Cosa rischia uno scrutatore che non si presenta?

In vista delle elezioni europee del 26 maggio, ecco cosa può rischiare uno scrutatore che il giorno del voto non si presenta al proprio seggio.

Cosa rischia uno scrutatore che non si presenta?

Cosa succede se non ci si presenta come scrutatori alle elezioni europee di domenica 26 maggio? Vuoi per ripensamenti dell’ultima ora o per questioni familiari, può capitare che uno scrutatore possa rinunciare all’incarico assegnatogli o che si scopra impossibilitato a recarsi al seggio.

Che fare dunque in questi casi? Stando alla normativa, ecco come ci si può comportare e soprattutto quali sono le conseguenze per uno scrutatore che una mancata presenza può comportare.

Il ruolo dello scrutatore

Quello dello scrutatore è un impegno dalla forte valenza civica, che per molti si traduce anche nella possibilità di poter guadagnare qualche soldino extra, cosa che non fa mai male. I compensi variano a seconda del tipo di elezioni a cui si prende parte:

  • per le elezioni amministrative e politiche: 125 euro + 25 euro per ogni altra elezione contemporanea;
  • per le elezioni europee: 96 euro;
  • per il Referendum: 104 euro + 22 euro per ogni consultazione contemporanea.

Per diventare scrutatori la procedura da seguire è semplice: basta essere in possesso di alcuni requisiti (essere maggiorenni; non aver compiuto 70 anni; avere la cittadinanza italiana; aver frequentato le scuole dell’obbligo; essere iscritti alle liste elettorali del Comune), richiedere entro il 30 novembre di ogni anno l’iscrizione - che è gratuita e dura a vita - all’Albo unico degli scrutatori di seggio elettorale e attendere la chiamata.

Ma cosa bisogna fare, invece, per rinunciare all’incarico? E che succede se non ci si presenta come scrutatori?

Che succede se non ci si presenta come scrutatori alle elezioni?

Per tante persone, dopo l’entusiasmo iniziale, fare lo scrutatore può diventare una seccatura da evitare. Una volta però che si è stati designati, recarsi al seggio come scrutatori diventa obbligatorio, altrimenti si va incontro a sanzioni particolarmente elevate.

Esiste una procedura da seguire nel caso in cui si intenda rinunciare al ruolo di scrutatore? La risposta è sì e va seguita con scrupolo se si vogliono evitare spiacevoli conseguenze.

E’ possibile dire no all’incarico solo in presenza di gravi e giustificati motivi, comunicandolo agli uffici comunali entro 48 ore dalla notifica. Il modulo per effettuare la rinuncia si può scaricare dai siti di tutte le amministrazioni comunali.

In questo caso l’ufficio elettorale provvederà alla sostituzione dei soggetti impediti con gli elettori compresi nella graduatoria dei sostituti già stilata in occasione delle prime nomine. La nomina è notificata “agli interessati non oltre il terzo giorno precedente le elezioni” (come recita l’articolo 6 della legge 8 marzo 1989, n.95).

Ma in caso di mancata comunicazione dell’impedimento nei tempi indicati, che succede se non ci si presenta come scrutatori alla costituzione del seggio o all’apertura della votazione? In questo si va incontro a una sanzione compresa tra i 309 e i 516 euro, come previsto dal decreto del Presidente della Repubblica del 16 maggio 1960, n.570, il quale stabilisce che:

“Coloro i quali, essendo designati all’ufficio di presidente, di scrutatore o di segretario, senza giustificato motivo rifiutano di assumerlo o non si trovino presenti all’atto dell’insediamento del seggio, incorrono nella multa da euro 206 a euro 516. Nella stessa sanzione incorrono i membri dell’Ufficio i quali senza giustificato motivo si allontanino prima che abbiano termine le operazioni elettorali. Per i reati previsti dal presente articolo si procede con giudizio direttissimo”.

Onde evitare la salata multa, è bene quindi che ogni scrutatore in vista del voto europeo del 26 maggio, si voterà in contemporanea anche per il primo turno delle amministrative e per le regionali in Piemonte, abbia ben preciso tutti gli obblighi a cui è tenuto a fare fede.

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