Cosa c’è dietro l’ottimismo di Wall Street (e perché dovremmo preoccuparci)

Redazione Finance

21 Ottobre 2024 - 09:19

Mentre il mercato azionario USA continua a crescere senza sosta, i titoli obbligazionari sembrano muoversi in maniera insolita.

Cosa c’è dietro l’ottimismo di Wall Street (e perché dovremmo preoccuparci)

Negli ultimi mesi, il mercato azionario statunitense ha continuato a registrare nuovi massimi, alimentato dall’euforia per le prospettive a breve termine sui tassi di interesse della Federal Reserve (Fed) e da un contesto economico che sembra allontanare il rischio di una recessione imminente.

L’S&P 500, uno degli indici azionari più importanti del mondo, si sta dirigendo verso la soglia dei 6.000 punti, un traguardo impensabile fino a poco tempo fa, quando l’indice si attestava ben al di sotto dei 4.000 punti.

Nonostante le previsioni di molti analisti che vedevano un quarto trimestre disastroso, la stagione degli utili sta proseguendo in modo positivo, con molte società che riportano risultati superiori alle aspettative.

Un fattore interessante è l’incremento delle performance di settori come le utility (+3,4% nell’ultima settimana) e i finanziari (+2,4%), due settori previsti in ribasso, dato l’inizio di una politica accomodante da parte della Fed.

Questa sesta settimana consecutiva di crescita per l’S&P 500 sembra dunque consolidare l’idea che l’economia statunitense possa vivere un “soft landing” piuttosto che una recessione severa, grazie alla gestione attenta della Fed e a un contesto macroeconomico che rimane stabile.

Tuttavia, nonostante questo scenario apparentemente positivo, molti analisti finanziari iniziano a manifestare preoccupazioni significative. Ma cosa c’è dietro questo ottimismo? E soprattutto, perché dovremmo preoccuparci?

Il comportamento anomalo dei Treasury a lungo termine

Uno dei segnali più allarmanti viene dal mercato obbligazionario, in particolare dai Treasury statunitensi a lungo termine. Mentre il mercato azionario sembra proiettato verso nuovi massimi, i rendimenti dei Treasury con scadenze oltre i 20 anni sono aumentati dello 0,50% rispetto ai minimi di settembre.

Questo ha comportato una contrazione significativa del prezzo del TLT, l’ETF con maggiore AUM (Asset Under Management) focalizzato sui titoli di stato a lunga scadenza, che ha perso il 7% in conto capitale. Questo movimento è sorprendente perché è avvenuto nonostante un recente taglio dei tassi da parte della Fed.

TLT, S&P500, 1W TLT, S&P500, 1W Grafico a candele del TLT e lineare dell'S&P500. Fonte:baha.com

Questo comportamento apparentemente contraddittorio dei Treasury a lungo termine solleva molte domande. Normalmente, un abbassamento dei tassi di interesse della Fed dovrebbe tradursi in un incremento del prezzo delle obbligazioni, ma in questo caso stiamo osservando l’opposto.

Tuttavia, ciò che rende particolarmente preoccupante questa situazione è il contesto politico ed economico in cui si inserisce. Le elezioni presidenziali USA, in programma per il 2024, vedono protagonisti due candidati che sembrano entrambi orientati verso un ulteriore allargamento del deficit pubblico. In un contesto già preoccupante in cui il debito federale è passato dal 35% del PIL nel 2007 al 98% nel 2024, questa tendenza non fa che accrescere le tensioni sul mercato obbligazionario.

Lo steepening della curva dei rendimenti

Il fenomeno che stiamo osservando sul mercato obbligazionario è definito «steepening» della curva dei rendimenti, ovvero quando i rendimenti a lungo termine aumentano in misura maggiore rispetto a quelli a breve termine. Questo può indicare un crescente rischio percepito nel lungo periodo o aspettative di inflazione e crescita economica più sostenute.

Lo steepening della curva dei rendimenti è storicamente associato a una fase di incertezza sui mercati, e spesso precede una correzione anche nei prezzi degli asset più rischiosi, come le azioni.

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Perché preoccuparsi?

L’ottimismo del mercato azionario potrebbe essere ingannevole, e ci sono diverse ragioni per cui dovremmo preoccuparci. In primo luogo, l’aumento del deficit pubblico e il crescente debito federale potrebbero esercitare una pressione sempre maggiore sui rendimenti obbligazionari, con conseguenti difficoltà per il governo a finanziare il proprio debito.

In secondo luogo, la prospettiva di una crescita economica sostenuta è legata a una politica monetaria accomodante, ma un cambiamento repentino delle condizioni economiche o un inasprimento delle tensioni geopolitiche potrebbero ribaltare rapidamente lo scenario.