Così €250 diventano quasi €200.000 in 20 anni con l’interesse composto

Claudia Cervi

12 Giugno 2025 - 07:54

Con un PAC anche piccoli risparmi mensili possono crescere in modo esponenziale. Ecco quale ETF ha reso di più tra USA, Europa e Italia in 20 anni.

Così €250 diventano quasi €200.000 in 20 anni con l’interesse composto

Anche un piccolo capitale può crescere nel tempo fino a diventare un vero tesoro. Esistono diversi modi per farlo. C’è chi punta sulla sicurezza dei conti deposito o dei titoli di Stato e chi invece preferisce cavalcare i mercati finanziari, scegliendo ETF o azioni. In ogni caso, però, il vero motore della crescita è uno solo: l’interesse composto. È questo meccanismo, semplice solo in apparenza, che consente anche a piccoli risparmi regolari di trasformarsi in cifre sorprendenti, se lasciati lavorare abbastanza a lungo.

Con l’interesse composto non si guadagna solo sul capitale iniziale, ma anche sugli interessi che nel frattempo si accumulano. Col passare degli anni, questo effetto si amplifica, facendo crescere i risparmi in modo esponenziale. Ecco perché un PAC, un piano di accumulo che prevede versamenti periodici, può diventare uno strumento potentissimo. Ma quanto si può ottenere davvero investendo, ad esempio, 250 euro al mese per 20 anni? E come cambia il risultato a seconda del mercato scelto?

Facciamo qualche simulazione concreta usando tre ETF che replicano rispettivamente l’S&P 500, l’Euro Stoxx 50 e il Ftse Mib.

Etf sull’S&P 500

Crescita capitale con PAC su S&P 500 Crescita capitale con PAC su S&P 500 Fonte Money.it

Il mercato americano è storicamente uno dei più solidi e performanti, soprattutto nel lungo periodo. Non stupisce dunque che, negli ultimi vent’anni, l’ETF SPDR S&P 500 (SPY) che segue l’andamento delle 500 principali società quotate negli Stati Uniti ha restituito in media un rendimento annuo vicino al 10%, includendo anche i dividendi reinvestiti.

Con un piano di accumulo da 250 euro al mese per 20 anni, e un investimento complessivo di 60.000 euro, oggi ci si ritroverebbe con circa 198.000 euro. Un risultato ottenuto grazie a tre elementi chiave: la disciplina nel risparmiare ogni mese, la forza dell’indice S&P 500 e, naturalmente, l’interesse composto che ha amplificato i guadagni nel tempo.

In più, l’ETF SPY è uno strumento efficiente anche dal punto di vista dei costi con un TER (Total Expense Ratio) tra i più bassi in circolazione (è appena dello 0,03%). Questo significa che quasi tutto quello che si guadagna resta in tasca all’investitore.

ETF sul Ftse Mib italiano

Crescita capitale con PAC su Ftse Mib Crescita capitale con PAC su Ftse Mib Fonte Money.it

E se invece avessimo puntato sull’Italia? Il nostro mercato viene spesso percepito come più volatile e meno redditizio, tuttavia i numeri sorprendono.

Utilizzando lo iShares FTSE MIB UCITS ETF, che replica le 40 società italiane a maggiore capitalizzazione, un PAC da 250 euro mensili dal 2010 ha reso in media il 14% l’anno. Dunque lo storico si limita agli ultimi 15 anni e fino ad oggi ha prodotto un capitale di circa 151.000 euro. Tuttavia, se il fondo manterrà lo stesso ritmo di crescita anche nei prossimi 5 anni, il capitale finale dopo 20 anni potrebbe raggiungere i 310.000 euro.

Negli ultimi anni, infatti, il listino italiano ha beneficiato soprattutto delle buone performance del settore bancario e delle utility. E il recupero post-pandemia ha dato ulteriore slancio. Anche in questo caso, l’effetto moltiplicatore dell’interesse composto ha fatto la sua parte, valorizzando ogni singolo versamento nel tempo.

ETF su Euro Stoxx 50

Crescita capitale con PAC su Euro Stoxx 50 Crescita capitale con PAC su Euro Stoxx 50 Fonte Money.it

In Europa, l’iShares Core EURO STOXX 50 UCITS ETF è uno dei fondi passivi più diffusi tra gli investitori europei. Replica l’indice delle 50 maggiori società della zona euro e ha offerto un rendimento medio annuo di circa 7,6% nell’ultimo decennio. Meno brillante rispetto all’S&P 500, ma comunque solido. In questo caso il TER è pari allo 0,10%.

In questo caso, un PAC da 250 euro al mese per 20 anni si sarebbe trasformato in circa 126.000 euro. Anche qui l’interesse composto ha fatto il suo dovere, ma i rendimenti sono inferiori rispetto al mercato USA a causa di una crescita economica più contenuta, maggiori crisi sistemiche e un settore tecnologico meno sviluppato.

Chi investe sull’Europa punta su un mercato maturo e solido, ma con meno sprint rispetto agli Stati Uniti. È una scelta adatta a chi vuole diversificare il portafoglio e cogliere le opportunità delle blue chip europee.

In generale, questi numeri dimostrano che non serve indovinare il momento giusto per investire, né buttarsi su titoli rischiosi per ottenere buoni risultati. Con costanza, pazienza e la forza dell’interesse composto, anche piccoli versamenti possono trasformarsi in cifre importanti.

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