Cosa rischia chi fa benzina e va via senza pagare

Ilena D’Errico

11/01/2023

11/01/2023 - 21:35

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Dopo aver fatto il rifornimento self service bisogna andare in cassa a pagare: cosa rischia chi si approfitta della mancanza di controllo e scappa?

Cosa rischia chi fa benzina e va via senza pagare

L’organizzazione della maggior parte delle stazioni di servizio ha da sempre lasciato perplessi i clienti, in particolare in riferimento al pagamento del rifornimento self service. In questi casi, il cliente effettua il rifornimento e poi deve recarsi alla cassa per pagare, perlomeno quando non è possibile pagare direttamente presso una cassa automatica. Considerata la circostanza, viene quasi automatico domandarsi se andare via senza pagare sia davvero così facile come sembra. Quali sono le garanzie che eventuali furbi verranno puniti?

Il motivo principale per cui non sembrano esserci particolari precauzioni è molto semplice: le telecamere di sicurezza riprendono tutte le targhe di passaggio dalla stazione di servizio, semplici da rintracciare in caso di problemi. Scappare senza pagare, perciò, è anche pressoché inutile, oltre che molto rischioso.

Scappare senza pagare la benzina: illecito civile o reato?

Il mancato pagamento del rifornimento costituisce senza dubbio un illecito civile, in quanto non pagare una prestazione rappresenta un inadempimento del contratto. Allo stesso tempo, la situazione è decisamente più grave e non può essere limitata alla materia civile: scappare senza pagare è infatti un reato, con tutto ciò che ne consegue. Innanzitutto il reato può essere denunciato tramite querela e comporta, dopo l’accertamento delle indagini, un processo penale. Quest’ultimo, com’è noto, può comminare con la sentenza non solo la multa ma anche la reclusione.

Quale reato compie chi scappa senza pagare

Fare rifornimento senza pagare è quindi indubbiamente un reato, ma non è altrettanto semplice stabilire quale in particolare. Il Codice penale, infatti, distingue fra l’insolvenza fraudolenta e il furto aggravato dal mezzo fraudolento. Si tratta di due reati differenti, con un altrettanto differente trattamento sanzionatorio.

L’insolvenza fraudolenta

L’articolo 641 del Codice penale definisce l’insolvenza fraudolenta come il reato compiuto da chi contrae un’obbligazione con il proposito di non adempiere e dissimula la sua insolvenza. In parole più semplici, questo significa che un soggetto decide di avvalersi di un servizio pur sapendo che non pagherà quanto dovuto, nascondendo la sua impossibilità (materiale o volontaria che sia). L’insolvenza fraudolenta è punibile con la reclusione fino a 2 anni e la multa fino a 516 euro, ma il reato si estingue se il colpevole adempie al pagamento prima della condanna. A prima vista, quindi, sembrerebbe questa la fattispecie più adatta al caso preso in esame, ma ci sono delle sottili differenze molto rilevanti.

La dottrina giurisprudenziale ha infatti indagato più volte le differenze e le similitudini fra l’insolvenza fraudolenta e il furto, al fine di individuare la circostanza più consona per ogni caso concreto. Per quanto riguarda il mancato pagamento del carburante, nella modalità presa in esempio, ad avvalorare i precedenti c’è anche una sentenza della Corte di cassazione, secondo la quale si tratta di furto aggravato.

Il furto aggravato

Il furto, definito dall’articolo 624 del Codice penale, presuppone lo spossessamento di una cosa mobile, al fine di trarne profitto. Proprio il fattore dello spossamento è la discriminante da considerare. Chi decide di far rifornimento senza pagare, in effetti ha sottratto un bene altrui contro la volontà del proprietario (il benzinaio), ed è per questa ragione che si deve parlare di furto. L’insolvenza fraudolenta, invece, non presuppone un vero e proprio spossamento, quanto piuttosto una malafede. È il caso di contrae un debito pur sapendo che non potrà pagarlo, ovviamente nascondendo questa informazione al creditore. Il furto, oltre a un trattamento sanzionatorio più pesante, può essere anche aggravato.

Cosa rischia chi scappa senza pagare

La sentenza della Cassazione riesce quindi a semplificare notevolmente la comprensione di questi fatti, considerando che esiste comunque una forte comunanza, cioè il comportamento fraudolento. Per questa ragione, fare benzina e scappare non è un semplice furto, ma un furto aggravato dal mezzo fraudolento. In questo caso, infatti, il ladro si approfitta della situazione e della mancanza di controllo, nascondendo per quanto possibile le sue azioni. Dato che fare benzina e scappare senza pagare è un furto aggravato dal mezzo fraudolento, il colpevole rischia la reclusione da 2 a 6 anni e la multa da 927 a 1.500 euro.

Argomenti

# Legge
# Reato

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