Come da previsioni, le sottoscrizioni del nuovo BTP Valore stanno andando forti tra gli investitori retail. Lo attestano i dati ufficiali MEF, che da qui a venerdì 6 ci aggiornerà di continuo sull’evolversi della situazione. Taglio minimo di 1.000 € e relativi multipli, nessuna commissione d’acquisto e nessun limite all’importo richiesto, con la data di regolamento fissata per martedì 10/03. Quel giorno ci sarà lo scambio titoli-soldi tra debitore e creditore, con le obbligazioni che inizieranno a divenire fruttifere.
Ora cerchiamo di andare oltre questi giorni e vediamo un possibile impiego alternativo dei coupon che arriveranno da qui al termine. In particolare, ecco un “trucco” per investire le cedole del BTP Valore 2032 per un nuovo capitale a scadenza.
La struttura dei rendimenti del neo BTP Valore 2032
I sei anni di vita dell’obbligazione sono scissi in 3 bienni, ad ognuno dei quali l’emittente ha associato un dato ritorno. Si tratta dei tassi minimi garantiti, da confermare o ritoccare al rialzo al termine dei 5 giorni di acquisto (salvo chiusura anticipata), pari a:
- 2,50% lordo annuo nel 1° e 2°, pari al 2,1875% al netto della ritenuta fiscale del 12,50%;
- 2,80% nel 3° e 4°, il 2,45% netto annuo;
- 3,50% nel 5° e 6°, ultimo anno, che scende al 3,0625% dopo l’impatto dell’imposta sostitutiva;
- 0,80% lordo di premio fedeltà, ossia l’extra cedola finale pari allo 0,7% netto del capitale nominale posseduto a scadenza. In pratica 7 € netti a singolo titolo per, tra 6 anni, risulterà titolare dell’ISIN speciale di collocamento IT0005696320.
Le cedole avranno periodicità trimestrale per un totale di 4 all’anno, una ad ogni 91,5 giorni circa. Nello specifico le date di stacco sono quelle del 10 giugno, 10 settembre, 10 dicembre e 10 marzo, appunto.
Quanto incasso in 6 anni con un capitale di 30.000 euro?
La prima forma di impiego delle cedole trimestrali sarà quella di spenderle in base alle proprie esigenze man mano che saranno incassate. Tuttavia, non sarà l’unica alternativa di impiego presente sul tavolo, con l’idea del loro reinvestimento a farla da padrona: ma come?
Se è vero che non esiste limite alla fantasia, l’idea di impiegarle per un Piano di Accumulo del Capitale (PAC) non sarebbe male. Anche perché queste hanno periodicità trimestrale, per cui si ottimizzerebbe il pmc (prezzo medio di carico) del sottostante di turno.
Ragioniamo di fantasia è immaginiamo un investimento di 30mila € sul bond, quindi in linea con i tagli medi a contratto delle precedenti 6 emissioni “speciali”. Ancora, ipotizziamo che le cedole restino quelle della vigilia mentre non oggi il mercato si aspetta un possibile ritocco al rialzo viste le tensioni sul comparto obbligazionario.
Bene, un investimento-tipo come questo produrrebbe nel primo anno 8 accrediti sul c/c d’appoggio pari a 164 €/cadauno (656,25 € annui). Nel 2° biennio, 735 €/annui per 183,75 € a singola cedola (4 annue, 8 complessive nel 3° e 4°). Nelle 8 cedole del 5° e 6°, infine, s’incasserebbero 230 € scarsi per volta, per un totale di 918,75 €/annuo e di 1.837,50 €/biennio. Infine ci sarebbero i 210 € di premio fedeltà finale al tempo del rimborso del bond.
Sommando tutti i coupon si arriva a un neo capitale totale disponibile 4.830 € netti, senza considerare l’imposta di bollo e le spese di gestione bancaria. Inoltre, senza considerare il rischio, tutt’altro che remoto, che il MEF possa ritoccare di una spanna le cedole verso l’alto.
Trucco per investire le cedole del BTP Valore 2032 per un nuovo capitale a scadenza
Non esiste un taglio e una frequenza di versamento standard per tutti i risparmiatori in sede di costituzione di un PAC, ma tanti importi e frequenze quanti:
- sono gli importi di cui dispone e/o può destinare al PAC il suo titolare;
- i tempi e gli importi/tagli min/max eventualmente ammessi dal gestore del fondo di turno.
Immaginiamo un versamento di 800 € annui, una cifra media dei payout derivanti da ipotetici 30mila € che, come abbiamo visto, vanno da 656,25 € del 1° e 2° fino ai 918,75 € del 5° e 6°. Cioè ipotizziamo di reinvestire tutti i coupon (premio finale incluso) invece di spenderli. In tal modo si proverebbe a rendere del tipo “composti” gli interessi incassati in regime semplice così come previsti dal MEF sul Valore Mz32. Ancora, ipotizziamo un deposito iniziale di 0 € e di effettuare i versamenti per i 6 anni del neo Valore su un fondo ad accumulazione sul capitale di rischio.
Una pecca di una simile soluzione risiederebbe nella modesta durata del PAC. Simili scelte risultano più performanti quanto più se ne allunga la vita utile per sfruttare in toto la forza dell’interesse composto.
In 6 anni, e a un tasso modesto del 4%, i 4.800 € di versamenti frutterebbero sui 506 € lordi totali (dati: Banca d’Italia). Si tratterebbe di nuovi interessi derivanti dal reinvestimento delle cedole del Valore MZ32. Queste in futuro potrebbero essere integrate con altre derivate dal reinvestimento degli ipotetici 30mila € di capitale. Oppure lasciate nel fondo per altri X anni, anche senza ulteriori reinvestimenti, per farle maturare ancora prima del riscatto definitivo.
Ancora, si potrebbero impiegare le cedole del Valore Mz32 per alimentare un PAC già in corso d’opera, e così via.
Insomma, come volevasi dimostrare non esiste limite alla fantasia.