Il coronavirus serbo è più aggressivo di quello italiano, parola di Zaia

Il virus proveniente dalla Serbia è più aggressivo di quello italiano. Ad affermarlo è il Governatore del Veneto, Luca Zaia, che ha fatto sequenziare il virus dell’imprenditore responsabile del focolaio di Vicenza.

Il coronavirus serbo è più aggressivo di quello italiano, parola di Zaia

Il ceppo di coronavirus proveniente dalla Serbia, che ha causato un focolaio nella zona di Vicenza sarebbe più aggressivo di quello italiano. A dichiararlo è il governatore del Veneto Luca Zaia nel corso di un punto stampa nella sede della Protezione Civile di Marghera.

La questione dei contagi causati da persone che rientrano in Italia da Paesi esteri sta generando il timore degli esperti, che palesano sempre più la nascita di nuovi focolai che potrebbero sfociare in una seconda ondata di coronavirus nel Paese. Durante il suo intervento Zaia ha anche presentato un tampone rapido, che impiega solo 7 minuti per dare un responso sulla positività al virus.

Ceppo serbo più aggressivo

Non ci sono dubbi per il Governatore del Veneto, il virus proveniente dalla Serbia è più aggressivo di quello presente in Italia. Le dichiarazioni sono state rilasciate dopo che Zaia ha fatto sequenziare il virus, riscontrando che presenta una carica virale decisamente più alta rispetto a quello presente nel nostro Paese:

“In questo contesto noi abbiamo ormai la certezza che il nostro ceppo di virus è meno virulento e c’è un nuovo fenomeno che magari qualcuno non aveva ben compreso e pensava che fosse solo un discorso da leghisti”.

Zaia continua affermando che nei quattro tamponi effettuati sull’imprenditore che ha causato il focolaio a Vicenza dopo un viaggio di lavoro, sui suoi colleghi e su una donna cinese residente a Padova, è stata riscontrata una carica virale molto elevata. Il Governatore ha concluso affermando che “il virus è appartenente al cluster serbo ed è ben diverso da quello isolato in Veneto e in Italia. Si tratta di una mutazione sua".

Gli aspetti dello stato d’emergenza

Sempre nel corso del suo intervento Zaia parla anche dei tamponi, affermando che per il momento resta lo strumento diagnostico più efficace aggiungendo che era prevedibile che nel corso della pandemia si cercassero delle soluzioni più rapide, ma altrettanto attendibili al fine di limitare il prima possibile le possibili infezioni causate dai contatti.

Il Governatore del Veneto si esprime poi anche sul prolungamento dello stato di emergenza proposto da Conte, osservando che “ha un aspetto squisitamente giuridico, non irrilevante, uno sanitario su cui ci muoviamo come Regioni, e poi uno politico. Spero che questo tema sia affrontato in Parlamento”.

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