Contestare una multa è possibile solo se non è stato effettuato il pagamento della stessa. Infatti al ricevimento della sanzione il conducente deve scegliere se pagare oppure presentare un ricorso per chiederne la riduzione o l’annullamento. Dunque dopo il pagamento con sconto si esaurisce la possibilità di contestare la multa sia davanti al giudice di pace che innanzi al prefetto.

Questa norma è espressamente prevista dal Codice della strada e la sua logica è piuttosto semplice: scoraggiare gli automobilisti a promuovere i ricorsi scegliendo invece il pagamento scontato del 30% entro 5 giorni.

Tuttavia esiste un caso in cui è possibile contestare la multa dopo il pagamento: quando proprietario del mezzo e conducente non sono la stessa persona e il primo ha pagato la sanzione senza l’accordo del secondo. Di seguito maggiori dettagli.

Contestare una multa dopo averla pagata: cosa dice il Codice della strada

Non si può fare ricorso contro una multa stradale dopo averla pagata. Per questa ragione prima di procedere al pagamento è bene riflettere attentamente se conviene pagare entro 5 giorni con lo sconto del 30% oppure avanzare il ricorso.

Questa regola è contenuta all’articolo 203 del Codice della strada che recita testualmente:

“1. Il trasgressore o gli altri soggetti indicati nell’art. 196, nel termine di giorni sessanta dalla contestazione o dalla notificazione, qualora non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta nei casi in cui è consentito, possono proporre ricorso al prefetto del luogo della commessa violazione, da presentarsi all’ufficio o comando cui appartiene l’organo accertatore ovvero da inviarsi agli stessi con raccomandata con ricevuta di ritorno. Con il ricorso possono essere presentati i documenti ritenuti idonei e può essere richiesta l’audizione personale.”

Sulla questione si è espressa più volte anche la Corte di cassazione (precisamente nelle sentenze n.13727/2010, sent. n.12899/2010) confermando l’esclusione del ricorso dopo il pagamento in misura ridotta. Ciò perché secondo i giudici chi paga la multa riconosce l’infrazione commessa e la responsabilità che da essa deriva, e quindi perde interesse a promuovere la contestazione.

Multa pagata con sconto: quando è ammesso il ricorso

Quanto detto trova un’eccezione nel caso in cui i soggetti obbligati a pagare la sanzione siano più di uno, nello specifico quando proprietario e conducente del veicolo non coincidono.

Su questa ipotesi si è espressa la Corte costituzionale (sentenza n. 471 del 2015) stabilendo che se il proprietario dell’auto o della moto paga la multa entro 5 giorni il conducente può in ogni caso contestare la sanzione e fare ricorso contro il verbale. Ciò perché altrimenti verrebbe violato il diritto di difesa.

Infatti il conducente potrebbe comunque subire la decurtazione dei punti della patente e la richiesta di restituzione della somma sborsata da parte del proprietario del veicolo.

La Corte non si è espressa, invece, sul caso contrario, ovvero quello in cui la sanzione sia pagata dal conducente e non dal proprietario, tuttavia larga parte della giurisprudenza ritiene che tale principio sia valido anche in questa ipotesi.