Un morso al mercato degli smartphone, un altro alla Mela di Apple. Huawei è risorta dalle ceneri della guerra dei dazi in cui era precipitata, e adesso sogna in grande. L’azienda cinese con sede a Shenzhen ha ricevuto più di 2,7 milioni di preordini per il suo ultimo gioiellino tri-fold, e cioè un telefono cellulare che può essere piegato in tre parti.
Si chiama Mate XT, e gli ordini per prenotarlo sono iniziati a mezzogiorno dello scorso sabato, due giorni prima del lancio dell’attesissimo iPhone 16 del colosso di Cupertino. L’uscita ufficiale del prodotto made in China, del quale ancora non conosciamo il prezzo, è prevista – al momento solo in Cina - per il prossimo 20 settembre, ma il suo successo mediatico ha già impressionato gli addetti del settore.
Huawei, che vende già telefoni pieghevoli e flip (Apple deve ancora espandersi in queste categorie) si è classificata in patria al quarto posto per quota di mercato, con 10,6 milioni di telefoni spediti. La rivale statunitense, invece, nel secondo trimestre è uscita dalla lista dei primi cinque venditori di smartphone d’oltre Muraglia. Per la prima volta, tutti e cinque i primi posti della classifica sono occupati da player cinesi, con Huawei che – per nome e brand – intende recuperare il terreno perduto.
Huawei continua a stupire
Nel 2020 Huawei Technologies stava barcollando sotto i colpi delle sanzioni statunitensi, le stesse che avevano sostanzialmente tagliato fuori l’azienda dalle forniture di chip chiave per sviluppare i suoi dispositivi. L’anno scorso, tuttavia, il colosso di Shenzhen ha sbalordito Washington lanciando sul mercato cinese un nuovo smartphone dotato di un semiconduttore avanzato. Adesso è pronto il bis.
Richard Yu Chengdong, presidente del gruppo commerciale consumer di Huawei, ha affermato in un repost sul social Weibo che il «prodotto più all’avanguardia, innovativo e dirompente» di Huawei sta arrivando. Nei prossimi giorni, proprio a Shenzhen, avverrà inoltre il lancio autunnale di un altro jolly di Huawei, guidato – ha scritto il South China Morning Post - dalla sua segreta unità di progettazione di chip, HiSilicon.
Alcuni analisti del settore statunitense prevedono che il gruppo presenterà un rivoluzionario semiconduttore con intelligenza artificiale, che potrebbe essere in grado di competere con i chip di fascia alta che i giganti della tecnologia americani come Nvidia. Lo stesso, presumibilmente, che renderà il citato Mate XT un agguerrito concorrente di iPhone 16.
Huawei Technologies, costretta a cedere la sua tradizionale filiale server tre anni fa a causa della pressione delle sanzioni Usa, ha adesso riacquistato influenza in quello stesso settore nella Cina continentale grazie alla popolarità dei suoi chip di intelligenza artificiale. Le azioni di Digital China Group, uno dei principali attori del mercato cinese dei server, sono scese lunedì del 10% alla Borsa di Shenzhen e hanno continuato a registrare una performance debole fino a mercoledì, in seguito a un rapporto secondo cui Huawei potrebbe modificare il suo modello di business e tornare ad assemblare server anziché limitarsi a fornire componenti chiave.
I piani di Huawei
Lavori in corso, dunque, in casa Huawei. Dove non si sta pensando soltanto a sfornare nuovi telefoni ma anche a ragionare su come rendere efficienti i settori più strategici della Cina. A luglio, per esempio, l’azienda ha completato la costruzione del suo centro di ricerca e sviluppo (R&S) dal valore di 10 miliardi di yuan (1,4 miliardi di dollari) a Shanghai.
Situato a Jinze, una cittadina nel distretto Qingpu, Huawei ha dato al suo nuovo campus il nome di Lianqiu Lake R&D Centre. Il centro comprende otto blocchi e 104 edifici, che costituiscono un complesso di laboratori, uffici e aree ricreative, collegati tramite un sistema ferroviario interno. Mentre alcuni progetti di costruzione di ponti e di rinverdimento sono ancora in fase di ultimazione, lo sviluppo della segnaletica, delle strade distrettuali e del servizio ferroviario per il campus del lago Lianqiu è stato completato.
A cosa serve una struttura del genere? Circa 30.000 addetti alla ricerca e sviluppo si trasferiranno nel nuovo campus per lavorare su dossier scottanti quali semiconduttori, reti wireless e Internet delle cose. Altro che sanzioni, Huawei è ancora viva e vegeta. E promette di recuperare il tempo perso con gli interessi.