Huawei ha mostrato i suoi Data Center 3D che sovrappongono verticalmente sistemi di raffreddamento, IT, alimentazione e backup. Ecco tutti i dettagli.
Una delle novità più interessanti del 2026 nel campo dell’intelligenza artificiale potrebbe essere il nuovo Data Center 3D di Huawei, costruito su quattro livelli per ottimizzare i consumi e per ridurre drasticamente i costi di sostentamento di questa tecnologia. Come spiegato dal colosso tech cinese, l’architettura è stata progettata per infrastrutture sempre più dense, con cluster di supernodi contenenti oltre 100.000 schede.
È un approccio, quello voluto dall’azienda, che si inserisce nel più ampio contesto nel quale l’hardware per l’AI spinge i data center convenzionali verso densità di potenze molto più elevate. Come affermato dal vicepresidente senior di Huawei Ren Shulu, la potenza dei rack dei server è aumentata da pochi kilowatt a 100W e 200W, e la previsione è che questo dato continuerà a crescere.
Il progetto Huawei per i Data Center
Questa nuova configurazione fisica tridimensionale è solo una parte della maxi proposta di Huawei per i Data Center. L’azienda li vuole trattare sempre più come un prodotto prefabbricato, piuttosto che un progetto di costruzione classico. A detta dell’azienda, oltre il 90% dei sistemi meccanici ed elettrici può essere prefabbricato, riducendo così i tempi di consegna di circa 6 mesi.
La nuova struttura di Wuhu, per esempio, ha richiesto circa 9 mesi per il completamento, rispetto ai 18-24 mesi che di norma servono per le costruzioni tradizionali. Entrando più nel dettaglio, i cosiddetti Data Center 3D prevedono la separazione di diversi domini infrastrutturali, così da isolare i guasti e consentire la sostituzione di hardware senza dover ricostruire tutto.
Oltre a questo primo Data Center pilota, Huawei ha già pubblicato una libreria contenente diversi concept che comprendono architettura, strutture, impianti di climatizzazione, sistemi idrici e infrastrutture elettriche. L’aspetto più interessante dunque è la volontà del brand di rendere la costruzione di queste strutture più simile a una piattaforma hardware ripetibile. Bisogna ora ovviamente attendere le implementazioni reali, per capire se il progetto è realmente una svolta per l’AI o meno.
Quali saranno i prossimi step
Per i vari operatori di data center e per i team che si occupano di infrastrutture aziendali, l’annuncio di Huawei segna un cambiamento importante nel modo in cui potrebbe essere necessario pianificare le capacità di intelligenza artificiale. Più che capire quanti acceleratori può ospitare una struttura, bisogna confermare con quanta facilità l’intera costruzione potrà adattarsi ai requisiti di calcolo.
Il progetto Wuhu di Huawei sarà un test importante per questo nuovo tipo di approccio. Bisognerà prendere nota di costi operativi, consumi energetici, tempi di implementazione, requisiti di manutenzione e la frequenza con cui saranno necessari cambiamenti infrastrutturali man mano che l’hardware si evolve.