Congedo di paternità 2022, quanti giorni spettano? Istruzioni INPS e novità

Rosaria Imparato

17/02/2022

17/02/2022 - 15:51

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Quanti giorni spettano per il congedo di paternità 2022? Vediamo le istruzioni INPS e le novità.

Congedo di paternità 2022, quanti giorni spettano? Istruzioni INPS e novità

Congedo di paternità 2022: quanti giorni spettano? E come si richiedono i giorni di astensione obbligatoria pagati al 100%?

Tra le novità di quest’anno c’è il fatto che la legge di Bilancio 2022 ha reso strutturali i giorni spettanti, anche se non è aumentata la durata. I giorni di congedo rimangono quindi 10, più uno facoltativo.

Rispetto al 2021 non ci sono grandi cambiamenti da segnalare: non sono stati fatti passi in avanti rispetto al congedo obbligatorio di paternità. Ci sono state proposte di legge e mobilitazioni, tuttavia anche nel 2022 i giorni di astensione obbligatoria retribuiti al 100% sono solo 10.

Questi 10 giorni però sono stati resi strutturali, come sottolinea la circolare n. 1 che l’INPS ha pubblicato il 3 gennaio 2022. Per le indicazioni relative alla presentazione dell’istanza si può fare riferimento alla circolare INPS n. 42 dell’11 marzo 2021.

Vediamo le istruzioni per fare domanda per il congedo di paternità, cosa succede in caso di morte del figlio e le ultime novità.

Congedo di paternità 2022: l’Italia si accontenta dello standard minimo europeo

A obbligare l’Italia a cambiare le proprie leggi in merito al congedo parentale è stata la direttiva europea del 4 aprile 2019, che ha fissato in 10 giorni il periodo minimo di astensione dal lavoro per i padri. Il primo passa l’Italia l’ha fatto con la Legge di Bilancio 2020, che ha aumentato i giorni di congedo da 5 a 7.

A far salire i giorni di congedo parentale da 7 a 10 è stata la Legge di Bilancio 2021, proprio per adeguarsi a quello che è lo standard minimo europeo. Chi si aspettava un altro piccolo passo in avanti con la Legge di Bilancio 2022 è rimasto deluso, perché anche quest’anno i giorni retribuiti di astensione obbligatoria rimangono 10. L’unica novità è che questi 10 giorni (più 1 facoltativo, che si può richiedere se la mamma rinuncia a un giorno di congedo di maternità) sono stati resi strutturali. Lo specifica la circolare n. 1 del 3 gennaio 2022, che lasciamo di seguito in allegato.

Circolare INPS n. 1 del 3 gennaio 2022
Legge 30 dicembre 2021, n. 234 (legge di Bilancio 2022). Riordino della normativa ordinaria in materia di ammortizzatori sociali. Estensione della tutela della maternità e della paternità per le lavoratrici e per i lavoratori autonomi. Stabilizzazione del congedo obbligatorio e facoltativo di paternità per i lavoratori dipendenti

Congedo di paternità 2022, 10 giorni spettanti: le novità

Le istruzioni operative sono arrivate l’11 marzo 2021, con la circolare INPS n. 42.

Circolare INPS n. 42 dell’11 marzo 2021
Proroga e ampliamento del congedo obbligatorio per i padri lavoratori dipendenti e proroga del congedo facoltativo di cui all’articolo 4, comma 24, lettera a), della legge 28 giugno 2012, n. 92, per le nascite e le adozioni/affidamenti avvenuti nell’anno 2021. Ampliamento della tutela anche in caso di morte perinatale del figlio

Due le principali novità previste a livello europeo, e che finalmente sono state assorbite anche dall’ordinamento italiano:

  • almeno 10 giorni lavorativi di congedo parentale per il padre o il secondo genitore equivalente, se riconosciuto dalla legislazione nazionale, nei giorni vicini alla nascita o al parto del feto morto;
  • il congedo deve essere retribuito a un livello non inferiore all’indennità di malattia.

A questi 10 giorni può esserne aggiunto un altro, facoltativo, che è possibile richiedere solo se la madre del figlio rinuncia a un giorno di congedo di maternità. Il numero totale di giorni attualmente fruibili dai neo papà sale quindi a 11 giorni.

Per godere del proprio diritto di congedo parentale i neo papà avranno tempo fino al 5° mese dalla nascita, dall’adozione o dall’affidamento del figlio.

A poter usufruire del congedo di paternità sono i padri lavoratori dipendenti, che hanno diritto a un’indennità giornaliera a carico dell’INPS pari al 100% della retribuzione.

Congedo di paternità in caso di morte del figlio

I 10 giorni di congedo di paternità spettano anche in caso di morte perinatale del figlio. La citata circolare n. 42 dell’INPS spiega che sulla base delle rilevazioni effettuate dall’Istituto Superiore della Sanità, nell’ambito del progetto di Sorveglianza ostetrica italiana (SPItOSS) e alla luce delle definizioni utilizzate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, per “periodo di morte perinatale” generalmente si considera il periodo compreso tra l’inizio della 28° settimana di gravidanza e i primi sette giorni di vita del minore.

Tuttavia, sentito il parere del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, coerentemente con la durata del beneficio, l’INPS ritiene che la tutela debba essere garantita in caso di morte perinatale avvenuta nei primi dieci giorni di vita del minore.

Il congedo può essere fruito, sempre entro i cinque mesi successivi alla nascita del figlio, anche nel caso di:

  • figlio nato morto dal primo giorno della 28° settimana di gestazione (il periodo di cinque mesi entro cui fruire dei giorni di congedo decorre dalla nascita del figlio che in queste situazioni coincide anche con la data di decesso);
  • decesso del figlio nei dieci giorni di vita dello stesso (compreso il giorno della nascita).

Il periodo di cinque mesi entro cui fruire dei giorni di congedo decorre comunque dalla nascita del figlio e non dalla data di decesso.

Sono quindi esclusi dalla tutela restano i padri i cui figli (nati, adottati o affidati) siano deceduti successivamente al decimo giorno di vita (il giorno della nascita è compreso nel computo).

Istruzioni INPS per fare domanda per il congedo di paternità 2022

Le modalità per fare domanda per il congedo di paternità non sono cambiate nel 2021, e probabilmente non cambieranno nemmeno nel 2022. In attesa di una conferma da parte dell’INPS, riproponiamo le istruzioni del suddetto messaggio dell’Istituto, che riepiloga le istruzioni da seguire per fare domanda.

Il congedo obbligatorio di paternità dovrà essere richiesto presentando domanda al proprio datore di lavoro, o all’INPS in specifici casi. In particolare, la domanda va fatta:

  • all’INPS se l’indennità è erogata direttamente dall’Istituto;
  • al datore di lavoro se le indennità vengono da lui anticipate. Sarà poi il datore di lavoro a comunicare all’INPS le giornate di congedo fruite attraverso il flusso Uniemens.

Il padre lavoratore dipendente deve comunicare al proprio datore di lavoro le date in cui intende usufruire del congedo con almeno 15 giorni di anticipo. Se richiesto in concomitanza della nascita, il preavviso si calcola sulla data presunta del parto.

Nei casi di pagamento a conguaglio, per poter usufruire dei giorni di congedo il padre deve comunicare in forma scritta al datore di lavoro le date di fruizione.

Nei casi di pagamento diretto da parte di INPS, la domanda si presenta online attraverso il servizio dedicato.

In alternativa, si può fare la domanda:

  • chiamando gratuitamente il Contact Center al numero 803 164 da rete fissa, o il 06 164 164 da rete mobile;
  • tramite i servizi telematici offerti dai patronati e intermediari dell’INPS.

    Tutte le istruzioni si trovano nella circolare n. 40/2013.

Italia fanalino di coda dell’Europa per il congedo di paternità

Nonostante l’aumento dei giorni del congedo di paternità da 5 a 7 nel 2020, a 10 giorni nel 2021 e nel 2022, l’Italia si trova comunque ampiamente sotto la media europea.

Secondo i dati del Parlamento Europeo del 2017, l’Italia è tra i Paesi che in Europa offre ai neo-papà uno dei congedi parentali più brevi.

In Portogallo, ad esempio, i genitori possono prendere 120 giorni consecutivi, (con retribuzione al 100%) o 150 giorni (con l’80% di stipendio): non c’è differenza quindi tra mamma e papà. Anche in Svezia non viene fatta alcuna differenza tra i genitori: entrambi hanno diritto a 12 mesi di congedo da condividere con il partner, di cui 2 obbligatori. In Norvegia i neo-papà usufruiscono di 46 settimane pagate al 100% o 56 settimane all’80%, 12 delle quali sono obbligatorie.

In Spagna i genitori hanno entrambi diritto a 16 settimane, retribuite al 100%. I papà sloveni hanno diritto a cinque settimane di congedo parentale.

Anche in Francia i neo-papà se la passano meglio: da luglio 2021 il periodo di paternità concesso è passato da 14 a 28 giorni, di cui almeno una settimana obbligatoria.

Peggio dell’Italia ci sono solo Austria, Croazia, Lussemburgo e Slovacchia, che non prevedono nessun congedo parentale per il padre.

La paternità, dunque, è ancora un diritto lontano in Italia. Ci si chiede quanto siano le consuetudini a influenzare le leggi e quanto il contrario, oltre domandarsi quanto tempo ci vuole ancora per vedere riconosciuta una parvenza di equità non solo sul lavoro ma anche nei diritti e doveri genitoriali.

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