Crolla il Nasdaq. È la fine della bull-run per i titoli tecnologici?

Redazione Finance

4 Settembre 2024 - 20:05

Gli ultimi dati economici, legati al mercato del lavoro, hanno amplificato la volatilità dei mercati. L’attenzione si sposta verso l’indice del segmento tecnologico, il Nasdaq.

Crolla il Nasdaq. È la fine della bull-run per i titoli tecnologici?

Il Nasdaq ha recentemente mostrato segni di forte volatilità, alimentando le preoccupazioni degli investitori riguardo la stabilità dei prezzi dei titoli tecnologici. Le nuove ansie derivano soprattutto dai dati del Job Openings and Labor Turnover Survey (JOLTS), pubblicati oggi.

Questo dato ha rinnovato i timori di un potenziale rallentamento economico, nonostante i dati mostrino ancora una certa resilienza del mercato inteso in senso ampio. Cosa ha senso aspettarsi quindi dal mercato dei titoli tech?

Perché il JOLTs è così importante per gli investitori?

Il JOLTS è un indicatore chiave che misura le opportunità di lavoro disponibili nell’economia. Un calo di queste offerte può segnalare una riduzione della domanda di lavoratori, suggerendo che le aziende stiano adottando un approccio più cauto nelle assunzioni, temendo un indebolimento della crescita economica. Questo ha fatto salire la paura di un hard landing e quindi una recessione.

Le speculazioni sull’esito della prossima riunione del Federal Open Market Committee (FOMC) si sono intensificate. Molti si aspettano che la Federal Reserve possa rallentare i tassi di interesse in risposta ai segnali di indebolimento dell’economia, specialmente se i dati sul lavoro e l’inflazione continueranno a indicare un rallentamento mentre la percentuale dei sostenitori di un taglio di addirittura 50 pb è in aumento.

Cosa sta succedendo al Nasdaq in borsa?

Nonostante ciò, non si può parlare di un vero e proprio crollo del Nasdaq. Sebbene l’indice tecnologico abbia subito una contrazione all’apertura della sessione, la giornata è stata caratterizzata da fasi alterne di ribassi e rialzi.

Un indicatore chiave di questa incertezza è stato il VIX, noto anche come «indice della paura», che il 3 agosto ha registrato un forte aumento, segnalando l’aumento della volatilità nei mercati. Tuttavia, il 4 agosto, nonostante un inizio di sessione particolarmente negativo, il clima è sembrato stabilizzarsi, con il VIX che è tornato su livelli più moderati verso la fine della giornata.

Anche il Fear & Greed Index del CME si è mantenuto in territorio «neutral», riflettendo il fatto che il mercato non è né eccessivamente preoccupato né ottimista, ma si trova in una sorta di limbo, in attesa di ulteriori dati economici che possano chiarire le prospettive future. Questo indice, che misura il livello di paura e avidità tra gli investitori, è spesso un segnale utile per capire l’umore prevalente nel mercato.

Nasdaq: uno sguardo al grafico

Dal punto di vista tecnico, il Nasdaq sta attraversando un periodo di elevata volatilità, che potrebbe offrire opportunità di rimbalzo o ulteriori correzioni, a seconda di come evolveranno i dati macroeconomici nelle prossime settimane. L’analisi grafica, con un focus su un timeframe ridotto, indica come primo punto di interesse i 18.800 punti, una soglia tecnica che separa il prezzo attuale dal minimo degli ultimi mesi, fissato a 18.000 punti. Molti analisti prevedono un periodo di lateralità con un range ampio, compreso tra i 18.000 e i 20.000 punti. Nonostante ciò, la volatilità rimarrebbe alta, considerando l’ampiezza del range che l’indice potrebbe toccare.

Nasdaq, 1H Nasdaq, 1H Grafico a candele orarie dell'indice Nasdaq. Fonte: baha.com