Biglietti aerei sempre più cari. Perché le compagnie stanno aumentando i prezzi (e perché potrebbero salire ancora).
Il prezzo dei biglietti aerei sta entrando in una nuova fase di aumento strutturale. E non per le solite oscillazioni stagionali o in base agli algoritmi di prenotazione: il rincaro che si registra negli ultimi giorni nel settore del trasporto aereo ha radici molto più profonde e rischia di diventare permanente.
Le prime mosse sono già state annunciate da diverse compagnie europee. Il gruppo Lufthansa è stato il primo ad introdurre un supplemento sui biglietti che può arrivare fino a 72 euro per passeggero, a seconda della distanza e della classe di viaggio. Questo sovrapprezzo riguarda tutti i voli in partenza dall’Unione Europea, dal Regno Unito, dalla Norvegia e dalla Svizzera.
Il problema è che quando una grande compagnia decide di aumentare le tariffe per motivi strutturali, raramente resta sola. Infatti anche i grandi gruppi europei Air France-KLM e International Airlines Group, che controlla compagnie come British Airways e Iberia, si stanno preparando ad aumentare i prezzi dei biglietti.
I voli economici come li abbiamo conosciuti negli ultimi vent’anni erano già diventati utopia dopo la pandemia e lo scoppio della guerra in Ucraina. Ora, con il conflitto in Iran, i rincari potrebbero essere più alti e, in fine, permanenti.
I prezzi degli biglietti aerei stanno aumentando. Ancora
Dietro l’aumento dei biglietti c’è la solita variabile che domina da sempre l’economia dell’aviazione: il carburante. Il cherosene rappresenta una delle principali voci di costo per le compagnie aeree e, comprensibilmente, incide in maniera decisiva sul prezzo finale del biglietto.
I prezzi energetici hanno registrato oscillazioni a dir poco violente negli ultimi anni. In alcuni aeroporti europei il costo del carburante per aerei è arrivato addirittura a superare del 50% quello di altri scali.
Quando il prezzo del petrolio aumenta, le compagnie hanno due strumenti per difendersi. Il primo è il cosiddetto fuel hedging, cioè la copertura finanziaria che consente di bloccare in anticipo il prezzo del carburante per i mesi o gli anni successivi. Il secondo è molto più semplice: trasferire il costo sui passeggeri. È qui che entra in gioco il famigerato supplemento carburante, una voce spesso poco visibile nel prezzo finale del biglietto ma che può rappresentare una parte rilevante del costo complessivo del viaggio.
Ma c’è anche un fattore ambientale che in pochi conoscono
A complicare ulteriormente la situazione troviamo la trasformazione energetica dell’aviazione europea. Dal 2025 le compagnie sono obbligate a utilizzare una quota minima di carburante sostenibile per l’aviazione, il cosiddetto SAF (Sustainable Aviation Fuel). La normativa europea prevede una crescita progressiva della quota obbligatoria: 2% nel 2025, 6% nel 2030 e fino al 70% entro il 2050. Il problema è che questo carburante, almeno per ora, costa circa tre volte il cherosene tradizionale.
Tradotto in termini economici significa una cosa sola: miliardi di euro di costi aggiuntivi per le compagnie aeree nei prossimi anni. E quei costi finiranno inevitabilmente nei biglietti che i viaggiatori comprano.
Perché i prezzi dei biglietti aerei potrebbero salire ancora
Il rischio maggiore per i viaggiatori è che gli aumenti visti finora siano solo l’inizio. Il settore dell’aviazione è e continua ad essere, infatti, esposto una serie di fattori che potrebbero spingere ancora più in alto le tariffe.
A partire dalla geopolitica, con le tensioni internazionali che hanno già dimostrato di poter far salire rapidamente il prezzo del petrolio. E, come sappiamo, ogni aumento del greggio si riflette quasi immediatamente sul costo del carburante per gli aerei. Ma c’è anche un aspetto finanziario. Se le compagnie iniziano a coprirsi dal rischio di ulteriori rialzi attraverso il fuel hedging, il prezzo di queste coperture finirebbe comunque incorporato nel prezzo dei biglietti.
C’è da considerare anche che l’aviazione globale è entrata in una fase di domanda molto forte. Dopo gli anni della pandemia, il traffico aereo è tornato a crescere rapidamente e, quando la domanda supera l’offerta, le compagnie hanno più spazio per aumentare i prezzi.
E, allora, qual è la prospettiva? Il supplemento carburante, oggi relativamente limitato su alcune tratte, potrebbe diventare una componente sempre più importante del prezzo del biglietto. I prezzi dei voli difficilmente torneranno ai livelli del passato recente.
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