Dalle sedi di voto alla scheda elettorale, ecco come votare al referendum sulla giustizia 2026, tra preferenze, modalità e requisiti essenziali
Il Referendum Giustizia 2026 rappresenta uno degli appuntamenti istituzionali più rilevanti degli ultimi anni nel dibattito politico e costituzionale italiano. Si tratta infatti di un referendum popolare confermativo che chiama direttamente i cittadini a esprimersi su una profonda revisione di alcuni articoli chiave della Costituzione, con effetti diretti sull’assetto dell’ordinamento giudiziario e sull’autogoverno della magistratura.
A differenza dei referendum abrogativi, questa consultazione non prevede il quorum: ciò significa che il risultato sarà valido indipendentemente dal numero dei votanti. A contare sarà esclusivamente la maggioranza dei voti validamente espressi. Un elemento che rende il voto ancora più centrale, perché ogni singola scheda può incidere in modo determinante sull’esito finale.
Il quesito è stato riformulato dalla Corte di Cassazione per rendere più chiari gli articoli costituzionali interessati dalla riforma, e successivamente autorizzato dal Consiglio dei ministri e dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il testo definitivo sottoposto agli elettori riguarda la modifica degli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 della Costituzione, introducendo cambiamenti strutturali come la separazione delle carriere dei magistrati e l’istituzione di una nuova Alta Corte disciplinare.
Date le premesse, quindi, conoscere come si vota, cosa serve e come è fatta la scheda elettorale diventa fondamentale per esercitare consapevolmente il proprio diritto di voto.
Referendum sulla giustizia 2026: normativa di riferimento e perché (e quando) si vota
Il Referendum Giustizia 2026 rientra nella tipologia dei referendum costituzionali confermativi, disciplinati dall’articolo 138 della Costituzione. Non si tratta quindi di cancellare una norma esistente, ma di confermare o respingere una legge di revisione costituzionale già approvata dal Parlamento.
La legge sottoposta a voto è stata approvata in via definitiva il 30 ottobre 2025, ma senza raggiungere la maggioranza dei due terzi in entrambe le Camere. Questo ha aperto la strada alla richiesta di referendum, avanzata sia da parlamentari in carica sia da oltre 500.000 cittadini, come previsto dalla normativa vigente. L’ammissibilità del quesito è stata dichiarata dall’Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di Cassazione, che ha anche riformulato il testo per specificare in modo puntuale gli articoli della Costituzione coinvolti.
Il quesito sul quale gli elettori sono chiamati a pronunciarsi è il seguente:
«Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?»
Nel concreto, il referendum decide se rendere definitive alcune riforme strutturali della giustizia italiana. Tra i punti principali vi sono la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti, la scissione del Consiglio Superiore della Magistratura in due organi distinti e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare con competenze specifiche in materia disciplinare.
Il voto è stato ufficialmente indetto per domenica 22 marzo e lunedì 23 marzo 2026, con i seggi aperti rispettivamente dalle 7 alle 23 nella giornata di domenica e dalle 7 alle 15 il lunedì.
Cosa serve per votare al referendum? Requisiti e documenti necessari
Per partecipare al Referendum Giustizia 2026 è necessario essere in possesso di alcuni requisiti essenziali, validi per tutte le consultazioni elettorali nazionali. Possono votare tutti i cittadini italiani maggiorenni iscritti nelle liste elettorali del proprio Comune di residenza.
Il giorno del voto occorre presentarsi al proprio seggio elettorale, indicato sulla tessera elettorale, muniti di:
- tessera elettorale personale;
- documento di identità in corso di validità (carta d’identità, passaporto o altro documento equipollente).
In caso di smarrimento della tessera elettorale o di esaurimento degli spazi disponibili per i timbri, è possibile richiederne una nuova presso l’ufficio elettorale del Comune di residenza, anche nei giorni immediatamente precedenti o negli stessi giorni della votazione.
È importante ricordare che all’interno della cabina elettorale non è consentito utilizzare telefoni cellulari o dispositivi elettronici. Fotografare o filmare la scheda costituisce una violazione delle norme sul segreto del voto e può comportare sanzioni, oltre all’annullamento della scheda.
Per gli elettori residenti all’estero iscritti all’AIRE sono previste modalità di voto specifiche, secondo la normativa sulla circoscrizione Estero, mentre eventuali agevolazioni per elettori con disabilità o difficoltà motorie restano quelle ordinarie già previste dalla legge.
Come si vota al referendum giustizia? Le modalità di voto
Votare al referendum sulla giustizia 2026 è un’operazione semplice, ma richiede attenzione. Una volta recatisi al proprio seggio e verificata l’identità dell’elettore, il presidente di seggio consegna un’unica scheda elettorale, trattandosi di un solo quesito referendario.
All’interno della scheda è riportato il testo completo del quesito, seguito da due opzioni di voto: Sì e No.
- Votare Sì significa approvare la legge costituzionale e rendere definitive le modifiche previste.
- Votare No significa respingere la riforma, che quindi non entrerà in vigore.
L’elettore deve esprimere il proprio voto tracciando un segno chiaro – generalmente una croce – sul riquadro corrispondente alla scelta effettuata. Qualsiasi segno diverso o aggiuntivo può rendere la scheda nulla.
È possibile, come in tutte le consultazioni, restituire la scheda bianca: in questo caso il voto sarà considerato valido ai fini della partecipazione, ma non inciderà sul risultato tra Sì e No. Non è invece possibile ritirare solo parzialmente la scheda, trattandosi di un unico quesito.
Fac-simile scheda elettorale: ecco com’è fatta
La scheda elettorale del referendum giustizia 2026 è predisposta dal Ministero dell’Interno e stampata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Si presenta come un foglio di colore uniforme, con il testo integrale del quesito chiaramente leggibile nella parte centrale.
Fac-simile scheda elettorale
Referendum Giustizia 2026
Subito sotto il quesito sono presenti due riquadri affiancati:
- uno con la dicitura Sì;
- uno con la dicitura No.
Accanto a ciascuna opzione è lasciato lo spazio necessario per apporre il segno di voto. La semplicità grafica della scheda è pensata per evitare equivoci e garantire la massima chiarezza all’elettore.
È fondamentale non scrivere nulla sulla scheda e non apporre segni che possano rendere riconoscibile il voto. Una scheda correttamente compilata è quella che riporta un solo segno, netto e inequivocabile, su una delle due opzioni.
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