Il pound britannico è di nuovo sotto i riflettori mentre i mercati finanziari del Regno Unito mostrano segni di stress.
Questa situazione riflette un doppio rischio per una nazione fortemente dipendente dai finanziamenti esteri: da un lato una fragilità strutturale, dall’altro una potenziale valvola di sfogo che potrebbe aiutare a riequilibrare le pressioni economiche.
All’inizio del nuovo anno, l’impennata dei rendimenti sui titoli di stato britannici ha raggiunto livelli preoccupanti. I rendimenti dei gilt trentennali hanno toccato i massimi degli ultimi 25 anni, mentre quelli a dieci anni sono tornati ai livelli del 2008.
Questo aumento non dipende unicamente dalle dinamiche interne, ma anche dalla crescita generalizzata dei costi di finanziamento sovrano a livello globale, trainata dal rialzo dei rendimenti sui Treasury americani.
Sorprendentemente, questa settimana la sterlina ha smesso di seguire l’andamento dei rendimenti dei gilt, invertendo improvvisamente la rotta. Solo un mese fa, il pound aveva raggiunto il suo massimo valore contro l’euro dal 2016, sostenuto dalla politica monetaria relativamente restrittiva della Bank of England (BoE) rispetto alla zona euro. Ma ora, molti investitori stanno liquidando le loro posizioni in sterline, preoccupati che il Regno Unito non possa sopportare un continuo aumento dei costi di finanziamento senza gravi ripercussioni economiche.
Un’analisi più profonda mostra che il vero nodo del problema è il persistente deficit delle partite correnti del Regno Unito. Il Regno Unito è tra i paesi del G10 più vulnerabili agli shock globali a causa della sua dipendenza dal finanziamento esterno. La soluzione? Un indebolimento del pound potrebbe rappresentare un meccanismo di riequilibrio naturale, rendendo gli asset britannici più appetibili per gli investitori stranieri e contribuendo a colmare il disavanzo.
Tuttavia, un pound più debole porta con sé il rischio di alimentare nuovamente l’inflazione, complicando ulteriormente le decisioni della BoE. Con l’inflazione già elevata e un’economia stagnante, il margine di manovra è estremamente limitato.
Sebbene non ci siano ancora segnali di una crisi di dimensioni paragonabili a quella del 2022, il combinato disposto di un pound in calo e rendimenti dei gilt in aumento è una bandiera rossa per gli osservatori. La Brexit ha aumentato l’isolamento economico del Regno Unito, esacerbando le vulnerabilità legate al commercio e ai flussi di capitale.
Il futuro del pound sembra destinato a un periodo di debolezza. Se questo sarà sufficiente a riequilibrare l’economia o se porterà a nuove turbolenze dipenderà dalla capacità del governo di affrontare le sfide strutturali e dall’evoluzione delle condizioni finanziarie globali.