Cosa significa camminare guardando a terra secondo la psicologia, ecco come gli altri ti percepiscono a seconda dei casi.
Quante volte girando per le città ci si imbatte in persone che guardano a terra, magari senza accorgersi degli altri o al contrario alzando prontamente lo sguardo quando occorre. O magari siete voi stessi ad avere questa abitudine, preferendo controllare il terreno a ogni passo, per evitare di incrociare lo sguardo altrui o semplicemente guardarsi bene dagli ostacoli. Ovviamente, ci possono essere moltissime ragioni per cui una persona cammina con lo sguardo basso, estremamente variabili a seconda delle circostanze.
Quando ci si trova su un marciapiede particolarmente dissestato, per esempio, ma anche quando ci sono molti rifiuti ed escrementi da evitare. Magari si cammina guardando a terra per riparare gli occhi dal vento, dal sole o dalla pioggia oppure per qualche motivo si preferisce non essere guardati direttamente. Insomma, qualsiasi persona potrebbe trovarsi a camminare con la testa bassa qualche volta, ma quando si tratta di una vera e propria abitudine potrebbe rivelare qualcosa di più sulla persona.
Secondo la psicologia camminare guardando a terra può avere dei significati ben precisi a seconda dei casi e suggerire, in linea generale naturalmente, degli elementi della personalità e del carattere. Se hai camminato in un vicolo con molti ciottoli mancanti e hai dovuto controllare bene per evitare le buche potresti non rivederti in queste caratteristiche, ma se sei solito tenere lo sguardo basso anche quando non c’è n’è la necessità puoi divertirti a scoprire se ti rivedi.
Cosa significa camminare guardando a terra secondo la psicologia
Inutile dire che camminare guardando a terra è un modo per evitare l’interazione sociale, eludendo perfino lo sguardo degli altri e così ogni possibilità di comunicazione. Passeggiare in questo modo può essere quindi un segnale di timidezza, mancanza di autostima o anche tendenza all’introspezione, soprattutto quando le spalle sono piegate. Le persone sicure di sé e aperte al mondo riflettono generalmente queste caratteristiche nella postura, camminando con la schiena dritta e la testa alta, senza piegare le spalle verso terra. Anche nei momenti di felicità e allegria si tende ad avere una camminata più sciolta, che comunica disponibilità e affabilità, invece in caso di tristezza è più solito tenere la testa bassa e lo sguardo ritroso.
È ovvio che si tratta di generalizzazioni che valgono in media, che ammettono quindi delle eccezioni. Gli atleti, per esempio, hanno una postura influenzata dallo sport praticato e che quindi spesso non riflette appieno le emozioni provate in quel momento o la personalità. Tende a camminare guardando a terra anche chi è molto sensibile ed empatico e necessita in qualche modo di proteggere la propria vulnerabilità da troppi stimoli. Anche quando si prova ansia ci si potrebbe trovare a guardare in basso mentre si cammina, nel tentativo di evitare ulteriori sollecitazioni e trovare la calma.
Schiena curva, spalle basse e sguardo all’ingiù non sono soltanto il risultato di tante ore passate in quella posizione, con strumenti elettronici o meno, ma potrebbero anche indicare che si sta attraversando un momento pesante, in cui si porta un peso non indifferente. Pure chi ha paura del giudizio altrui cammina in questo modo, spesso con passi brevi e leggeri, quasi in punta di piedi come se non volesse disturbare o attirare troppo l’attenzione. Al contrario, chi è sicuro e a suo agio compie passi più larghi e fluidi. Quando la marcia è esasperata, con movimenti molto ampi e veloci si ha invece una personalità ancora più estroversa, quasi teatrale, e che ama stare al centro dell’attenzione.
Queste persone tendenzialmente tengono la testa alta, incrociando lo sguardo dei passanti e osservando il mondo circostante. Si ribadisce ancora una volta che questi elementi non sono veri in assoluto, ma è bene tenerne conto per il modo in cui influenzano la percezione altrui, se lo si ritiene utile. Per esempio, non è consigliabile camminare guardando a terra mentre si raggiunge il datore di lavoro per un colloquio.
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