Coronavirus, ci sarà una seconda ondata di contagi? Il parere degli esperti

Il probabile arrivo di una nuova seconda ondata di contagi in Italia preoccupa gli esperti. Ecco cosa aspettarsi.

Coronavirus, ci sarà una seconda ondata di contagi? Il parere degli esperti

Una seconda ondata di contagi da coronavirus è ciò che preoccupa gli esperti mentre l’Italia è ancora alle prese con la prima.

Nei Paesi asiatici negli ultimi giorni è sorto più di qualche dubbio, legato soprattutto all’ingresso nel Paese di infetti dall’estero.

L’unica soluzione sembrerebbe quella di mantenere la guardia alta e continuare con controlli capillari nella popolazione, ma non è escluso che possano essere imposti nuovi lockdown.

Coronavirus, seconda ondata di contagi è possibile?

In Cina si sta lentamente tornando alla vita di tutti i giorni, l’obiettivo zero contagi è stato raggiunto e gli infetti sono ormai (quasi) solo di ritorno. L’incubo coronavirus sta pian piano svanendo ma il timore per una seconda ondata è concreto.

Gli esperti al momento minimizzano sia sulle possibilità che sui rischi di assistere a uno scenario del genere. Così ha risposto Cao Wei, vicedirettore del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Ospedale del Medical College di Pechino in merito: “Per me, un secondo focolaio, un focolaio domestico in Cina, non sarebbe una grande preoccupazione”.

In realtà, secondo altri pareri, le nuove pandemie come quella di coronavirus non si espanderebbero a ondate piuttosto continuerebbero a diffondersi fino a quando il virus non subisca ulteriori mutazioni o una grossa fetta di popolazione non raggiunga l’immunità. È quanto dichiarato ai microfoni di Reuters Ian Henderson, direttore dell’Institute for Molecular Bioscience dell’Università del Queensland, che però sulla seconda possibilità rimane scettico.

Esiste infine l’ipotesi secondo cui la COVID-19 potrebbe ’stagionalizzarsi’, come l’influenza comune. A favore di questo contesto il fatto che il coronavirus si sia diffuso nelle aree con temperature medie più basse, attraverso una vera e propria ’cintura’.

L’esempio della spagnola e della SARS

Aleggia lo spettro di una nuova spagnola, l’influenza che tra il 1918 e il 1919 uccise oltre 50 milioni persone in tre ondate, di cui la seconda fu la più devastante. Tuttavia, gli scienziati credono che un risvolto del genere sia davvero improbabile, soprattutto per le caratteristiche intrinseche del coronavirus. Si prospetta più un andamento come quello della SARS e della MERS eradicate solamente attraverso rigide restrizioni.

Sì, perché sembrerebbe questa l’unica via d’uscita, una soluzione definitiva per scongiurare una nuova ondata di contagi. Tutti i Paesi dovranno continuare a effettuare controlli sulla popolazione e a imporre misure restrittive anche dopo l’uscita dall’emergenza. Ogni Paese dovrà azzerare gli infetti, proprio come avvenuto in Cina. E allora, solo allora si potrà ricominciare gradualmente a tornare alla vita normale.

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