Cosa sta succedendo in Transnistria e perché è importante per la Russia

Luna Luciano

29 Febbraio 2024 - 20:36

Aumentano le tensioni tra la Moldavia e la Transnistria, regione separatista moldava. L’autoproclamato congresso di Tiraspol ha chiesto l’intervento difensivo di Mosca. Ecco cosa sta accadendo.

Cosa sta succedendo in Transnistria e perché è importante per la Russia

Si acuiscono le tensioni tra il governo della Moldavia (o Moldova) e quello della Transnistria, la regione separatista moldava e filo-russa.

Appena due anni fa, la Moldavia si è candidata come Paese membro per entrare nell’Unione Europea, apportando una serie di modifiche sociali, politiche ed economiche. Ed è in questo contesto che lo Stato ha imposto nuovi dazi doganali il 1° gennaio 2024 sulle importazioni e le esportazioni dalla Transnistria, una striscia di terra che confina con l’Ucraina.

Dazi che hanno profondamente irritato i membri dell’autoproclamato congresso della Transnistria, i quali sostengono che le misure danneggerebbero i residenti e le imprese locali. Così, in un raro incontro nella capitale regionale, Tiraspol, questi avrebbero chiesto l’intervento difensivo da parte della Duma.

Dopo la richiesta di protezione, i riflettori sono tutti puntati su Mosca e gli esperti si domandano quale potrebbe essere la mossa politica di Putin, ancora impegnato nella guerra in Ucraina.

È opportuno fare chiarezza, spiegando dove si trova la Transnistria, perché è importante per la Russia e quali sono i possibili scenari.

Dove si trova la Transnistria

La Transnistria è uno stato indipendente non riconosciuto, rimasto fedele alla Russia dopo lo scioglimento dell’Urss. Una lingua di terra che si trova tra la Moldavia, di cui fa formalmente parte, e l’Ucraina. Lo Stato a oggi non è stato ancora riconosciuto dai Paesi membri dell’ONU.

Fino a poco tempo fa il Paese era famoso soprattutto come meta turistica sui generis, capace di trasportare i visitatori indietro nel tempo quando esisteva ancora l’Urss, grazie alla sua imponente architettura sovietica e i mezzi busti di Lenin sparsi in ogni angolo della città. La Transnistria è a oggi l’ultimo Paese ad avere la falce e martello nella bandiera.

Perché la Transnistria è così importante per la Russia?

La Russia potrebbe non aver valutato attentamente l’importanza strategica della Transnistria, almeno fino a oggi. Infatti, nel 2014, dopo l’annessione della Crimea, le autorità di Tiraspol - capitale della repubblica separatista moldava - avrebbero chiesto di essere inglobate dalla Russia, ma Mosca rispose che non era nell’interesse della Federazione.

Eppure, la presenza militare russa sul territorio è stata in realtà ininterrotta dal 1992, dal conflitto che segnò la separazione de facto dalla Moldavia. Da allora i soldati sono rimasti nello Stato, controbilanciando l’influenza della Romania, Paese Nato. Oltre a ospitare le truppe russe, il Paese è un vero un deposito di armi di Mosca.

La Transnistria è strategicamente importante per la Russia grazie alla sua posizione geografica. Più che essere il fronte perfetto per l’invasione della Moldavia, la Transnistria costituisce un fronte per la conquista dello strategico porto di Odessa - che dista pochi chilometri dal confine transnistriano - cosa che consentirebbe ai russi di chiudere l’accesso al Mar Nero all’Ucraina. Ma non solo.

La Transnistria starebbe fornendo al Cremlino la giustificazione per una escalation e un intervento allo scopo di attuare gli impegni della Russia e di altri sullo scenario internazionale. Questa lingua di terra potrebbe quindi avvicinare ancora di più la guerra ai confini dell’Unione Europea.

Transnistria, cosa succede se la Russia interviene: 5 scenari possibili

E se la richiesta di aiuto da parte della Transnistria rimane ambigua, in quanto non è chiaro in cosa consisterebbe un intervento volto a difendere la regione separatista, l’Europa guarda con preoccupazione a Mosca. Infatti, Konstantin Zatulin, presidente della Commissione Csi della Duma , ha annunciato che la Camera bassa del Parlamento esaminerà la richiesta di assistenza avanzata dal Congresso della Transnistria.

E se Alexei Chepa, vice presidente della Commissione esteri, ha precisato che la richiesta implica da parte di Mosca l’erogazione di aiuti economici, gli esperti si domandano se questa richiesta d’aiuto non sia che il pretesto per innescare un’escalation nell’area. Ciò che è sicuro è che qualunque sia la decisione presa da Mosca, questa si ripercuoterà sulla Moldavia e sull’Europa dell’Est. Al momento sono stati ipotizzati 5 scenari futuribili. Ecco cosa potrebbe accadere.

  • Non azione. La Russia potrebbe decidere di non agire immediatamente, lasciando le cose al loro stato attuale, lasciando trascorrere del tempo, in modo che Putin possa valutare più attentamente la situazione.
  • Pressione diplomatica. Mosca potrebbe fare pressione sulla Moldavia per revocare il Codice sulle dogane. Codice però necessario per allineare la Moldova alle richieste dell’Ue. Il Cremlino intanto potrebbe decidere di fornire alla regione ulteriori aiuti umanitari ed economici, rafforzando il suo legame economico con l’area.
  • Assistenza economica e militare. Il Cremlino potrebbe decidere di inviare anche aiuti militari alle forze stazionate in Transnistria, benché non sia chiaro come, dato che gli aerei russi dovrebbero varcare lo spazio aereo ucraino e rumeno e l’unica via alternativa praticabile sarebbe quella di percorrere un improbabile percorso attraverso la regione di Odessa.
  • Destabilizzazione. D’altro canto la Russia potrebbe approfittare della situazione, intensificando le operazioni per destabilizzare e polarizzare la politica e la società moldava, nel tentativo di ritardare l’adesione del Paese all’Ue.
  • Annessione. Infine, la Russia potrebbe decidere di annettere formalmente la Transnistria, in modo da giustificare un intervento militare contro la Moldavia. Un’operazione che si rivelerebbe essere a lungo termine come quella in Ucraina per il Donbass.

L’ultima ipotesi è quella che preoccupa maggiormente gli esperti, in quanto si verificherebbe un’intensificarsi delle attività militari nell’area, con il rischio di un’escalation bellica. Tuttavia, non sembrano esserci indizi che suggeriscano un intervento di simile portata nella regione.

Non resta che rimanere vigili e attenti, per comprendere come si evolverà la situazione in Transnistria.

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