Dite la verità: quando, poche settimane fa, il modello di intelligenza artificiale realizzato da DeepSeek è finito in prima pagina su tutti i giornali del mondo, la maggior parte di voi non sapeva neppure di cosa stessimo parlando, né riusciva a capire che cosa stesse accadendo o perché gli analisti fossero preoccupati. Tutto questo evidenzia l’enorme gap tecnologico che sta separando sempre di più l’Occidente dalla Cina.
Già, perché mentre dalle nostre parti – soprattutto in Europa – si continua ancora ad associare il concetto di Ia a varie forme di svago (da Alexa a Siri, da Chat Gpt ad altri assistenti virtuali) oltre la Muraglia l’intelligenza artificiale è un pilastro dello sviluppo del Paese. L’Ia, infatti, racchiude in sé il potenziale di trasformare radicalmente un Paese, di modernizzarlo, di renderlo all’avanguardia praticamente in ogni settore.
Come ha spiegato nel dettaglio il Financial Times, da quando DeepSeek ha scosso i mercati globali con il suo modello R1, da fine gennaio in poi l’adozione della sua tecnologia in Cina d’origine è stata fulminea. Tutti i principali fornitori di servizi cloud, almeno sei case automobilistiche, diversi enti locali, numerosi ospedali e altre di imprese statali hanno iniziato a implementare DeepSeek nelle loro attività. Detto altrimenti, l’Ia sta rimodellando lo scheletro del Dragone.
Cina + Ia = sviluppo al quadrato
Alcuni esempi concreti dell’Ia nello sviluppo cinese? In ambito medico, per rendere più efficiente la sanità, il Jilin University Hospital, nella città orientale di Changchun, ha lanciato uno strumento diagnostico in grado di produrre piani di trattamento tramite DeepSeek, consultando il database dell’ospedale, le linee guida della struttura e i risultati dell’efficacia dei farmaci. Il Jinxin Women and Children’s Hospital, nella Cina sud-occidentale, ha invece affermato di utilizzare uno strumento per monitorare i cicli di ovulazione delle pazienti per produrre piani di fertilità personalizzati.
Un ospedale dell’Hubei ha addirittura emanato una direttiva secondo cui DeepSeek dovrebbe essere utilizzato come arbitro terzo nel caso in cui due medici abbiano opinioni diverse sul trattamento di un paziente. Ci sono poi ospedali, a Whuan, Hangzhou e Chengdu, che hanno iniziato ad adottare infermieri digitali per indirizzare i pazienti verso l’ambulatorio giusto o spiegare loro complicati referti medici.
Poi ci sono i governi locali. Quelli di Jinan e Hangzhou, per esempio, hanno lanciato chatbot cittadini basati su DeepSeek in modo che i residenti possano fare domande su tutto, dai pagamenti delle tasse alla raccolta dei rifiuti ai certificati di nascita. Il distretto di Futian, a Shenzhen, si affida ad uno strumento di generazione di documenti per gli ufficiali delle forze dell’ordine per redigere relazioni amministrative. Nel settore tecnologico Tencent ha annunciato di aver implementato DeepSeek nella funzione di ricerca della sua onnipresente app, WeChat, mentre BYD e Great Wall Motor hanno fatto altrettanto in tema automobilistico. Lo stesso vale per tante altre aziende di Stato tra cui Sinopec, PetroChina e China Southern Power Grid.
Vantaggi e rischi
Un fatto interessante è che DeepSeek, nonostante l’enorme successo riscontrato, non starebbe capitalizzando finanziariamente il suo utilizzo diffuso. Goldman Sachs, intanto, ha affermato che l’intelligenza artificiale darà una leggera spinta all’economia cinese negli anni a venire, ma che la tecnologia avrà un effetto limitato sull’industria, minacciando al contempo un mercato del lavoro già turbolento.
La banca d’investimento con sede a New York ha scritto in una nota che l’Ia “inizierà ad aumentare la crescita potenziale” in Cina entro il prossimo anno e che entro il 2030 avrà stimolato l’espansione della seconda economia mondiale di circa 0,2-0,3 punti percentuali in più rispetto alle stime precedenti. “I recenti sviluppi hanno dimostrato la capacità delle aziende cinesi di migliorare costantemente le prestazioni riducendo al contempo i requisiti di potenza di calcolo, aprendo la strada a un’adozione più rapida dell’intelligenza artificiale in Cina”, ha aggiunto la stessa nota, sottolineando però il rischio di compromettere il mercato del lavoro.
In ogni caso, come ha sottolineato il World Economic Forum, adattando l’intelligenza artificiale a settori quali sanità, produzione ed energia, la Cina sta dimostrando come le applicazioni specifiche di settore favoriscano efficienza, sostenibilità e impatto scalabile.