Cos’ha detto veramente Tajani su Mussolini?

È una bufera di polemiche quella che sta investendo il Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, per quanto dichiarato a proposito delle “cose positive” realizzate da Mussolini nel corso di un’intervista a La Zanzara. Ecco cosa ha detto veramente

Cos'ha detto veramente Tajani su Mussolini?

Cos’ha detto veramente Tajani su Mussolini? Molti se lo stanno chiedendo proprio in queste ore, viste le numerose polemiche di cui è oggetto il Presidente del Parlamento Europeo. La circostanza ha origine dall’intervista rilasciata martedì in diretta al programma radiofonico La Zanzara, condotto da Giuseppe Cruciani e David Parenzo.

Dai toni piuttosto informali e scherzosi, il colloquio telefonico a tre è andato avanti in maniera scorrevole, tra la sua passione calcistica per la Juve e una frecciata al Presidente del consiglio Giuseppe Conte:

“Se devo fare una segnalazione ufficiale mi rivolgo a Conte, ma se voglio avere una risposta vera a una mia richiesta scrivo a Di Maio e a Salvini”.

Il conduttore Cruciani, facendo riferimento al clima d’intolleranza recente, ha chiesto in proposito a Tajani cosa ne pensasse di Mussolini e del tanto ricorrente riferimento alle ’cose buone’ che ha fatto, trovando parziali conferme dal suo interlocutore, che ha citato la realizzazione di infrastrutture e bonifiche tra i lati forti del Duce.

La risposta del Presidente del Parlamento Europeo non è stata affatto apprezzata da diverse figure politiche, e ha scatenato le reazioni indignate di una larga fetta di opinione pubblica.

Cos’ha detto veramente Tajani su Mussolini?

Sollecitato dalla solita verve energica e alla continua ricerca di dibattiti del conduttore Giuseppe Cruciani, Tajani ha parlato delle “cose positive” realizzate da Benito Mussolini prima di una determinata fase storica, elementi secondo lui impossibili da ignorare se si intende fare un’analisi completa e imparziale di quello che è stato:

“Mussolini? Fino a quando non ha dichiarato guerra al mondo intero seguendo Hitler, fino a quando non si è fatto promotore delle leggi razziali, a parte la vicenda drammatica di Matteotti, ha fatto delle cose positive per realizzare infrastrutture nel nostro Paese, così come le bonifiche”.

“Da un punto di vista di fatti concreti realizzati non si può dire che non abbia fatto nulla. Poi si può non condividere il suo metodo; io non sono fascista, non sono mai stato fascista, però se bisogna essere onesti ha fatto strade, ponti, edifici, impianti sportivi, ha bonificato tante parti della nostra Italia, uno quando dà un giudizio storico deve essere obiettivo”.

Precisa però la totale opposizione per quel che riguarda leggi razziali e metodi poco democratici, ma - sottolinea in ultimo - occorre dire cose simili se si vuole fare un’analisi “onesta” di quello che è davvero stato:

“Io non condivido le leggi razziali, che sono folli, la dichiarazione di guerra è stato un suicidio, che poi hanno pagato tanti italiani. Certamente non era un campione della democrazia, ma alcune cose sono state fatte, perché bisogna dire sempre la verità, altrimenti saremmo disonesti se dicessimo che non ha fatto nulla”.

Immediate le reazioni sul fronte politico, a partire dal leader dei Socialisti e democratici al Parlamento europeo, Udo Bullmann, che ha letto le parole di Tajani come frutto dell’impossibilità di riconoscere la natura del fascismo, mentre il sottosegretario agli Affari Regionali Stefano Buffagni (M5s) ha parlato su Twitter di un Tajani che “svela il suo vero volto”:

“Tra leggi razziali, omicidio Matteotti e gli anni bui della democrazia ricordo che la nostra Costituzione si basa su altri valori. Orgoglioso di essere diverso da loro!”.

Non è mancato successivamente il ritorno sulla questione da parte dello stesso Presidente del Parlamento Europeo, che tramite Twitter ha invitato con forza a uno stop alla strumentalizzazione delle sue parole, evidenziando il suo essere “da sempre un antifascista convinto”.

In un secondo momento, poi, si è scusato per la circostanza, dicendosi profondamente dispiaciuto e sottolineando il fraintendimento alla base del tutto:

“Da convinto anti-fascista mi scuso con tutti coloro che possano essersi sentiti offesi dalle mie parole, che non intendevano in alcun modo giustificare o banalizzare un regime anti-democratico e totalitario”.

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