Controlli del Fisco sui prelievi al bancomat, attenzione alla nuova soglia

Patrizia Del Pidio

2 Aprile 2026 - 16:52

Aumentano i controlli sui prelievi agli sportelli bancomat e si parla di nuovi limiti per non far scattare la segnalazione all’Uif. Ecco a cosa prestare attenzione.

Controlli del Fisco sui prelievi al bancomat, attenzione alla nuova soglia

In arrivo controlli sui prelievi agli sportelli bancomat da parte dei cittadini. Per contrastare l’evasione fiscale e il riciclaggio la segnalazione all’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia scatta anche sui mini prelievi al bancomat da parte dello stesso cittadino.

Non si parla solo del superamento della soglia minima fissata per l’utilizzo del contante (che per il 2026 è di 5.000 euro), ma di nuove regole che potrebbero arrivare a breve grazie a un rafforzamento del sistema di monitoraggio che già esiste.

Controlli sui prelievi al bancomat

Non è stato ancora chiarito quando potrebbe scattare la segnalazione per i prelievi sospetti al bancomat, ma diverse indiscrezioni hanno lasciato trapelare la soglia di 1.000 euro come cifra limite per far partire i controlli. Non è un divieto, ma un alert informatico.

E non è importante se si tratti di prelievi piccoli o di cifre molto elevate, i mille euro di limite non devono essere prelevati in una sola volta. Prelevare 200 € al giorno per sei giorni consecutivi viene visto dal sistema come un modo per cercare di aggirare i radar.

Piccoli prelievi in un tempo molto breve, infatti, possono essere più sospetti di uno di importo più elevato. Così come sono molto più sospetti i prelievi in orario notturno.

Cosa succede con i controlli?

Quando una serie di prelievi al bancomat è segnalata come sospetta, il cittadino non viene avvisato che ci sono controlli in corso sul proprio conto.

In realtà non è detto che con la segnalazione partano davvero controlli più approfonditi. Come per i prelievi sul conto corrente, per i quali la somma limite mensile da non superare è di 10.000 euro, la segnalazione all’Uif non significa in automatico che si sarà soggetti a controlli fiscali.

Per i prelievi bancomat molto dipenderà dal primo screening. Se i prelievi effettuati non sono coerenti con l’ultima dichiarazione dei redditi presentata, molto probabilmente il controllo approfondito sarà effettuato. Ma lo stesso si verifica anche qualora sul conto vengono versate somme non bene identificate.

Quanti soldi posso prelevare al bancomat in un giorno senza destare sospetti? Questa è la domanda che molto frequentemente si pone chi preleva spesso contanti dal bancomat. Non esiste un limite oltre il quale scatta il sospetto, e questo va chiarito, perché tutto dipende dalle somme che si hanno a disposizione e dai limiti previsti dalla banca (o impostati dall’utente) per i prelievi con il bancomat.

Cos’è la soglia legale di prelievo?

Anche se ufficialmente non esiste un limite ai prelievi che si possono effettuare al bancomat, diverse indiscrezioni indicano a 1.000 euro la soglia limite che potrebbe scatenare i sospetti delle autorità, anche se il vero campanello di allarme non va ricercato nella cifra, bensì nella frequenza con cui si preleva.

Va sottolineato che gli algoritmi del Fisco si occupano di coerenza e quando i prelievi effettuati non sono coerenti con il reddito dichiarato può scattare un accertamento fiscale. È ovvio, poi, che se si ha uno stipendio di 1.500 euro ma si prelevano al bancomat, tutti i mesi, somme superiori il Fisco qualche domanda se la pone.

Per non avere problemi con il Fisco il consiglio è sempre quello di conservare la documentazione che giustifica entrate rilevanti e di mantenere uno stile di vita che non vada in conflitto con il reddito dichiarato. Evitare le operazioni frammentate che non hanno giustificazione, poi, metterebbe al riparo anche da eventuali sospetti che porterebbero ad approfondimenti.

Controlli anche per chi non preleva mai

Se la preoccupazione di chi preleva al bancomat è quella di non destare i sospetti del Fisco con prelievi troppo alti o troppo frequenti, va chiarito che anche non prelevare mai al bancomat e non accreditare spese sul conto corrente è sospetto. Se il cittadino accredita il proprio stipendio sul conto corrente (come previsto dalla legge) ma non paga mai con il bancomat e non preleva (e quindi non usa i soldi dello stipendio neanche in contanti) il Fisco potrebbe chiedersi dove vengono reperiti i soldi per vivere.

In questo caso potrebbe sorgere il sospetto che si svolga lavoro in nero. Se un cittadino non preleva perché vive con il partner che sostiene tutte le spese, deve essere in grado di dimostrarlo. In caso di accertamento, il Fisco incrocia i codici fiscali dei componenti del nucleo familiare per vedere se la spesa globale della famiglia è coerente.

Chi risparmia il 90% dello stipendio deve poter dimostrare come paga l’affitto, le bollette e la spesa. Se queste risultano pagate da terzi o con metodi non tracciabili, scatta la presunzione di lavoro nero o redditi non dichiarati.

Il segreto per non avere problemi con il Fisco resta sempre avere uno stile di vita coerente con i propri redditi: in questo caso, infatti, anche se l’autorità fiscale dovesse approfondire i controlli non troverebbe nulla di anomalo in prelievi, spese che si effettuano e redditi a disposizione (perché coiciderebbe tutto con i redditi dichiarati).

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