Ormai è conto alla rovescia per il debutto del prossimo BTP Più, il bond retail del Tesoro appartenente alla famiglia dei Valore. Finora di quest’ultimo si sono avute 4 serie che nel complesso hanno riscosso un grande favore tra i risparmiatori. Le sottoscrizioni si sono aggirate nell’ordine dei 17-18 mld di € nelle prime edizioni, poi ‘scesi’ a 11 nella 4° avutasi a maggio 2024.
Ora, come andrà la raccolta della prossima settimana? Sarà il MEF a divulgare i dati a settimana di collocamento chiusa. Intanto tra i potenziali acquirenti c’è chi si chiede: ma che succede se investo nel BTP Più tra qualche mese e non dal 17 al 21 febbraio?
La settimana di collocamento del nuovo titolo BTP Più
Per rispondere al quesito vediamo in primis com’è strutturato il suo collocamento. Le date clou attraverso cui si snoderà l’operazione saranno quelle di:
- venerdì 14, quando il MEF annuncerà l’ISIN “speciale” del bond e la serie dei tassi minimi garantiti che poi andranno confermati al termine delle operazioni;
- da lunedì 17 fino alle ore 13 di venerdì 21 ci sarà il collocamento vero e proprio, salvo eventuale chiusura anticipata, ma non prima di mercoledì. Tuttavia, è molto probabile si procederà a oltranza per raccogliere quante più risorse possibili;
- martedì 25 sarà la data di regolamento e godimento del neo bond.
Detto ciò, al pari delle emissioni similari c’è che il titolo è riservato solo ai risparmiatori retail, ossia famiglie e investitori individuali. Il taglio minimo è di 1.000 € e relativi multipli e tutta la domanda sarà soddisfatta. Per acquistarlo basterà farne richiesta in banca o alle Poste a seconda di dove si detiene il conto titolo, oppure in remoto (home banking) se abilitati.
Acquistare il titolo nella settimana di collocamento o dopo?
Il bond sarà emesso alla pari, al 100% del valore nominale sottoscritto, e sarà rimborsato allo stesso valore. Quando? La prima exit way è tra 4 anni, mentre la seconda sarà tra 8 a naturale scadenza del prestito, il 25/02/2033. Per la prima volta in assoluto, infatti, il MEF ha previsto un titolo con uscita anticipata alla pari a metà della sua vita utile.
Tuttavia, l’opzione “callable” posta nelle mani del risparmiatore e non dell’emittente (come avviene in moltissime emissioni corporate, per esempio) non è data a tutti. L’uscita anticipata è riservata solo a chi acquisterà il titolo dal 17 al 21 corrente mese, e non a chi lo acquisterà dopo.
È una discriminante di non poco conto. Il rimborso anticipato posto a metà strada offre una buona protezione contro il rischio di mercato. Se tra 10 o 20 o 30 mesi, per esempio, i rendimenti dovessero tornare a salire come nel recente passato allora probabilmente i prezzi del BTP Più sul MOT potrebbero scendere sotto cento. Di quanto? Tanto quanto lo deciderà il mercato, che ne adeguerà i corsi ai futuri rendimenti. Il pit-stop intermedio, in quel caso, consentirebbe al titolare del bond di fare le opportune valutazioni: restare o farsi rimborsare per reinvestire a tassi (probabilmente) migliori?
Potrebbe valere anche il contrario, ossia che da qui a scadenza il bond non vada mai sotto cento o comunque non per tempi e/o livelli così “gravi”. Al riguardo la natura step-up del bond vale anche a proteggerlo dalle future dinamiche dei tassi. A febbraio 2029 il titolo si ritroverebbe con una durata residua di soli altri 4 anni, mentre dall’altro entrerebbero in gioco i tassi più ricchi delle due serie previste.
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Che succede se investo nel BTP Più tra qualche mese e non dal 17 al 21 febbraio?
L’eventuale, futura discesa dei prezzi sotto la parità (tutto da verificare: al momento è solo una eventualità, non una certezza!) darebbe sprint al rendimento. Mentre la cedola è fissa, diversa e costante per ciascuno dei 4 anni dei 2 step, il rendimento varia (anche) in base allo spread e quindi delle condizioni generali del mercato.
Un possibile acquisto sotto la parità (in data successiva alla settimana del collocamento) darebbe la certezza di un capital gain a scadenza oltre al flusso cedolare. Oltretutto questa serie non prevede il premio fedeltà finale, per cui non c’è il “rischio” di perdersi l’extra incasso. Qui le due certezze “contro” sarebbero la perdita del diritto di uscire in anticipo e l’esborso monetario della commissione d’acquisto. Quest’ultima, infatti, è pagata dall’emittente in nome e per conto del risparmiatore solo nella settimana di collocamento e non oltre.
Infine, per il cassettista che compra in principio e tiene il bond in portafoglio fino alla fine queste argomentazioni non hanno senso. La certezza di portare al termine l’investimento non pongono problemi legati alle dinamiche sul secondario.
Movimenti dei prezzi delle obbligazioni sul mercato secondario
Giusto a titolo di esempio, il BTP Valore 2027, emesso a giugno del 2023 (ISIN IT0005547408), a ottobre dello stesso anno toccò un minimo sul mercato secondario a 97,36 centesimi. Chi lo acquistò a quei prezzi si assicurò un rendimento maggiore della cedola nominale, mentre a scadenza non avrà diritto al premio fedeltà.
Oggi il bond prezza sui 102,70 (meglio: è da molti mesi che quota sopra cento), e tra poco più di 2 anni giungerà al termine del suo servizio. Ripiomberà sotto la parità da qui ad allora e magari formerà un nuovo minimo assoluto? Tecnicamente tutto è possibile, ma statisticamente è poco probabile (che non vuol dire è impossibile).
Ad oggi possiamo dire che il recente picco dei rendimenti si è avuto a ottobre 2023, mentre il futuro resta tutto da scoprire. Tuttavia, da mesi le attese e gli eventi vanno verso la direzione dei tassi in discesa, per cui forse quella fase possiamo definirla archiviata almeno nel breve termine. Per il medio e lungo tutto resta da scoprire.