Cuba rischia un blackout mai visto. Ecco cosa sta succedendo

Andrea Fabbri

12 Febbraio 2026 - 11:03

L’isola sta vivendo la più grande crisi energetica dai tempi della fine dell’Unione Sovietica. Ecco perché e cosa potrebbe succedere nei prossimi mesi

Cuba rischia un blackout mai visto. Ecco cosa sta succedendo

La situazione a Cuba sta diventando ogni giorno più drammatica a causa del blocco imposto dagli Stati Uniti al petrolio venezuelano, principale fonte di approvvigionamento energetico dell’isola.

Uno stop ai rifornimenti che ha effetti devastanti in tutti i settori dell’economia, turismo compreso.

Il blocco ha effetti devastanti sull’economia cubana

Il blitz degli USA che ha portato alla fine della presidenza di Maduro in Venezuela sta avendo ripercussioni su tutto il continente americano. Tra i Paesi più colpiti c’è Cuba che ha dovuto dire addio al petrolio venezuelano a causa del blocco energetico imposto da Trump.

Un blocco che rischia di rivelarsi il colpo di grazia per l’economia dell’isola che negli ultimi 5 anni è calata del 15% complessivo.

Cuba vive al buio e senza elettricità

Sull’isola ormai si vive al buio e, oltre al petrolio, manca quasi completamente l’elettricità. Lunedì scorso l’aeroporto dell’Avana ha annunciato di non poter garantire i rifornimenti ai velivoli e più della metà delle utenze cubane è ogni giorno a rischio blackout. Basti pensare che 6 delle 16 centrali termoelettriche di Cuba sono fuori servizio per problemi legati a guasti e manutenzioni.

Una crisi talmente grande da aver spinto i vescovi cubani ad annullare il viaggio previsto in Vaticano a causa dello stop ai carburanti imposto alle compagnie aeree fino al prossimo 11 marzo.

Le contromisure di Cuba per contrastare la crisi

Per cercare di limitare i danni il governo di Cuba ha predisposto un durissimo pacchetto di misure di emergenza che ha portato alla sospensione della vendita del gasolio al dettaglio, al razionamento della benzina, alla riduzione dei servizi di trasporto e all’introduzione del telelavoro nel settore pubblico.

Nel frattempo i cubani stanno cercando di proteggersi accumulando carbone o installando pannelli solari, una soluzione agevolata dal governo centrale dal 2024. Purtroppo, però, i pannelli sono accessibili soltanto alle famiglie più abbienti e anche prima del blocco energetico imposto dagli USA Cuba faceva molta fatica a garantire la metà del suo fabbisogno energetico quotidiano.

Arriva un aiuto dalla Cina?

I primi ad aver annunciato di essere disposti ad aiutare Cuba sono stati i cinesi. Poche ore fa Lin Jian, portavoce del Ministro degli Esteri di Pechino ha annunciato che la Cina è pronta a fornire assistenza “nei limiti delle proprie capacità”.

Un intervento durissimo, quello di Jian, che ha condannato il blocco energetico e che ha definito le sanzioni “pratiche disumane” che stanno mettendo in ginocchio la popolazione locale.

Si muove anche l’ONU

Un timido passo avanti per risolvere la crisi cubana arriva anche dall’ONU con il portavoce Stephane Dujarric che ha dichiarato che le Nazioni Unite hanno l’obiettivo di sostenere gli sforzi del governo per resistere alla crisi.

In attesa di capire quali saranno gli aiuti internazionali, il Ministero dell’Industria Alimentare di Cuba ha garantito che pane, omogeneizzati e latte in polvere continueranno a essere distribuiti e che verrà mantenuta attiva anche la produzione dell’industria ittica.

Notizie meno positive arrivano invece dal Ministero dei Trasporti che ha annunciato che nei prossimi giorni treni e autobus arriveranno con frequenza minore a causa del razionamento dei carburanti.

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