Il boom dei prezzi dei carburanti ha riportato alla ribalta le auto a GPL. Ecco quali sono i pro e i contro e cosa consigliano gli esperti di motori
I costi della benzina e del diesel continuano a salire a causa del conflitto in Medio Oriente mentre i prezzi delle nuove auto elettriche ed ibride, a parte qualche eccezione, restano fuori portata per moltissime famiglie italiane.
Sono le due ragioni principali del ritorno in vetta alla classifiche di gradimento delle macchine a GPL, considerate, per molte ragioni, l’alternativa attualmente più economica in assoluto.
Ma è davvero così? E quanto costa gestire e mantenere un’auto alimentata a GPL? Ecco cosa dicono gli esperti e quali sono i pro e i contro dei motori a GPL.
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Le tipologie di auto a GPL
Esistono due tipologie principali di auto a GPL: le bifuel di fabbrica, alimentate da due carburanti diversi e le convertite, ovvero veicoli in cui è stato installato successivamente un impianto GPL.
I vantaggi rispetto ai mezzi con motore termico sono importanti e comprendono buona autonomia, basse emissioni. prezzo del bollo ridotto e una spesa molto inferiore per il rifornimento.
Quanto costa installare l’impianto GPL nell’auto
Per convertire una macchina a benzina in una a GPL il proprietario deve rivolgersi a un’officina autorizzata che è obbligata a usare componenti omologati, ad aggiornare la carta di circolazione e a effettuare il collaudo del sistema.
Le auto più facili da “convertire” sono quelle a benzina aspirate, con motore a iniezione indiretta e in buono stato di conservazione. É possibile anche installare l’impianto su altri motori ma questo richiederà lavori più impegnativi e, di conseguenza, costi più alti.
L’installazione di un impianto GPL standard su un mezzo di piccola o media cilindrata avrà un costo decisamente diverso rispetto alla conversione di un’auto di fascia alta o di grande cilindrata. Quello che c’è da sapere, però, se stiamo valutando il passaggio, è che il prezzo finale deve comprendere impianto, manodopera, collaudo e aggiornamento del libretto.
Con il GPL si risparmia davvero?
In questi primi 5 mesi del 2026 il prezzo del GPL si è mantenuto a un prezzo pari alla metà di quello della benzina. Si parla di circa 1,93 €/l per la “verde” e di circa 0,82 €/l per il GPL.
Attenzione, però, a fare il paragone diretto. I mezzi con l’impianto GPL consumano circa il 15-20% di carburante in più rispetto a quelli alimentati a benzina.
Tuttavia, secondo le stime degli esperti, i secondi permettono di risparmiare circa 6 euro ogni 100 chilometri percorsi. Più o meno si parla di una spesa per il carburante del 50% più bassa e di un risparmio compreso tra i 1.200 e i 1.500 euro ipotizzando una percorrenza media di circa 20-25mila km annui.
Basandoci su questi parametri possiamo provare a fare le prime ipotesi su quanto tempo serve per ammortizzare la spesa fatta per le conversione. Anche se la stima è influenzata dai km percorsi in un anno, da quanto pagato per l’impianto e dalle oscillazioni dei prezzi alla pompa, gli esperti parlano di circa 3 anni per raggiungere il pareggio tra spesa e risparmio per chi viaggia poco e di meno di 2 anni per chi supera i 20.000 km ogni anno.
Quanto costa gestire un’auto a GPL
Una delle questioni più importanti da valutare prima del passaggio al GPL è quella dei costi di gestione annuale. Spese che comprendono la manutenzione ordinaria del motore, il cambio dei filtri e i controlli all’impianto.
A questi vanno aggiunti i costi legati alla bombola che deve essere cambiata o revisionata ogni 10 anni e che possono arrivare a 600 euro, a seconda delle dimensioni. Questo a condizione che la macchina sia stata riconvertita.
Se, al contrario, l’auto ha il GPL di serie avrà sicuramente un serbatoio unico nel suo genere e saremo costretti a effettuare la manutenzione soltanto da officine autorizzate e legate al marchio. Un percorso obbligato che potrebbe farci spendere qualche centinaio di euro in più.
Ci sono degli incentivi per chi passa al GPL?
La buona notizia per chi sta valutando il passaggio al GPL è che potrebbero arrivare a breve nuovi incentivi per la conversione. In attesa del decreto attuativo che dovrebbe dare il via libera al Fondo Automotive 2026-2030, le indiscrezioni parlano di un bonus di 400 euro per chi converte l’auto al GPL e di 800 euro per chi passa al metano.
Il quadro normativo è ancora in fase di perfezionamento ma l’ipotesi più accreditata è che gli incentivi andranno alle auto a benzina e ai veicoli Euro 4 e oltre. Tutto questo a patto che il lavoro sia effettuato presso un’officina autorizzata.
A chi conviene il GPL
La cosa più importante da valutare è l’uso che facciamo dell’auto. Nel 2026 i mezzi a GPL sono la migliore soluzione di risparmio per chi viaggia per molti chilometri su percorsi extra-urbani, grazie alle ridotte spese per il carburante e ai prezzi di listino molto più bassi rispetto a quelli delle auto ibride e delle elettriche.
Un assunto valido anche se il Governo dovesse decidere di ritirare gli incentivi per la conversione. Il GPL consente di abbassare subito le spese di rifornimento e, in pochi anni, di ammortizzare la spesa fatta per l’installazione dell’impianto. Non è un caso che tra le auto con il chilometraggio più elevato presenti in Italia molte di esse siano alimentate a GPL.
Gli svantaggi da conoscere
Il GPL ha anche degli svantaggi che è fondamentale conoscere prima di investire su una nuova bifuel o su una riconversione di un mezzo a benzina.
Il primo sono le prestazioni, inferiori a quelle delle altre motorizzazioni, nonostante gli enormi passi avanti fatti a livello di efficienza negli ultimi anni. Il secondo è che la rete dei distributori italiani, per quanto sviluppata, è meno capillare rispetto a quella dei combustibili tradizionali.
In molti parcheggi sotterranei, inoltre, vigono ancora i divieti di accesso per le auto a GPL.
Altro punto critico legato alla manutenzione è la spesa per le candele. Nelle tradizionali auto a benzina il cambio di candele costa circa 40 euro e va effettuato non oltre i 60mila km di percorrenza. Per i mezzi a GPL, invece, servono le candele all’iridio o quelle specifiche per l’impianto e costano circa 25 euro l’una. In più i meccanici esperti consigliano di cambiarle ogni 40mila km e non ogni 80mila come indicano molte case automobilistiche.
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