Smartphone e caldo non vanno molto d’accordo, soprattutto durante la ricarica e l’uso prolungato. Ma cosa può succedere in questi casi? La risposta degli esperti è rassicurante.
Con questo caldo accade più spesso che gli smartphone raggiungano alte temperature, soprattutto se sono rimasti al sole oppure quando collegati all’alimentazione con cover pesanti. Il surriscaldamento dei cellulari è un fenomeno che accade tutto l’anno, ma ovviamente in estate è più frequente e desta grandi preoccupazioni. Molti temono che il telefono possa esplodere o prendere fuoco, altri che non funzioni più correttamente, complici rispettivamente alcuni incidenti noti e i sistemi di protezione automatici. Ma vediamo quali sono davvero i rischi e come fare per prevenirli.
Perché lo smartphone si surriscalda e come evitarlo
Con alte temperature circostanti basta poco affinché i dispositivi elettronici si surriscaldino, soprattutto gli smartphone che sono utilizzati con grande frequenza e sono spesso esposti alla luce solare. Le stesse cause che provocherebbero il surriscaldamento in inverno sono facilitate, basta qualche minuto per sentire il retro che scotta e vedere la notifica di allarme che la maggior parte dei modelli prevede. L’esposizione diretta e prolungata ai raggi solari è sicuramente uno dei fattori di rischio, specialmente quando il cellulare si trova in auto, appoggiato su un sedile o fissato negli appositi strumenti per la guida.
Capita sovente anche quando lo smartphone è collegato per la ricarica, con un cavo danneggiato o non originale, soprattutto se ha una cover e nel frattempo viene utilizzato. Di fatto le custodie spesse non aiutano, come pure le app che lavorano in background, la luminosità elevata e in genere applicazioni che affaticano troppo il processore. Giochi, visione di contenuti in streaming e il router con molti dispositivi collegati sono gli esempi più comuni. Per evitare il surriscaldamento dello smartphone è quindi sufficiente fare attenzione a questi fattori, cercando di tenerlo all’ombra, usando cavi di alimentazione integri e compatibili magari senza cover. Se ormai il telefono è caldo al tatto si applicano le stesse accortezze, magari attivando la modalità aereo e chiudendo tutte le app per limitare il carico della batteria.
Di norma, i produttori hanno delle linee guida precise da seguire in questi casi, e spesso i primi accorgimenti sono contenuti già nell’avviso di sistema che indica il surriscaldamento. È comunque importante sapere che il cellulare non deve essere sottoposto a sbalzi termici, né tantomeno messo in frigo o in freezer, perché la condensa è ben più pericolosa del calore, come sottolineato dalla divulgatrice scientifica Virginia Benzi. Ma cosa si rischia nel frattempo? Meno di quanto si creda.
Cosa rischia uno smartphone che si surriscalda per il caldo
La paura degli smartphone che prendono fuoco o esplodono per il caldo è meno fondata di quanto si creda. Con le attuali tecnologie è estremamente improbabile e anche gli episodi riportati dalla cronaca in passato sono stati attribuiti a difetti di fabbricazione o manomissioni da parte dei proprietari. Il professore Luigi Piegari ne ha parlato ad Ansa, spiegando che i cellulari sono dotati di sistemi di spegnimento automatico per prevenire incidenti. Il rischio di fiammata è invece limitato al raggiungimento di temperature superiori a 95 gradi o a urti esterni. Il vero problema è che il surriscaldamento comporta l’invecchiamento precoce dello smartphone e soprattutto della batteria, che sul lungo termine può danneggiarsi irreparabilmente e aumentare il rischio di calore.
Bisogna quindi tenere sotto controllo le temperature e il funzionamento anomalo o il rallentamento del dispositivo, rivolgendosi a un tecnico in caso di dubbi. Se il telefono è stato esposto a temperature particolarmente elevate o comunque è rimasto surriscaldato a lungo potrebbe essere necessario cambiare la batteria, ma è più difficile intervenire sull’invecchiamento degli altri componenti. Nel complesso, quindi, si rischia di dover acquistare uno smartphone nuovo prima del previsto, sempre che non si adottino le precauzioni per limitare il surriscaldamento e in genere per rallentare l’usura della batteria.