivide i nostri valori e potrebbe usarla per operazioni di influenza», ha detto nei giorni scorsi Chris Wray, direttore dell’Fbi. Da qui il divieto, firmato dal presidente Joe Biden, di scaricare e usare la app sui device che appartengono all’amministrazione statunitense.
La definizione dei tempi è un passo avanti «cruciale per affrontare i rischi presentati dall’app ai dati sensibili governativi», afferma l’Office of Management and Budget. «L’amministrazione Biden ha investito nel difendere la nostra infrastruttura digitale. La definizione della tempistica rientra nell’impegno dell’amministrazione a proteggere la sicurezza e la privacy degli americani», aggiunge.
Sulla stessa linea il Canada
Anche il Canada sta bandendo TikTok da tutti i dispositivi mobili in dotazione al governo. Il primo ministro Justin Trudeau ha dichiarato che questo potrebbe essere un primo passo verso ulteriori azioni.
La decisione di Canada, USA e UE ha innescato un confronto anche nel nostro Paese, dove il governo sta vagliando di adottare le stesse limitazioni, come riferito dal ministro Zangrillo al quotidiano La Repubblica.
L’Italia apre un dossier
Zangrillo ha spiegato che il tema è in discussione e il confronto è aperto anche al Copasir, il Comitato Parlamentare per la sicurezza della Repubblica: «Su questo argomento si sta già impegnando il Copasir, ma è evidente che il mio ministero, avendo 3,2 milioni di dipendenti, è fortemente coinvolto. Le opzioni possono essere di muoversi come si è mossa la Commissione europea o eventualmente assumere una decisione diversa. È una scelta che non posso compiere in solitaria, mi devo confrontare con le altre istituzioni e insieme concorderemo una linea», sottolinea Zangrillo. I tempi comunque, spiega il ministro, saranno stretti.
Una decisione potrebbe già essere presa nei prossimi giorni. Il tema sul tavolo del ministro riguarda la profondità dei rischi legati alla sicurezza nazionale. Nelle scorse settimane il sottosegretario all’Innovazione, Alessio Butti, e il Garante della Privacy hanno incontrato i rappresentanti italiani di ByteDance, la società proprietaria di TikTok, per affrontare la questione del trasferimento dei dati degli utenti in altri Paesi.
Sulla vicenda, intanto, è intervenuto il vicepremier Matteo Salvini: «Bloccare TikTok? È un interrogativo che coinvolge sicurezza e democrazia. Io sono perplesso e sono contrario a ogni tipo di censura, in una società liberale prima di arrivare a ‘blocchi’ radicali bisogna riflettere bene».