Permessi Legge 104, cosa si può fare e cosa è vietato nel 2026? Guida su come assistere il familiare senza rischiare il licenziamento per abuso.
Come si devono usare i permessi legge 104 per evitare abusi e di rischiare il posto di lavoro? Cosa si può fare durante i giorni di permesso? Occuparsi di un familiare con grave disabilità non sempre è facile anche perché il rischio di commettere abusi nell’utilizzo dei permessi è un timore costante.
La legislazione al riguardo non è molto chiara, ma fortunatamente interviene la giurisprudenza, chiarendo che l’assistenza al disabile non deve trasformarsi in una prigione per il caregiver.
Vediamo, quindi, come gestire le giornate messe a disposizione dalla legge 104 per chi assiste un familiare con handicap grave e come vivere in modo sereno lo stacco dal lavoro senza troppe ansie e timori.
A chi spettano i permessi legge 104
La legge 104 riconosce tre giorni di permesso retribuito al mese al caregiver che assiste un familiare con handicap grave. Ma come deve essere interpretato il concetto di assistenza durante i giorni di permesso? Si deve restare tutto il giorno con il familiare disabile o il concetto va visto in modo meno rigido?
Le diverse sentenze che si sono susseguite in questo ambito chiariscono che prendersi cura di un familiare con handicap non significa, necessariamente, che la cura debba avvenire per tutta la giornata di permesso in presenza dell’invalido. Il caregiver può uscire di casa perché il concetto di assistenza è interpretato in senso ampio includendo anche tutte le attività che, pur non comportando la presenza fisica del caregiver, servono a tutelare il benessere del familiare. Anche sbrigare pratiche e commissioni per conto del disabile, quindi, rientra nel perimetro delle attività da svolgere durante i permessi legge 104.
L’assenza dal lavoro, in ogni caso, deve essere sempre motivata dal supporto alla persona che si assiste e non per i propri interessi personali. Un’attività che rientra tra quelle che si possono svolgere, ad esempio, è andare a fare la spesa per il disabile; questo non nega che mentre si fa la spesa al familiare non si possa fare anche per se stessi.
Anche pagare le bollette del familiare o recarsi dal medico per una prescrizione per il disabile è un comportamento pienamente lecito.
Come si devono usare i permessi?
Il lavoratore può utilizzare i permessi legge 104 per recuperare le energie spese per assistere il familiare con handicap? Anche se erroneamente si pensa che sia un comportamento legittimo, la Corte di Cassazione con la sentenza numero 17968 ha negato questa interpretazione perché i permessi non possono essere usati come compensazione. La Cassazione ammette che il caregiver possa riposarsi, ma solo come «effetto collaterale» dell’assistenza prestata, mai come finalità principale del permesso.
Nella fruizione dei permessi, infatti, deve esserci sempre un collegamento con una prestazione di cura e assistenza al disabile. Utilizzare il permesso per una gita, andare al mare, in una spa o fare un picnic è un illecito e questo potrebbe compromettere la fiducia del datore di lavoro e rappresentare una frode nei confronti dell’Inps.
Permessi 104, si deve stare sempre con il disabile?
Nella fruizione dei permessi legge 104 non è chiesto che l’orario di lavoro per il quale si è assenti sia dedicato interamente al disabile: anche se l’assistenza al disabile viene prestata in orari diversi da quelli di lavoro, la fruizione è lecita. Inoltre la Cassazione, con la sentenza sentenza 21529 evidenzia anche che il lavoratore ha diritto anche a tempo per le proprie esigenze personali e per il riposo, anche se ha preso un permesso dal lavoro per assistere il familiare.
L’importante è che durante la giornata la cura del disabile e le sue esigenze vengano al primo posto. La giurisprudenza più recente chiarisce che il permesso serve a garantire un’assistenza che sia prevalente e significativa durante l’arco della giornata, non necessariamente coincidente minuto per minuto con l’orario d’ufficio.
Se, ad esempio, un lavoratore ha un turno di lavoro dalle 7 di mattina alle 16 del pomeriggio, l’assistenza al disabile nel giorno di permesso può essere prestata anche dalle 17 in poi: il comportamento è lecito poiché durante la giornata l’assistenza è stata prestata (cosa che, magari, non sarebbe potuta accadere se avesse svolto il turno di lavoro da cui sarebbe uscito stanco e con poche energie).
Cosa si può fare durante i permessi legge 104?
Durante la giornata di permesso non è vietato svolgere anche attività che non siano legate strettamente all’assistenza come ad esempio commissioni che alleggeriscono la fatica della famiglia.
Le giornate di relax, così come le vacanze, non sono vietate durante la fruizione dei permessi, ma devono coinvolgere anche il disabile e devono essere per lui terapeutiche. Il permesso in questo caso è lecito perché il lavoratore accudisce il disabile durante la vacanza.
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