Cosa fa la Corte di Cassazione? Organizzazione e funzioni

Isabella Policarpio

16 Gennaio 2019 - 11:49

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La Corte di Cassazione è l’organo al vertice della magistratura italiana. Assicura l’osservanza della legge e la corretta interpretazione delle norme di diritto. Funzionamento e competenze.

Cosa fa la Corte di Cassazione? Organizzazione e funzioni

Nel nostro ordinamento, la Corte di Cassazione, nota anche come la “Suprema”, rappresenta l’ultimo grado di giurisdizione ricorribile, in funzione di giudice di legittimità. Significa che i giudici della Corte di Cassazione non decidono le questione nel merito ma si esprimono solamente sulla legittimità o meno della decisione, cioè sul rispetto delle norme di diritto.

Le funzioni delle Corte di Cassazione sono molteplici, tutte di massima importanza: questioni sulla giurisdizione, sulla competenza dei giudici, sulle misure cautelari, e, in ragione di ciò, i suoi componenti sono magistrati navigati, eccellenti per conoscenze e condotta.

Le decisioni della Corte di Cassazione, una volta emesse, sono definitive e nessuna delle parti in giudizio può metterle nuovamente in discussione.

Cos’è e come funziona

La Corte Suprema di Cassazione è l’organo che si trova la vertice della magistratura italiana, ciò vuol dire che la parte soccombente in giudizio può ricorrere in ultima istanza al parere dei giudici della Corte. La sede istituzionale della Corte di Cassazione è situata a Roma, in Piazza Cavour.

Il lavoro della Cassazione è suddiviso in sezioni interne, ognuna delle quali è composta da un Presidente e da quattro consiglieri. La divisione in sezioni è funzionale allo smaltimento delle cause e alla loro divisione in aree tematiche, in modo da assicurare ordine e velocità delle decisioni.

Quando si tratta di decisioni di rilevante importanza o della risoluzione di contrasti tra le sezioni, il Presidente della Cassazione ordina la risoluzione del ricorso alle Sezioni Unite, che invece sono composte da 8 consiglieri più il Presidente.

Composizione

La Corte di Cassazione è composta da giudici ordinari (civili, penali ed amministrativi) con particolari requisiti:

  • devono aver maturato almeno 20 anni di carriera nella magistratura, tra tribunali di primo grado e Corti territoriali d’Appello;
  • devono aver dimostrato una particolare preparazione nelle materie giuridiche;
  • devono essersi distinti per diligenze e serietà nella carriera da magistrato.

Una volta entrati a far parte della Corte di Cassazione, i giudici vengono divisi tra le varie sezioni - civili o penali - ed hanno il compito di decidere sui ricorsi presentati in ultimo grado.

Ogni sezione (sono 7 quelle penali e 6 quelle civili) è presieduta da un Presidente, ovvero un magistrato che può accedere a questa carica dopo 8 anni di esercizio all’interno della Corte di Cassazione.

Ultimo grado di giudizio

La Corte di Cassazioni ha molteplici funzioni. Sicuramente una delle principali è quella di giudice dell’impugnazione di ultimo grado, significa che alla Cassazione spetta l’ultima parola - quella definitiva -sulla legittimità o meno di una sentenza pronunciata in primo grado o in Appello, sia in ambito civile che penale.

Ogni ricorso viene smistato nella sezione apposita, che decide sul rigetto o sull’accoglimento della domanda.

A questo punto, i giudici della Corte possono prendere due decisioni:

  • la c.d. “cassazione con rinvio”, quando la Corte rinvia la causa ad un altro giudice inferiore con l’ordine di emettere una nuova sentenza;
  • la c.d “cassazione senza rinvio”, quando la decisione viene presa direttamente dai giudici della Corte, senza che siano necessari ulteriori accertamenti.

La sentenza della Corte di Cassazione è definitiva, significa che dopo di essa il ricorrente ha esaurito tutte le possibilità di fare ricorso.

Le questioni di giurisdizione

Altra competenza della Corte di Cassazione è la risoluzione delle questioni di giurisdizione, cioè quando viene instaurata una causa davanti ad una giurisdizione non competente per quella materia. Per esempio, si può parlare di difetto di giurisdizione, quando una causa relativa ad un reato militare viene posta ad un tribunale penale, anziché al giudice militare (che fa parte di una giurisdizione speciale ad hoc).

Quando si presenta una circostanza simile, ciascuna delle parti può chiedere l’intervento della Corte di Cassazione per dirimere la controversia. A questo punto gli ermellini emettono un’ordinanza indicando la giurisdizione competente.

Le questioni di competenza

La Corte di Cassazione decide anche in merito alle questioni di competenza sorte tra i vari giudici ordinari. Nel prendere la decisione, i giudici della Corte applicano i seguenti criteri:

  • competenza per materia, quando il giudice competente viene individuato in base alla materia oggetto del ricorso, cioè civile o penale;
  • competenza per territorio, in base al luogo geografico in cui il giudice è stabilito;
  • competenza per connessione, quando più cause dovrebbero essere trattate nella stessa sede perché accomunate da alcuni elementi fondamentali.

Un classico esempio di questione di competenza rimessa alla Corte è quando si ha un conflitto tra il Giudice di pace ed il tribunale ordinario.

Le misure cautelari

Ultima funzione investe le misure cautelari nei procedimenti penali, ovvero quei provvedimenti restrittivi della libertà operanti tra l’inizio del processo penale e l’esecuzione della sentenza. In pratica, la Corte di Cassazione ha il potere di decidere sulle impugnazioni contro tutte le decisioni delle giurisdizioni inferiori in materia di misure cautelari.

La Corte di Cassazione non entra nel merito della scelta del giudice, quindi porta a termine un giudizio di legittimità, controllando se ci sono o meno gli elementi di pericolo, indicati dalla legge, che giustificano l’applicazione delle misure cautelari.

Durante la decisione, le misure cautelari continuano ad avere effetto, e perdono efficacia solo dopo l’emanazione della sentenza.

Avanzamento di carriera

La carica di giudice della Corte di Cassazione è di grande prestigio, visti anche i criteri estremamente selettivi per accedervi. Tuttavia, la carriera dei giudici cassazionisti può arrivare ancora più in alto: dopo 8 anni all’interno della Cassazione si può accedere alla carica di Presidente di sezione, di Avvocato generale presso la Corte, di Procuratore generale e di Presidente della Corte d’Appello.

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