Conviene ancora comprare criptovalute con il settore in crisi?

Tommaso Scarpellini

10/11/2022

14/11/2022 - 14:30

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I recenti scandali hanno provocato disagio fra il pubblico crypto, sempre meno fiducioso nei confronti del sistema decentralizzato. Conviene ancora investire nelle criptovalute?

Conviene ancora comprare criptovalute con il settore in crisi?

Con il collasso di uno dei più grandi exchang al mondo di criptovalute, FTX, molti investitori si stanno interrogando riguardo il distinto del settore decentralizzato. Risulta complicato al momento riuscire a intravedere uno spiraglio di luce dal tunnel di disastri caratterizzanti la DeFi negli ultimi mesi.

Dopo il caso Luna, il fallimento di Celsius e la probabile bancarotta di FTX, lo scetticismo riguardo alla bontà del settore è salito alle stelle. Non solo perché gli investitori attuali stanno perdendo diversi soldi ma anche perché, a quanto pare, il rischio derivante dall’investimento in criptovalute potrebbe essere molto più alto rispetto a quanto viene trasmesso dai principali attori del settore.

Detto ciò, per il prezzo delle principali criptovalute, specialmente Bitcoin, non si preannuncia un futuro roseo, per lo meno nel breve periodo.

Criptovalute incerte, FTX potrebbe innescare una reazione a catena

Sin dal fallimento di Luna, il settore crypto è stato avvolto da un forte alone d’incertezza riguardo il suo futuro. Questo perché l’economia decentralizzata negli ultimi tre anni è apparentemente cresciuta moltissimo. Molte realtà DeFi, specie le più grandi, si sono sentite libere di assumersi sempre più rischi, sostenute dal fatto che i propri asset continuavano ad acquisire ingenti capitali dal mercato, incrementando continuamente il proprio valore.

Rispetto al 2017, con l’avvento del concetto di “finanza decentralizzata”, la blockchain è stata utilizzata per stringere importanti relazioni finanziarie fino alla creazione di un sistema indipendente, autonomo e interconnesso. In sostanza, fino a quanto il settore registrava numeri da record, in concomitanza alla forte spinta espansionistica dell’economia post COVID-19 che ha visto crescere molto anche le borse occidentali, il panorama crypto sembrava straordinariamente semplice, genuino e profittevole. Ciò che non si notava e che non veniva evidenziato da nessun esperto del settore era la struttura semi-piramidale dietro la quale si stavano sviluppando molte realtà leader del mondo crypto. Con il crollo delle quotazioni, la riduzione di flussi positivi per le piattaforme crypto e l’aumento di quelli negativi molte realtà non sono riuscite a mantenere stabili le proprie finanze. Al momento preoccupa il rischio di un crollo sistemico del settore: Luna, Celsius e FTX avevano stretto negli anni importanti relazioni finanziarie con realtà interne ed esterne, le quali potrebbero al momento dover scontare dei seri problemi societari, magari non ancora stati comunicati ai propri investitori. I primi a cadere potrebbero essere gli Hedge Fund o comunque realtà appartenenti al settore del trading criptovalutario: è il caso di 3AC (Three Arrows Capital) e Alameda Reasearch.

Sebbene sembri un’ipotesi remota, il rischio di un crollo del sistema crypto ultimamente sembra farsi sempre più reale. I “tradizionalisti” criticano spesso il mondo della DeFi a causa della mancanza di una regolamentazione o di un sistema a “cuscinetto” che possa evitare crisi sistemiche. Per tale motivo, molti analisti si mostrano preoccupati della recente crescita del settore. Temono che il crollo della DeFi possa impattare in qualche modo anche sui mercati finanziari tradizionali. Attualmente appare un’ipotesi poco realista in quanto, a livello dimensionale, il mondo DeFi è decisamente troppo piccolo, ma non è poi così insensata.
Alcune istituzioni finanziarie hanno già stretto rapporti con alcune realtà del settore criptovalutario esponendosi a questo rischio, sebbene attualmente in maniera estremamente minima.

Qual’è il vero rischio derivante da un investimento in criptovalute?

Vi sono molti modi per investire in criptovalute e la qualità di questi metodi varia a seconda del contesto. Per un purista blockchain l’utilizzo di strumenti sintetici o derivativi del prezzo di cryptoasset è una pratica sconsigliata. Per questi individui l’unico modo per investire in crypto è acquisire BTC tramite DEX e spostarlo direttamente su un ledger: “not your keys, not your coins”.

Nel caso l’utente si affidi a exchange centralizzati è importante notare che si aggiunge il rischio derivante dalla detenzione degli asset sulla piattaforma di scambi, il caso FTX ne è un esempio. In alternativa è possibile investire in crypto tramite l’ausilio di strumenti regolamentati e scambiabili tramite il circuito bancario. Attraverso gli ETF, ad esempio, è possibile esporre il proprio portafoglio all’andamento di BTC mantenendo le garanzie bancarie. Sebbene le banche siano comunque soggette al rischio di fallimento, il fondo interbancario di tutela dei depositi limita di non poco il rischio di controparte per un investitore retail.

Quando un investitore decide d’investire in crypto occorre tenere in considerazione che gli exchange possono rappresentare un rischio per i propri asset, non una garanzia.

Quali potrebbero essere gli scenari futuri per il settore?

Sono momenti difficili per il pubblico crypto. Momenti che storicamente si sono quasi sempre mostrati con una certa ciclicità scandita proprio dal ciclo di halving: euforia, ridimensionamento e infine panico. Osservando i crolli del 2013 e del 2017 si notano degli interessanti parallelismi come ad esempio il fallimento di realtà fino a poco prima considerate leader indiscusse del settore. Successivamente segue un periodo di lateralità pluriennale in cui cala l’interesse per le crypto. Molte altcoin finiscono nel dimenticatoio e sui social si legge sempre meno la frase “to the moon”.
A questo punto l’enorme interrogativo: “Bitcoin tornerà a rompere i propri massimi?

Se la storia dovesse ripetersi la risposta è affermativa. Il ciclo ricomincia con una rottura dei massimi del prezzo di BTC e con la nascita di molte altre altcoin. Ciò è dipeso storicamente da una pluralità di fattori, dall’euforia degli investitori per l’halving al processo deflazionistico dell’halving stesso, fino alla crescita dei mercati tradizionali.

Non è quindi esclusivamente il ciclo da halving che fa crescere il prezzo di BTC ma tutto il contesto che si crea attorno a questo evento. Principalmente è merito dell’aumento della domanda di BTC a fronte di una stabilizzazione dell’offerta.

Infine, i mercati tradizionali, che piaccia o meno, hanno empiricamente dimostrato di essere una variabile fondamentale per Bitcoin. Un investitore interessato a comprare i “minimi” potrebbe quindi avvalersi anche delle informazioni provenienti dalla finanza tradizionale per individuare possibili zone di profondità su BTC.

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