Crediti di carbonio: come si sceglie il broker

15 Luglio 2022 - 12:18

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Conoscenza del mercato dei crediti di carbonio e della relative normative: sono queste le competenze dei broker dei crediti di carbonio, ma come sceglierne uno?

Crediti di carbonio: come si sceglie il broker

Operare nel mercato volontario dei crediti di carbonio può essere molto complesso, specialmente perché sono molte le competenze richieste ma sono pochi coloro che le possiedono realmente.

Per questo motivo, molte aziende decidono di affidarsi a quelle persone che si sono formate in questo ambito fino a diventare esperte, ossia i broker.

Queste figure fungono da tramite tra i realizzatori dei progetti che producono crediti di carbonio e coloro che desiderano acquistarli.

In termini pratici, l’azienda o il privato cittadino contattano un broker spiegando quali caratteristiche devono avere i crediti di carbonio e i progetti su cui si vuole investire; una volta fatto questo, il broker li rivende a un prezzo maggiorato al proprio cliente.

Capita piuttosto raramente che il broker dica quale è il prezzo del credito di carbonio che il suo cliente sta comprando.

Questo comportamento opaco fa sì che molto spesso i clienti non riescano a capire quanto stanno effettivamente pagando il credito e quanto il broker.

Scegliere una figura da cui farsi affiancare è quindi molto complesso, dal momento che si stanno affidando i propri soldi a una persona che potrebbe voler fare soltanto il proprio interesse.

Perché affidarsi a un broker per acquistare crediti di carbonio

Coloro che desiderano iniziare a operare nel mercato dei crediti di carbonio presto si accorgeranno che sono molte le dinamiche a cui bisogna prestare attenzione.

Questo avviene poiché è possibile investire in progetti di vario tipo, ad esempio di rimboschimento, di efficientamento dei consumi energetici e idrici.

Data questa varietà, questi presentano tra loro molte differenze che è necessario conoscere se si desidera fare degli investimenti oculati non solo in termini economici ma anche di ritorno d’immagine, importante soprattutto per le aziende.

Perché dunque un investitore privato o un’azienda dovrebbe decidere di affidarsi a un broker? Ciò avviene soprattutto perché queste figure sono dotate di una conoscenza del mercato tale da sapere in quali progetti è meglio investire per raggiungere certi obiettivi e comunicarli, eventualmente, agli stakeholder.

Se, ad esempio, l’obiettivo di un’azienda è quello di combattere la mancanza di cibo in un determinato Paese, il broker consiglierà di investire in un progetto che non solo contribuisce a rimuovere la CO2 dall’atmosfera, ma che contribuisce a fornire lavoro e cibo alla popolazione.

Il problema è che un’azienda o un privato possono non conoscere i progetti su cui investire, poiché è necessario dedicare molto tempo nella ricerca e nello studio di questi ultimi, al fine di capire, ad esempio, se chi li realizza ha tenuto conto di tutti i fattori di rischio possibili.

In questo caso, affidarsi a un broker che ricerchi progetti idonei e in linea alle necessità aziendali può effettivamente essere molto utile.

Come si sceglie un broker, parola d’ordine: trasparenza

Sebbene affidarsi a un broker presenti effettivamente dei vantaggi, è necessario mettere sul piatto della bilancia anche gli svantaggi di questa scelta. Ha quindi davvero senso affidarsi a queste figure?

Naturalmente può averlo, ma conviene prendere bene in considerazione numerosi fattori in fase di scelta.

Scegliere un broker a cui affidarsi è tutt’altro che semplice. Il fatto che questi spesso agiscano in maniera opaca, imponendo dei prezzi non sempre realistici, fa sì che molti possano essere restii ad affidarsi a queste figure.

Il modo migliore per scegliere è quindi quello di cercare una persona di cui ci si possa fidare o che abbia la reputazione di essere una persona onesta.

Grazie in particolare al web, oggi è possibile conoscere molto di un professionista o di un’azienda; studiando la web reputation, è infatti possibile capire con chi si sta per avere a che fare.

Una volta che si è ben consapevoli di chi si ha davanti è possibile scegliere se proseguire con la collaborazione oppure se affidarsi ad altri professionisti.

La trasparenza è una qualità fondamentale in ogni professione, ma in questa più di altre.

Avendo l’onere di gestire soldi altrui, essere chiari con i propri clienti può diventare assolutamente un vantaggio competitivo da non sottovalutare, specialmente alla luce del fatto che ancora molti broker agiscono in maniera opaca, suscitando il disappunto degli investitori.

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