«Il Covid non è un’influenza, abbiamo 200 morti al giorno». Cosa succederà con Omicron. Intervista a Miozzo

Emiliana Costa

11/01/2022

11/01/2022 - 19:33

condividi

Agostino Miozzo, ex coordinatore del Cts, ha spiegato a Money.it l’importanza della vaccinazione, anche tra i bambini. Poi l’allarme: «Il Covid non è un’influenza». Cosa succederà con Omicron.

«Il Covid non è un'influenza, abbiamo 200 morti al giorno». Cosa succederà con Omicron. Intervista a Miozzo

Il virus in Italia continua a correre. Nel bollettino di oggi, martedì 11 gennaio, sono stati registrati 220.532 casi di Covid-19, il dato più alto dall’inizio della pandemia. Le vittime sono 294. Con il nuovo decreto - che ha introdotto l’obbligo vaccinale e il super green pass sul lavoro per gli over 50 e l’estensione del green pass base - il governo tenta dunque di arginare l’impennata di contagi. Ma sulla scuola, il presidente del Consiglio Mario Draghi non ha dubbi e in conferenza stampa ha ribadito: «La Dad crea disuguaglianze, si va in presenza».

Ne abbiamo parlato con il prof. Agostino Miozzo, ex coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts): «Condivido il pensiero di Draghi, le scuole devo restare aperte. Sulla pandemia sarei ancora prudente, abbiamo oltre 200 morti al giorno».

Obbligo vaccinale e super green pass sul lavoro per gli over 50. Che valutazione dà al nuovo decreto?

Siamo in un nuovo picco di pandemia, si tratta di un decreto importante. L’obbligo è sempre, per le istituzioni, una scelta politica significativa. Sono dell’idea che con il Covid, che impatta in questo modo sul sistema sanitario, gli obblighi siano solo benvenuti. Il vaccino ci protegge dalla malattia severa, dalla terapia intensiva e dalla morte.

Come valuta la multa da 100 euro per gli over 50 no vax?

Le sanzioni non sono mai sufficienti, 100 euro è una cifra irrisoria. L’importante è che le sanzioni siano eseguite, io avrei appesantito un po’ di più. Ma la cosa fondamentale è che la gente si vaccini. Coloro che non lo faranno, perché contrari ideologicamente o per altre ragioni, dovranno accettarne le conseguenze.

Sulla scuola c’è un braccio di ferro tra il governo e alcuni presidenti di Regione. Scuole aperte o chiuse?

Condivido il discorso di Draghi, le scuole devono restare aperte e bisogna fare tutto il possibile per ridurre il rischio. Come tutti i luoghi pubblici, le scuole non sono esenti da pericoli, ma sono l’ambiente più protetto e monitorato. È indispensabile che restino aperte, i danni delle chiusure sono maggiori dei benefici.

Come ridurre i rischi all’interno degli istituti?

Monitorando, rispondendo tempestivamente ai casi positivi. E, come avviene già in molti istituti pubblici e privati, con l’esecuzione di tamponi rapidi a tappeto, effettuati ad esempio nelle farmacie comunali o in luoghi dedicati allo scopo. Occorre infatti facilitare il percorso per i ragazzi che rientrano. E qualora si identifichi il caso, essere tempestivi. Chiudere solo se previsto dalle norme ministeriali.

Quanto è importante la vaccinazione tra i bambini?

Assolutamente importante per varie ragioni. Questa variante non è esente dall’infezione ai più piccoli. All’inizio della pandemia avevamo la percezione che il virus nella variante di Wuhan colpisse soprattutto gli anziani e in effetti era così. Con le nuove varianti, vediamo i bambini interessati in maniera importante. I reparti Covid degli ospedali pediatrici cominciano a essere sotto pressione. Le terapie intensive cominciano ad avere dei casi. E in tutti i casi la malattia può lasciare degli effetti anche significativi a chi è infettato.

Cosa dire alle mamme per rassicurarle?

Il vaccino non ha importanti effetti collaterali ed è fondamentale proteggerci. Non è diverso dai 10 vaccini obbligatori che i bambini sono abituati a fare. Dobbiamo entrare nell’ordine di idee che potrebbe diventare l’undicesimo vaccino obbligatorio. I danni collaterali sono irrilevanti, dico questo dopo aver visto l’inoculazione di milioni di dosi in giro per il mondo.

Abbiamo superato i 220mila contagi. C’è bisogno di un lockdown generale?

Non credo avremo la necessità di un lockdown. Potrebbe succedere che in alcune aree del paese le strutture ospedaliere vadano in sofferenza e si arrivi alla zona rossa. Ma analizzando l’evoluzione della pandemia e le due attuali varianti in circolazione, Delta e Omicron, non credo avremo bisogno di un lockdown per come lo abbiamo conosciuto nella prima fase.

Omicron può rendere endemica l’epidemia?

È l’auspicio di molti. Sento soprattutto i politici affermare che declasserebbero questa tragedia a influenza. Io al momento sarei un po’ più prudente. Un’influenza non fa oltre 200 morti al giorno. Questa malattia impatta su tutto il sistema sanitario, rallentando anche le cure per i pazienti non Covid.

Quanto dovremo convivere con la pandemia?

Impossibile dirlo ora. Se non ci saranno varianti peggiori, la Omicron potrebbe essere il preludio di una endemizzazione. Ma la pandemia ci ha abituato agli imprevisti, cerchiamo di essere ancora prudenti rispettando le regole che abbiamo imparato a mettere in pratica.

Argomenti

# Scuola

Iscriviti a Money.it