Elon Musk ancora più forte con la vittoria di Donald Trump alle Elezioni USA?
La risposta non può che essere affermativa, visto che il fondatore e CEO di Tesla e di SpaceX proprietario di X-ex Twitter ha tirato un bel po’ di acqua al mulino del candidato repubblicano all’Election Day 2024.
Lo si vede su X, dove a troneggiare è il post con cui Musk applaude al risultato del voto americano. Poche parole, che confermano tutto il suo entusiasmo per l’amico Trump.
Elon Musk post vittoria Trump: il futuro sarà fantastico
“The future is gonna be fantastic”, scrive Elon, ovvero “Il futuro sarà fantastico”.
The future is gonna be fantastic pic.twitter.com/I46tFsHxs3
— Elon Musk (@elonmusk) November 6, 2024
L’euforia tra i suoi followers è tale che diversi sono i followers dell’imprenditore a ringraziarlo per aver fatto la storia, contribuendo alla vittoria di Donald Trump.
Ma quali saranno le conseguenze della vittoria di Trump sui business di Elon Musk, in particolare di Tesla e dell’azienda aerospaziale SpaceX? Più in generale, quale sarà l’impatto della seconda presidenza degli Stati Uniti del candidato repubblicano sulle tasche di Musk, già uomo più ricco del mondo?
C’è già chi parla di Donald Trump come del migliore investimento, ovvero della scommessa più redditizia, lanciata finora da Elon Musk. D’altronde, quell’ “All in” di Musk su Trump non è stato certo concepito senza una contropartita.
Il numero uno di Tesla e di SpaceX passerà dunque inevitabilmente all’incasso: un incasso che si è tra l’altro già aggiudicato, secondo qualche analista, riguardo al business delle auto elettriche della sua Tesla.
Ma Donald Trump non era contrario al mercato EV, ergo dei veicoli elettrici? Tutti ricordano che il tycoon non ha avuto remore a definire il Green New Deal un Green New Scam, praticamente la più grande truffa della storia, un particolare che, in teoria dovrebbe penalizzare Tesla.
In teoria, ma non in pratica evidentemente.
Di fatto, l’eventuale decisione di Donald Trump di staccare la spina ai sussidi e agli incentivi federali erogati al settore delle auto elettriche, stando a quanto hanno commentato gli analisti di Wedbush, sarebbe “negativa nel complesso” per tutto il settore EV, ma non per Tesla, che ha dalla sua parte quella scala e quelle dimensioni che mancano ad altre aziende del settore: aziende che, senza aiuti, a mala pena riescono a stare sul mercato e che verrebbero così messe definitivamente fuori gioco, nel caso in cui Trump mantenesse fede alle sue promesse dicendo basta ai sussidi.
La Big Tech americana si confermerebbe in questo caso regina incontrastata del comparto, forte di una posizione di monopolio nel mercato USA.
La fine dei sussidi più in generale al mercato delle rinnovabili metterebbe in difficoltà anche le aziende molto più piccole di Tesla produttrici di energia solare. Ma ancora una volta, non Tesla.
Più dazi, meno auto cinesi. Così Tesla guadagnerà con la presidenza di Trump
Oltre allo stop ai sussidi, Tesla beneficerebbe dell’altro grande pilastro della politica economica che il candidato repubblicano Donald Trump ha intenzione di varare per riportare l’America a essere grande, in linea con il suo slogan “Make America Great Again” : quello di sbaragliare la concorrenza delle aziende cinesi (ma anche europee), soprattutto quelle attive nel settore delle auto elettriche che stanno divorando quote di mercato in tutto il mondo, imponendo dazi sulle importazioni USA.
Tesla vedrebbe dunque uscire di scena, con la sola presidenza di Trump, sia una eventuale concorrenza interna che cinese, continuando a vendere tranquillamente le sue EV in USA e nel mondo.
Il prossimo presidente repubblicano, d’altronde, si è già rimangiato la parola, ammettendo di essere in realtà a favore delle auto elettriche. “Devo esserlo, in quanto Elon mi ha dato un sostegno molto forte”.
Deregulation firmata da Donald Trump. Asso nella manica anche per SpaceX
Un altro vantaggio per Musk è riassunto in una semplice parola: “ Deregulation ”, ovvero deregolamentazione, altra parola chiave per capire quella che sarà la strategia di Donald Trump.
Proprio le regole varate dall’amministrazione Biden hanno penalizzato in passato non solo Tesla, ma anche SpaceX, l’azienda aerospaziale di Elon Musk, al momento l’unica società capace di trasportare gli astronauti verso e dalla Stazione spaziale internazionale (International Space Station), a seguito dei problemi che hanno colpito la Starliner di Boeing.
Negli ultimi anni, tuttavia, l’attività di SpaceX è stata ostacolata da diversi freni normativi, che con Trump potrebbero essere definitivamente archiviati, sostenendo il business dell’azienda americana, che ha già siglato accordi importanti con il dipartimento della Difesa USA (Pentagono) e con la NASA e che dunque potrebbe vincere ulteriori commesse con una regolamentazione più lasca o assente, grazie al debito che il prossimo presidente americano dovrà saldare proprio a Musk.
Gli analisti parlano già di un “monopolio de facto” per SpaceX, considerando la posizione dominante vantata dall’azienda nell’inviare satelliti federali e commerciali nello spazio.
Ma Musk non gestisce solo le attività di Tesla, SpaceX e X: il fondatore di Tesla ha creato anche tre startup oggetto di grandi dibattiti non solo nel mondo della finanza, ma anche in quello della scienza e dell’etica. Si tratta dell’azienda neurotecnologica Neuralink, l’azienda di costruzione di tunnel e di infrastrutture The Boring e la società di intelligenza artificiale xAI: tutte società, soprattutto Neuralink e xAI, che pongono problemi di natura etica in un momento in cui l’exploit del business dell’intelligenza artificiale (AI-Artificial Intelligence) sta facendo scattare sull’attenti diverse autorità di regolamentazione del mondo, che vogliono capire non solo quali siano i vantaggi ma anche i rischi di una tecnologia capace di sostituirsi in diversi casi all’uomo, rendendolo in alcune circostanze anche non necessario. E tutti i business che, con il nulla osta di un Donald Trump aperto più a deregolamentare che a erigere nuovi muri normativi, hanno un ampio margine di crescita.
Elon Musk il primo trilionario della storia?
“Il futuro sarà fantastico”, ha scritto Elon Musk su X.
L’impressione è che, molto probabilmente, il futuro sarà fantastico soprattutto per lui, già uomo più ricco del mondo con una fortuna ammassata che ha un valore stimato a quasi 250 miliardi di dollari. E che, secondo quanto riferito dalla società Informa Connect Academy, potrebbe farlo divengtare perfino il“primo trilionario del mondo” entro il 2027.
Informa ha fatto notare, infatti, che la ricchezza netta di Elon Musk sta crescendo a un ritmo annuo, in media, pari a +110%: un trend che ha tutti i presupposti per portare il suo ammontare a raggiungere la pietra miliare di un valore di $1 trilione. E un trend che a questo punto potrà essere velocizzato dal prossimo presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Che potrà anche snobbare il debito e il deficit USA, ma che prima o poi sarà chiamato a onorare il debito che ha accumulato nei confronti di Elon Musk.