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Comunità energetiche rinnovabili: produzione di energia e risparmi concreti

5 Dicembre 2022 - 11:00

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Le comunità energetiche rinnovabili proposte da Cleanwatts consentono produzione e risparmi di energia tangibili: gli esempi di Comunità Collinare del Friuli e di Magliano Alpi

Comunità energetiche rinnovabili: produzione di energia e risparmi concreti

Le comunità energetiche rinnovabili (CER) sono la soluzione per produrre energia da destinare all’utilizzo dei cittadini realizzando risparmi concreti: sono associazioni tra soggetti pubblici e/o privati che producono e condividono energia pulita e prodotta a chilometro zero.

Le comunità energetiche rinnovabili, quindi, sono la soluzione per implementare una rete energetica decentralizzata più efficiente e resiliente. Tant’è che secondo uno studio del Politecnico di Milano entro cinque anni le comunità energetiche rinnovabili in Italia saranno circa 40.000 e coinvolgeranno circa 1,2 milioni di famiglie, 200.000 uffici e 10.000 Pmi.

Le Comunità energetiche rinnovabili garantiscono ai soggetti che ne fanno parte numerosi benefici economici, ambientali e sociali. Alla riduzione delle emissioni di CO2 e degli sprechi di energia, si aggiunge un risparmio in bolletta che può arrivare al 60% per ogni membro della comunità.

E in ambito sociale le Comunità energetiche rinnovabili favoriscono lo sviluppo dell’indotto locale, la creazione nuova occupazione, il rafforzamento della collettività e contrastano la povertà energetica, dando ai membri una fornitura di energia a condizioni più convenienti di qualsiasi alternativa disponibile sul mercato libero.

Promotrice delle Comunità energetiche rinnovabili è Cleanwatts, società che si occupa di tecnologie per il clima, nata in Portogallo, a Coimbra, ma presente in molti paesi fra cui l’Italia, con una filiale aperta all’inizio di quest’anno per affiancare gli operatori italiani del settore energetico nella creazione delle Comunità energetiche rinnovabili.

Cleanwatts, che è in un momento di forte espansione (nel 2021 ha registrato un aumento dei ricavi del 65% e per la fine del 2022 crescerà del 200%) ha fornito la propria tecnologia per creare le Comunità energetiche rinnovabili della Comunità Collinare del Friuli e di Magliano Alpi (Cuneo).

Comunità energetiche rinnovabili: l’esempio della Comunità Collinare del Friuli

Fra i precursori in Italia delle comunità energetiche rinnovabili c’è infatti la Comunità Collinare del Friuli con il progetto RECOCER (Regia Coordinata dei processi di costituzione di Comunità Energetiche Rinnovabili sul territorio) che ha preso avvio alla fine del 2019.

Dopo aver aderito al “Manifesto delle Comunità Energetiche” la Comunità Collinare del Friuli ha incaricato l’Energy Center del Politecnico di Torino di studiare le prospettive per le energie rinnovabili sul territorio dei 15 comuni della Comunità, con una popolazione complessiva di 50.000 abitanti.
Il progetto RECOCER è così nato per generare un miglioramento per l’ambiente e il territorio e ampliare il rapporto della Comunità Collinare con la cittadinanza.

Come è stata creata la CER della Comunità Collinare del Friuli

Successivamente all’analisi preliminare delle prospettive sul territorio è stato intavolato un processo di sensibilizzazione delle istituzioni e della popolazione, seguito da un’analisi catastale degli edifici di proprietà dei comuni sui quali sono stati identificati quelli con le caratteristiche di potenza installabile, autoconsumo e autorizzazioni consoni alle esigenze dell’ente e a quelle del corretto funzionamento e successivo bilanciamento delle comunità energetiche rinnovabili.

Una volta identificati gli edifici si è proceduto con le progettazioni e le gare di appalto per l’installazione degli impianti. Nel mentre è stata portata avanti l’informazione dei cittadini e la schedulazione delle persone interessate ad aderire al progetto, utilizzando gli impianti costruiti sugli edifici comunali come traino e incentivo alla cittadinanza per aderire alle comunità energetiche di riferimento con i propri impianti o anche solamente con il loro POD.

Di pari passo con la partecipazione al progetto è stata effettuata un’analisi di bilanciamento dei carichi (produzione e domanda) in modo da massimizzare il consumo dell’energia condivisa e sviluppando un modello di dimensionamento dinamico ed è stata avviata la progettazione e la realizzazione di 35 impianti su altrettanti edifici comunali.

I benefici della CER della Comunità Collinare del Friuli

Al termine dei lavori la potenza totale installata nella CER è di circa 2 MWp. Abbinando a questa potenza totale anche le caratteristiche della zona di installazione (il Nord-Est), e quindi una resa media annua pari a 1.150 KWh/anno, si stimano 2.300.000 KWh/anno totali.

Considerando il consumo medio residenziale in fascia F1 pari a 726 KWh annui, gli impianti sono ora in grado di abbattere i consumi in fascia F1 a 3.168 famiglie. Si tratta, quindi, di un grosso aiuto per le amministrazioni locali in termini di costo in bolletta grazie proprio all’energia auto-consumata.

La disponibilità di energia pulita, il risparmio e il pieno controllo della propria produzione, specie in un momento di estrema volatilità del mercato dell’energia, sono i grandi benefici del progetto RECOCER.

Va detto che l’ostacolo che la Comunità Collinare del Friuli ha dovuto affrontare è quello dell’incertezza e della poca diffusione delle conoscenze sulle Comunità energetiche rinnovabili.

Ma il successo più grande che la Comunità può oggi vantare è proprio quello di avere avuto una visione del futuro dell’energia, oltre a essere stata in grado di coinvolgere, informare ed attrarre l’interesse di tutte e 15 le municipalità che formano l’ente.

La Comunità Collinare del Friuli ora ha un metodo di rinnovamento tecnologico in materia ambientale che è in grado di portare il territorio ad avere un ruolo nella transizione energetica, contribuendo alla generazione di competenze e posti di lavoro, di energia pulita, di incentivazione al turismo verde con una struttura di colonnine di ricarica elettrica collegata alle Comunità energetiche rinnovabili.

Comunità energetiche rinnovabili: il ruolo della tecnologia Cleanwatts

Come dicevamo, un ruolo primario in questo grande percorso di transizione energetica, di trasformazione della rete e di benefici per la cittadinanza e le imprese lo ha la tecnologia di Cleanwatts.

L’evoluzione nella piattaforma di Cleanwatts, infatti, abilita le Comunità energetiche rinnovabili a offrire servizi agli operatori di rete, con una grande attenzione alla flessibilità, creando benefici simultanei sia per i gestori della rete che i membri della comunità e distribuendo il valore di tale servizio tra questi ultimi.

Lo sviluppo e l’utilizzo da parte dei gestori delle CER di software o piattaforme come quella di CleanWatts, in grado di analizzare l’andamento degli scambi di energia, diventa un tassello di fondamentale importanza nell’ottica di ottimizzazione e mantenimento delle comunità energetiche rinnovabili.

Questi software, infatti, generano un miglioramento in termini di efficienza dell’energia condivisa e possono permettere anche integrazioni con i sempre più diffusi sistemi di ricarica elettrica e consentire appunto la ricarica di mezzi elettrici con energia fornita da impianti a fonte rinnovabile.

Comunità energetiche rinnovabili: il caso di Magliano Alpi

Anche il caso di Magliano Alpi, comune in provincia di Cuneo, è interessante per comprendere le potenzialità delle Comunità energetiche rinnovabili e il ruolo della tecnologia di Cleanwatts.

A Magliano Alpi nel 2020 si sono verificate simultaneamente cinque condizioni abilitanti che hanno favorito la creazione di una comunità energetica rinnovabile: un sindaco con una visione e un mandato forte, un segretario comunale proattivo, che ha contribuito a tradurre le costituzione della CER in un procedimento amministrativo conforme alla normativa, il supporto tecnico-scientifico dell’Energy Center del Politecnico di Torino, la disponibilità di un impianto appena realizzato da inserire nella CER, l’esistenza di una filiera di progettisti e installatori locali disposti a investire in innovazione.

Le Comunità energetiche rinnovabili hanno così iniziato la loro vita nel cuneese a dicembre del 2020. A Magliano Alpi oggi sono installati centinaia di KW (fra impianti pubblici e privati), ma l’attenzione è sulla CER di cabina primaria, che punta a una potenza installata di 3 MW.

Il benefici portati dalle Comunità energetiche rinnovabili, sia a livello generale che individuale, sono molteplici: incentivi sull’energia prodotta e auto-consumata dai soci, stabilizzazione del costo dell’energia, economie di scala sull’acquisito degli impianti di produzione rinnovabile, commesse e posti di lavoro per progettisti, installatori e manutentori locali, compartecipazione ai ricavi da fornitura di servizi accessori di rete e trading di energia.

Significativi anche i vantaggi economici derivanti dagli strumenti finanziari innovativi legati alla riduzione delle emissioni CO2 monitorata dalle Comunità energetiche rinnovabili e la facilità di accesso al credito e tassi di interesse vantaggiosi grazie alla conformità alla tassonomia europea, ottenibile proprio grazie alle Comunità energetiche rinnovabili.

Va aggiunta anche la partecipazione a progetti che beneficeranno dei fondi PNRR Misura M2-M2C2-I 1.2: a partire da gennaio 2023 saranno disponibili 2,2 miliardi di euro per le Comunità energetiche rinnovabili costituite nei Comuni con meno di 5.000 abitanti.

Raggiungere una maggior sicurezza energetica è l’obiettivo di Magliano Alpi per l’esercizio 2023/2024, in risposta all’aumento dei prezzi dell’energia.

E dato che il Presidente del Comitato Scientifico della CER di Magliano Alpi ha affermato che “Cleanwatts si è dimostrato partner competente, affidabile e disponibile all’ascolto”, il contributo della climate tech portoghese al raggiungimento dell’obiettivo sarà determinante.

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