Cosa fare se il titolare di un conto bancario muore per evitare di ereditare i debiti?

Ilena D’Errico

23 Gennaio 2026 - 22:01

Alla morte del titolare di un conto bancario i familiari temono i debiti ereditari. Ecco cosa si può fare per tutelarsi.

Cosa fare se il titolare di un conto bancario muore per evitare di ereditare i debiti?

Secondo gli ultimi aggiornamenti della Federazione autonoma bancari italiani nel Belpaese ci sono più di 48 milioni di conti correnti attivi. Ecco infatti che, indipendentemente dalla liquidità disponibile e dalla composizione del patrimonio ereditario, la successione prevede quasi sempre almeno un conto corrente. Un aspetto che spesso preoccupa i potenziali eredi, visto che la maggior parte dei defunti lascia debiti, più o meno elevati.

Anche in questo caso, non si tratta di una mera percezione. L’indebitamento privato degli italiani è a livelli stellari secondo l’ultima rielaborazione del Crif (che non include nemmeno tutti i debiti in essere), con il risultato che un cittadino avrebbe bisogno di mettere da parte il reddito di quasi 2 anni per estinguere il passivo, in media ovviamente.

Si può quindi ben comprendere lo stato d’animo di chi alla morte del titolare di un conto corrente bancario teme di essere investito da altri debiti, soprattutto coniugi, figli e fratelli che sono spesso cointestatari. Il problema non è di poco conto, perché rinunciare a tutta la liquidità lasciata dal defunto impedisce a tante famiglie di occuparsi dei costi della successione e di funerali dignitosi per il proprio caro. Ecco cosa si può fare a seconda dei casi.

Ereditare i debiti alla morte del correntista

Per ereditare dei debiti bisogna innanzitutto essere chiamati all’eredità, per legge o testamento, e poi accettarla. Senza accettazione dell’eredità non si diventa eredi e di conseguenza non bisogna rispondere dei debiti ereditari. I chiamati all’eredità hanno 10 anni di tempo per scegliere come agire, anche se in alcune circostanze le tempistiche sono ridotte. Bisogna in particolare sapere che i creditori possono chiedere al tribunale la fissazione di un termine più breve per la decisione, anche se non possono obbligare all’accettazione.

Non è tutto, i creditori del defunto possono anche chiedere la nomina di un curatore dell’eredità giacente per preservarla nell’attesa ed eventualmente soddisfare i propri crediti. Oltretutto, chi è in possesso di beni ereditari deve rispettare obblighi precisi, tra cui l’inventario entro 90 giorni dall’apertura della successione, ma ciò non riguarda in genere conto corrente. Infine, è bene sapere che la legge prevede anche l’accettazione tacita dell’eredità, che è comunque irrevocabile ma avviene senza esplicite dichiarazioni, bensì con comportamenti concludenti.

L’uso dei beni ereditari rientra spesso in queste casistiche, quando non limitato alla mera preservazione del patrimonio. Chi effettua operazioni sul conto corrente dopo il decesso del titolare diventa così erede, a meno che si tratti di un cointestatario che opera sulla parte di comproprietà (documentabile). Non a caso, i cointestatari possono usare la propria quota anche senza la dichiarazione di successione del defunto se il conto è a firma disgiunta, cosa che invece non permette agli eredi alcuna operazione.

Cosa si può fare?

Per evitare i debiti del defunto quando chiamati all’eredità ci sono soltanto due alternative: rinunciare all’eredità o accettare con beneficio d’inventario. Nel primo caso, si perdono tutti i diritti sui beni del defunto, compreso il conto corrente. L’accettazione con beneficio d’inventario permette invece di limitare la responsabilità dei debiti al valore del patrimonio ereditario. Bisognerebbe quindi fare una valutazione conoscendo la composizione patrimoniale, ma in generale l’accettazione con beneficio d’inventario è un buon compromesso per accedere all’eredità senza troppe grane.

In questo modo gli eredi possono ricevere beni dal valore affettivo o utilizzare i risparmi del defunto per le esigenze immediate per poi provvedere ai debiti con piani di rientro o soluzioni analoghe. È comunque preferibile rivolgersi a dei professionisti per trovare la via più consona, tenendo conto che una volta accettata l’eredità si risponde dei debiti del defunto agli occhi della legge.

Rispetto dei tempi e conoscenza della procedura sono essenziali nella successione del conto corrente, che espone più di altri beni al rischio di passi falsi. È quindi fondamentale avvisare l’istituto di credito del decesso, valutare il patrimonio ereditario con la documentazione completa, e presentare la dichiarazione di successione, senza mai usare denaro (che non sia di propria titolarità) prima di aver deciso la strategia da attuare.

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.