Criptovalute: nasce una clinica per disintossicarsi

Un ospedale scozzese ha dato vita a un programma di riabilitazione per persone dipendenti dal trading di criptovalute

Criptovalute: nasce una clinica per disintossicarsi

Il Castle Craig Hospital di Peeblesshire, una contea della Scozia, ha creato un percorso di riabilitazione per “crypto addicts”, ovvero persone con un problema di dipendenza dal trading di critovalute.

Il trattamento mira ad affrontare le principali difficoltà che hanno originato la dipendenza e dare all’individuo gli strumenti per fare a meno di tutti gli atteggiamenti considerati patologici.

Come episodio che associ un’eccessiva esposizione al settore alla nascita di una vera e propria patologia, viene spesso citato il caso dell’investitore in Bitcoin che lo scorso anno ha utilizzato la propria casa come garanzia nel chiedere un prestito di 325.000 dollari, utile a far fronte a nuove operazioni di trading sulla criptovaluta.

La struttura ospedaliera, che si trova nella contea storica di Peebles, gestisce già diversi programmi di recupero per alcolisti e tossicodipendenti. Per occuparsi della dipendenza da valute virtuali ha fatto sapere di aver tratto una parte delle basi della cura dalle tecniche utilizzate nei programmi connessi all’abuso del gioco d’azzardo.

Una clinica scozzese cura i dipendenti dal trading di criptovalute

Secondo diversi esperti fare trading sulle valute virtuali, ad esempio sulla maggiore per capitalizzazione di mercato come il Bitcoin, può gradualmente trasformarsi in una dipendenza comportamentale, simile al gioco d’azzardo online.

Gli atteggiamenti possono così diventare ossessivi e rituali, portando le persone a perdere giornate nella consultazione spasmodica delle più piccole variazioni percentuali del prezzo.

Dalla struttura ospedaliera scozzese non hanno parlato di un numero preciso di persone dipendenti dalle criptovalute nel mondo, cifra difficile da quantificare anche a causa della novità del settore e delle grosse difficoltà per un “crypto addicted” nel definirsi tale, e quindi chiedere un aiuto dal punto di vista clinico.

Ma, considerando che sono circa 14 milioni a fare trading sulle monete digitali, è facile ipotizzare che possa concretizzarsi per qualcuno di questi in una vera e propria patologia.
Chris Burn, terapista per dipendenti da gioco d’azzardo al Castle Craig Hospital, ha parlato del mercato delle valute virtuali come di uno spazio fatto di scommesse “ad alto rischio”, che può rivolgersi ad un “giocatore problematico”:

Secondo Burn le criptovalute provocano grande eccitazione e consentono agli individui una vera e propria fuga dalla realtà: il Bitcoin, ad esempio, è oggetto di scommesse che coinvolgono cifre importanti, capaci di portare grossi guadagni o grosse perdite; si tratta - secondo il terapista - di una classica situazione da bolla.

Alla guida di alcuni trattamenti c’è Tony Marini, ex-giocatore d’azzardo ed ex tossicodipendente.
Secondo Marini la chiave sta, come per tutti i tipi di dipendenze, nel riportare l’individuo in una struttura dove a dominare sono la quotidianità e la routine della vita:

“Avendo già vissuto tutto questo, la mia esperienza mi garantisce intuito ed empatia nei confronti di quelli che hanno lo stesso problema. Il trading sulle criptovalute può diventare un modo che le persone utilizzano per fuggire da loro stesse, per muoversi verso un altro mondo. Questo spesso perché, molto semplicemente, non gli piace il mondo in cui si trovano”.

Il primo stadio del trattamento consiste nell’unire altre persone afflitte dal problema nella terapia di gruppo e condividere le loro storie di vita, così che possano identificarsi tra loro e rendersi conto di non essere soli.

Come fare a sapere di essere dipendenti dal trading di criptovalute?

Ma tra investitori professionisti, appassionati e anche semplici lavoratori del settore, è davvero altissimo il numero di persone che rivolgono quotidianamente le loro attenzioni e i loro pensieri alle criptovalute. Dunque come fare a sapere se il nostro è più di un semplice interesse ma una vera patologia?

Stando alle stesse indicazioni date dall’ospedale Castle Craig, una prima autodiagnosi può essere effettuata sulla base delle consuete valutazioni già esistenti per droghe e alcol. Quindi le domande da porsi potrebbero essere così articolate:

Dedico molto tempo a pensare alle criptovalute?

Sto spendendo notevoli quantità di denaro sulle criptovalute?

Ho cercato di ridurre o abbandonare completamente il trading sulle criptovalute, ma non mi sono sentito pronto a farlo?

Divento irrequieto o irritabile se provo a ridurre il tempo che dedico alle criptovalute?

Investo sulle criptovalute per sentire più lontane le difficoltà o per sfogare la mia rabbia?

Sento il bisogno di investire in criptovalute subito dopo aver perso denaro? In genere per cercare di recuperarlo?

Ho mai dovuto contare su altre persone per dedicare tempo o soldi al trading in criptovalute?

Ho mai ottenuto soldi illegalmente per finanziare i miei investimenti in criptovalute?

Il mio comportamento legato al trading di criptovalute ha mai influito sulle mie interazioni o sulla mia posizione?

Cerco di convincere altre persone a prestarmi denaro quando l’ho finito?

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