A Piazza Affari succede più spesso di quanto si pensi. Arrivano i conti, partono le prime vendite e il titolo scivola rapidamente in rosso. In questo caso la reazione è stata ancora più violenta: le azioni hanno perso oltre il 14% in una sola seduta. Quando accade, la sensazione è sempre la stessa. Qualcosa non torna.
Perché dietro a un ribasso improvviso non sempre c’è un peggioramento dei fondamentali. A volte il problema non sono i numeri, ma le aspettative che il mercato si era costruito prima della pubblicazione dei risultati. Il titolo arrivava a questi conti con attese molto elevate. Bastava poco per deludere. E così, nel giro di poche ore, sono partite le vendite. Prima gli investitori più speculativi, poi il resto del mercato. La domanda che ora circola tra gli operatori è un’altra. Chi sta davvero vendendo? E soprattutto, chi sta comprando mentre il prezzo scende?
Perché mentre molti investitori guardano il grafico e vedono soltanto il rosso della giornata, diversi analisti stanno facendo un ragionamento completamente diverso. Dopo il ribasso, alcune valutazioni indicano un potenziale rialzo che arriva fino al 68% rispetto ai prezzi attuali.Uno scarto enorme tra il valore che il mercato sta attribuendo oggi al titolo e quello che emerge dai modelli degli analisti.
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Conti solidi, dividendo in crescita eppure il mercato punisce le azioni Reply
La reazione di Piazza Affari è stata immediata. Dopo la pubblicazione dei risultati, le azioni Reply hanno perso il 14,79%, una delle peggiori performance della seduta. Un movimento che a prima vista potrebbe far pensare a conti deludenti o a un cambio di prospettiva nelle aspettative sul business.
Eppure, i numeri dicono altro: i ricavi sono cresciuti, il dividendo anche e il quadro complessivo dei risultati rimane solido. Non si tratta di un’azienda che sta rallentando, né di un business che mostra segnali di deterioramento strutturale. Il punto è un altro.
Il problema è che il titolo arrivava a questi conti con aspettative altissime.
Quando questo accade basta poco per scatenare una correzione violenta. Una guidance più prudente, margini leggermente sotto le attese o semplicemente un risultato che non sorprende abbastanza. A quel punto partono le vendite veloci, spesso innescate da algoritmi e trading di breve periodo.
In pratica, il prezzo si muove più velocemente dei fondamentali. Per gli analisti, tuttavia, il titolo può ancora crescere. E di molto.
Perché Reply può salire del 68%
Dopo il crollo, Reply tratta su livelli che, secondo diverse case di analisi, non riflettono il valore reale della società. Gli aggiornamenti sui target price parlano chiaro. Alcune valutazioni indicano un potenziale upside che arriva fino al 68% rispetto ai prezzi attuali.
Uno scarto enorme tra quello che il mercato sta pagando oggi e quello che gli analisti ritengono essere il valore corretto del titolo.
Grafico azioni Reply
Fonte Trafdingview
Quando un’azione scende rapidamente dopo i conti, spesso il prezzo sconta scenari peggiori di quelli che i dati giustificano davvero. Il mercato tende a reagire alla notizia immediata, mentre gli analisti guardano alla traiettoria dei prossimi anni.
Ed è proprio su quell’orizzonte che il quadro cambia.
La crescita dei ricavi resta intatta, il dividendo continua a rappresentare un elemento di attrattività per molti investitori e le prospettive del business non mostrano segnali di deterioramento.
In altre parole, il ribasso di queste ore potrebbe essere più legato al sentiment di mercato che ai fondamentali della società.
Ed è proprio in queste fasi che spesso si crea la distanza più interessante tra prezzo e valore reale.
E quando prezzo e valore reale si allontanano troppo, il mercato prima o poi prova sempre a colmare quella distanza.
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