Cosa c’è dietro al boom del nucleare in borsa?

Redazione Finance

17 Gennaio 2025 - 07:06

L’amministrazione Trump potrebbe spostare il focus dall’energia rinnovabile a combustibili e nucleare, favorendo il boom in borsa del settore e penalizzando gli investimenti nel solare ed eolico.

Cosa c’è dietro al boom del nucleare in borsa?

L’amministrazione Trump ha rappresentato un punto di svolta nella politica energetica degli Stati Uniti, con un netto spostamento di priorità rispetto alle precedenti amministrazioni. Il focus sullo sfruttamento dei combustibili fossili e sull’energia nucleare ha sollevato un grande dibattito, ch hanno avuto ricadute significative sui mercati finanziari. In particolare, il settore nucleare ha registrato un vero e proprio boom in borsa, suscitando l’interesse di investitori e analisti.

Critiche al rinnovabile e focus sul combustibile

Durante la vecchia presidenza Trump, il Dipartimento dell’Energia (DOE) ha orientato le sue politiche verso l’espansione della produzione interna di energia, privilegiando il gas naturale liquefatto (LNG) e l’energia nucleare. La visione di questa amministrazione era chiara: ridurre i costi energetici per gli americani e posizionare gli Stati Uniti come leader globale nella produzione di energia.

Rick Perry, allora Segretario dell’Energia, ha sottolineato come i combustibili fossili e il nucleare rappresentassero le chiavi per stimolare la crescita economica e contrastare la povertà globale. Questa posizione si scontrava con le crescenti pressioni internazionali per affrontare la crisi climatica. Personalità influenti come Mark Wright, consulente per l’energia del DOE, hanno recentemente rafforzato questa linea, dichiarando che per competere a livello globale, gli Stati Uniti dovevano espandere la produzione di energia, compreso il gas naturale liquefatto e il nucleare commerciale, e tagliare il costo dell’energia per gli americani.

Le critiche verso il solare e l’eolico si basavano principalmente sulla loro presunta inefficienza e dipendenza da condizioni atmosferiche imprevedibili. Questo approccio ha generato un acceso dibattito politico e sociale, polarizzando l’opinione pubblica e gli investitori.

Boom in borsa del nucleare

La paura di un drastico ritorno verso le energie a combustibile si è manifestata direttamente in borsa, ed in quest’ultimo periodo mentre i titoli legati al comparto rinnovabile hanno lentamente perso terreno, quelli legati ad energie a combustibile e/o nucleari hanno reagito positivamente.

Un esempio emblematico è l’andamento dell’ETF Invesco Solar ETF (TAN), che segue le principali aziende del settore solare. Negli ultimi sei mesi del periodo analizzato, il TAN ha mostrato una performance negativa, con un calo del 15%, a causa della riduzione degli incentivi governativi, dell’incertezza normativa e della concorrenza di tecnologie alternative come il nucleare. Questo trend evidenzia le difficoltà del settore nel mantenere la competitività senza un supporto istituzionale costante.

TAN, 1W TAN, 1W Grafico a candele settimanali di TAN. Fonte: baha.com

Dall’altro lato, l’ETF Global X Uranium ETF (URA), focalizzato sulle aziende che estraggono e processano uranio, ha registrato un significativo incremento. Con una performance positiva del 20% negli ultimi sei mesi, questo ETF ha beneficiato della crescente domanda di energia nucleare, di politiche favorevoli che incentivavano la produzione e l’utilizzo dell’uranio e di un’offerta limitata che ha spinto i prezzi delle materie prime.

URA, 1W URA, 1W Grafico a candele settimanali di URA. Fonte: baha.com