Cosa è il credit crunch?

Con la pubblicazione del Centro Studi October è emerso che l’Italia è uno dei Paesi più colpiti dal credit crunch. Vediamo cosa significa e da cosa è causata la «stretta del credito»

Cosa è il credit crunch?

Di recente, una pubblicazione del Centro Studi October ha messo in evidenza i Paesi più colpiti dal credit crunch (la stretta creditizia), tra cui compare anche l’Italia. Ma cosa significa questo termine?

Per credit crunch si intende quella situazione nel mercato monetario in cui i prestiti sono difficili da ottenere. I motivi sono di base due: una riduzione della disponibilità degli istituti di credito a concedere denaro, oppure un repentino inasprimento delle condizioni richieste da coloro che richiedono un prestito.

Questo fenomeno è legato al ciclo economico e colpisce tutte le aziende, comprese quelle efficienti, peggiorando una situazione già particolarmente difficile per lo stato di salute dell’economia.

Credit crunch: le cause

Una delle principali cause del credit crunch è relativa alla congiuntura economica: in questo senso, nel momento in cui l’economia dovesse rallentare, si potrebbe verificare una crescita di crediti deteriorati nei bilanci delle banche a causa della difficoltà delle imprese di fare business in un contesto di bassa domanda interna. Questo porta gli istituti di credito ad aumentare le barriere per concedere prestiti.

Un altro motivo per cui si può verificare una stretta del credito può essere identificato nella scarsa patrimonializzazione delle banche stesse. In questo senso, i requisiti patrimoniali richiesti agli istituti di credito spingono gli stessi ad un processo di “flight to quality”, concedendo prestiti solamente a quelle società considerate a basso rischio. Ciò penalizza quelle imprese intenzionate a finanziare progetti più rischiosi, come quelle innovative.

La stretta del credito si può verificare anche dopo un periodo in cui gli istituti hanno concesso numerosi prestiti a richiedenti inadeguati, creando di fatto delle perdite.

Un’altra causa scatenante di questo fenomeno deriva dalle politiche monetarie scelte dalle Banche Centrali: queste possono causare un credit crunch alzando i tassi di interesse, richiedendo agli istituti bancari un maggiore coefficiente di riserva obbligatoria o con un tetto massimo alla possibilità delle banche di concedere prestiti rispetto a quanto fatto un anno prima (cosiddetto massimale sui crediti).

Credit crunch: le conseguenze

Di solito, la principale conseguenza del credit crunch è una recessione. Il processo di flight to quality menzionato prima porta le banche ad aumentare i tassi di interesse per ottenere maggiori ricavi dai pochi clienti a cui concedono i prestiti.

Questo provoca una riduzione di denaro da spendere sia da parte dei singoli, che da parte delle imprese, le quali vedono contrarsi la quota di capitale spendibile per i suoi progetti. A causa di questo, i livelli di occupazione e di investimenti tendono a subire una flessione, incrementando l’incertezza e penalizzando lo sviluppo economico.

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