Molte barche non possono essere guidate senza patente nautica. Ecco quali e cosa si rischia.
Molte persone sognano di guidare una barca, godere di quella sensazione di libertà che solo la sconfinatezza del mare può regalare. Ma attenzione, non si è mai liberi dalle leggi e nello specifico dal Codice della nautica da diporto, che disciplina le barche a uso personale e sportivo. Guidare senza patente nautica una barca per cui la licenza è obbligatoria espone a sanzioni molto salate, senza contare gli enormi pericoli per la sicurezza a cui il conducente espone sé e gli altri.
L’inosservanza degli obblighi di legge, peraltro, può far sorgere responsabilità civili e penali molto serie. Basta qualche minuto di sconsideratezza per causare terribili conseguenze. Chi pensa di godere della fiducia di un amico per provare l’ebbrezza di guidare una barca o di organizzarsi da sé con un natante in prestito, ereditato o noleggiato (citando i casi più comuni) deve quindi fare molta attenzione.
L’investimento di tempo e denaro per il conseguimento della patente nautica sono cosa da poco rispetto ai rischi per la guida di una barca senza patente, a meno che si tratti dei casi ammessi dalla legge. Di fatto, non è sempre illegale guidare una barca senza patente apposita, ma bisogna essere molto scrupolosi.
Cosa rischia chi guida senza patente nautica
Per esigenze di sintesi e semplificazione continueremo a riferirci alla guida di una barca per indicare l’azione di assumere o ritenere il comando o la condotta o la direzione nautica di un’unità da diporto. Ciò detto, la guida di una barca senza patente nautica, in quanto mai conseguita, è punita con una multa da 2.755 a 11.017 euro. La stessa sanzione si applica quando la patente è stata revocata, non convalidata per mancanza dei requisiti, sospesa o ritirata.
La multa inoltre raddoppia quando si tratta di una nave (che ha lunghezza superiore a 24 metri). Chi invece guida con patente nautica scaduta rischia sanzioni da 276 a 1.377 euro, oltre al ritiro della patente. Bisogna poi considerare che la mancanza di licenza spesso coincide con l’ignoranza delle regole da seguire, esponendo a infrazioni punite con ulteriori multe.
Resta inoltre la responsabilità ed eventualmente penale per danni causati a persone, cose, animali o al demanio marittimo. Le multe, inoltre, si applicano anche a chi non è provvisto della patente nautica corretta.
Barche da guidare senza patente
Evitare rischi e grosse spese senza rinunciare a una gita in barca è possibile, scegliendo il mezzo giusto. La legge permette infatti di guidare alcune barche anche senza patente nautica, nel rispetto di alcuni requisiti. Nel dettaglio, i cittadini maggiorenni possono guidare barche con scafo fino a 24 metri di lunghezza e motore di potenza entro i 40,8 cavalli (30 kW). Di fatto, le barche di lunghezza massima senza patente sono soltanto quelle a vela, perché altrimenti richiederebbero potenze maggiori.
È inoltre richiesto che la cilindrata non superi le seguenti soglie massime:
- 750 cc per i motori a carburazione o iniezione a due tempi;
- 1.000 cc per i motori a carburazione a quattro tempi fuoribordo o a iniezione diretta a due tempi;
- 1.300 cc per i motori a carburazione a quattro tempi entrobordo;
- 2.000 cc per i motori a ciclo diesel.
La navigazione, inoltre, è concessa entro 6 miglia dalla costa. I natanti a motore, con scafo di lunghezza non superiore a 10 metri, possono invece essere guidati a partire dai 16 anni, al rispetto dei detti requisiti. Il limite anagrafico scende invece a 14 anni per:
- barche a remi entro 1 miglio dalla costa;
- barche a vela con una vela grande più di 4 metri quadrati, entro 1 miglio dalla costa (o oltre se specificato dai regolamenti locali, ma sempre senza motore).
Il mancato rispetto dei requisiti di età è punito con una sanzione da 65 a 665 euro, mentre per l’inosservanza di tutti gli altri limiti si applicano le sanzioni per la guida senza patente nautica. Quest’ultima è inoltre sempre obbligatoria per barche da sci nautico e moto d’acqua.
Guidare una barca con patentato a bordo
Fatta eccezione per questi ultimi casi e l’esercitazione autonoma che richiede un istruttore qualificato, la condotta materiale può essere delegata ad altri da un patentato in funzione di Comandante, con l’obbligo di vigilanza continua e la piena assunzione di responsabilità.