Cosa non si può guidare superati i 70 anni?

Ilena D’Errico

1 Giugno 2026 - 20:28

Chi ha più di 70 anni non può più guidare alcuni veicoli, ma non necessariamente deve riconsegnare la patente.

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Compiere 70 anni è un bel traguardo, ma anche motivo di preoccupazione per le nuove sfide da superare. Con l’aumentare dell’età cambiano le condizioni psicofisiche di una persona, in modo più o meno incisivo a seconda delle circostanze, e la legge ne tiene conto, anche in merito alla guida dei veicoli. Non necessariamente un guidatore che ha più di 70 anni è meno affidabile di un conducente giovanissimo, anzi le statistiche sembrano suggerire il contrario, ma i dati oggettivi sull’invecchiamento indicano che le capacità di guida possono compromettersi. Ecco perché il sistema italiano, preso come modello di riferimento anche dall’Unione europea, tiene in considerazione l’aumentare dell’età dei guidatori senza perdere di vista le variabili soggettive, quando possibile. Così, una volta superati i 70 anni, smetti di poter guidare alcuni veicoli, ma non necessariamente tutti. Ecco cosa prevede la legge.

Cosa non si può guidare superati i 70 anni?

La soglia dei 70 anni non incide automaticamente sulla possibilità di guidare, ma soltanto per il normale utilizzo di auto e motocicli. Una volta superati i 70 anni non è invece possibile fare i conducenti professionali, per via delle maggiori responsabilità connesse all’uso di mezzi considerevoli per varie ore al giorno, trasportando cose e persone. Nel dettaglio, dopo il compimento dei 68 anni non è più possibile utilizzare le patenti C1, C1E, C, CE. Queste ultime si rinnovano ogni 5 anni fino ai 65 anni di età e in seguito ogni 2, previo il parere positivo della Commissione medica locale, e comunque non oltre i 68 anni, come pure per le patenti D o DE conseguite prima del 30 settembre 2024.

Allo stesso tempo, al compimento dei 68 anni le patenti D1, D1E, D, DE vengono assimilate alle rispettive patenti di categoria B, impedendo al conducente di guidare autobus e similari. Dopo i 60 anni, peraltro, la possibilità di guidare autobus, autocarri, autotreni, autosnodati e autoarticolati adibiti al trasporto è subordinata all’approvazione annuale da parte della Commissione medica locale. Per il resto dei veicoli, rientranti nella guida ordinaria, la sola soglia anagrafica non preclude invece la possibilità di guidare, che viene valutata caso per caso.

Puoi continuare a guidare dopo i 70 anni

Come è noto, l’avanzare dell’età comporta delle variazioni nella salute psicofisica dell’individuo, ma ogni over70 ha delle condizioni fisiche e mentali diverse dall’altro. Per questo motivo la legge non preclude la patente a prescindere, ma impone un monitoraggio più ravvicinato dell’idoneità, così da tenere sotto controllo eventuali rapidi cambiamenti. Molto semplicemente, la durata della patente si accorcia in proporzione all’aumento dell’età, quindi bisogna sottoporsi a rinnovi ravvicinati. Nel dettaglio, per le categorie di patente AM, A1, A2, A, B1, B e BE dopo i 70 anni la validità della patente di guida si accorcia a 3 anni e per gli over80 diventa addirittura di 2 anni.

Ciò non significa assolutamente che sia vietato guidare, ma che l’idoneità deve essere valutata più spesso attraverso il certificato medico e la valutazione della Commissione medica locale, che può peraltro ridurre ulteriormente la durata del permesso di guida, ad esempio se è necessario approfondire lo stato clinico senza che vi siano certi pregiudizi alla guida oppure in caso di condizioni patologiche che possono avere sviluppi tempestivi. Se lo stato fisico e mentale è adeguato si può potenzialmente guidare a ogni età, anche per quanto riguarda la patente nautica, che si rinnova ogni 5 anni dopo il compimento dei 60 anni, con un periodo accorciato per situazioni cliniche particolari come il diabete. Questo sistema commisurato alle circostanze specifiche del guidatore che non omette l’attenzione richiesta dall’aumentare dell’età è attualmente il più equo e funzionale per la gestione delle patenti di guida.

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