Il crollo dei mercati potrebbe essere evitato grazie al 14° emendamento, ecco perché

Giorgia Bonamoneta

21 Maggio 2023 - 20:11

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Cos’è il 14° emendamento e perché è stato evocato come possibile soluzione al crollo dei mercati? Ecco di cosa parlano gli esperti statunitensi.

Il crollo dei mercati potrebbe essere evitato grazie al 14° emendamento, ecco perché

Gli Stati Uniti si stanno avvicinando a una crisi economica potenzialmente disastrosa. “Se il tetto del debito non viene alzato, ci saranno scelte difficili da fare su quali fatture non verranno pagate”, ha detto la segretaria al Tesoro Usa Janet L. Yellen. Cosa accadrà dopo è difficile da prevedere, anche se gli economisti sono concordi nel dire che c’è il rischio recessione, del blocco del sistema finanziario, sospensione degli assegni di previdenza sociale per gli anziani, un aumento dei licenziamenti dei lavoratori pubblici e un’impennata dei tassi per i mutui.

Per evitare il crollo dei mercati gli Stati Uniti potrebbe però ricorrere al 14° emendamento. Da Hiroshima il presidente Joe Biden ha ricordato che esiste tale possibilità, ma potrebbe non bastare per affrontare la crisi. Il 14° emendamento infatti afferma a grandi linea che la validità del debito americano non deve essere messo in discussione. Una clausola nata con lo scopo di evitare il rifiuto da parte degli Stati del Sud di ripagare i debiti della guerra civile, ma cosa significa oggi?

Il 14° emendamento resta sul tavolo delle opzioni, mentre la scadenza del 1° giugno si avvicina, ma non è evidente come non sia la prima scelta di nessuno.

Crollo dei mercati: gli Stati Uniti a rischio recessione

La notizia è riportata su tutte le testate internazionali: se entro il 1° giugno gli Stati Uniti non troveranno un accordo per alzare il tetto del debito, il Paese rischia la bancarotta. È in corso tra le due forze politiche, repubblicani e democratici che rispettivamente hanno la maggioranza alla Camera e al Senato, un negoziato per decidere dove effettuare un taglio. Lo speaker della camera, Kevin McCarthy, ha ribadito che bisogna spendere meno dell’anno precedente e per farlo si deve tagliare la spesa sociale; i democratici al contrario solo per tagliare la spesa della difesa, una decisione che però non piace ai repubblicani.

I due partiti si trovano in disaccordo anche sulla durata del taglio: per i democratici questo potrebbe durare al massimo due anni, per i repubblicani è invece necessario un decennio per diminuire il debito. Da entrambe le parti arrivano le accuse di voler far saltare l’economia in aria solo per i propri scopi elettorali.

I possibili scenari sono tre: accordo all’ultimo minuto, accordo dopo il 1° giugno o nessun accordo. Senza un accordo il governo degli Stati Uniti non potrà ripagare i creditori per settimane e si rischia una recessione più grave di quella del 2007-2009. Secondo le prime statistiche la disoccupazione potrebbe infatti crescere del 5% e i titoli azionari crollare del 45%.

Il 14° emendamento potrebbe salvare gli Stati Uniti?

La crisi è imminente e non può essere più ignorata, eppure solo nella giornata di ieri il New York Times ha finalmente rotto il silenzio su un dibattito rimasto sottotraccia troppo a lungo. Tra le proposte sul tavolo c’è oggi il 14º emendamento, sezione 4, che recita:

Non potrà essere posta in questione la validità del debito pubblico degli Stati Uniti, autorizzato con legge, compresi i debiti contratti per il pagamento di pensioni o premi per servizi resi nel sopprimere l’insurrezione o la ribellione. Ma né gli Stati Uniti né i singoli Stati potranno prendersi a carico o pagare debiti o obbligazioni contratti per aiutare insurrezioni o ribellioni contro gli Stati Uniti, o qualsiasi indennità per la perdita o l’emancipazione di uno schiavo; ma tutti i debiti, obbligazioni e indennità di questo tipo si considereranno illegali e nulli.

Di fronte alla sfuggente possibilità di un accordo non raggiunto tra le parti, potrebbe rimanere come soluzione dichiarare incostituzionale il tetto del debito. Sembra infatti, secondo gli esperti, che il 14° andamento potrebbe evitare anche per un breve periodo il default. Eppure potrebbe essere una scelta veramente estrema e considerata da alcuni “folle”. Si tratta di un vero e proprio “trilemma”, una scelta difficile che rischia di essere annullata in ogni caso dalla Corte Suprema.

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