In questo periodo si parla molto di dividendi. Ma ha senso comporre un portafoglio guardando in prevalenza i dividendi?
Quali sono i pro delle azioni ad alto dividendo?
- Forniscono un flusso di reddito regolare attraverso i dividendi, utile per chi cerca reddito costante, come pensionati o investitori che vogliono generare un flusso di cassa stabile.
- Le società che pagano dividendi tendono ad essere più mature e stabili, spesso con flussi di cassa prevedibili e una solida posizione finanziaria.
- Minore volatilità rispetto alle azioni che non pagano dividendi.
- Le aziende che aumentano regolarmente i dividendi possono aiutare a mantenere il potere d’acquisto degli investitori. Sono cioè una protezione dall’inflazione:
e i contro?
- Le società che pagano dividendi elevati potrebbero reinvestire meno nei loro progetti di crescita, potenzialmente limitando l’apprezzamento del capitale.
- In periodi di difficoltà economiche, le aziende possono ridurre o sospendere i dividendi.
- Spesso sono concentrate in settori come utility, beni di consumo e telecomunicazioni, che
potrebbero ridurre la diversificazione del portafoglio.
A questo punto mi potreste chiedere cosa si potrebbe fare per ridurre i contro di un portafoglio così composto focalizzato sui dividendi?
Una risposta potrebbe essere pesare i dividendi anche in base al rapporto prezzo utile, che è un parametro che indica la crescita potenziale del titolo.
Cosa è il rapporto prezzo utile? E’ il numero di anni che ci mettono gli utili aziendali a pagare il prezzo dell’azione. Per esempio se una azione vale 10 ed ha un utile di 2 in 5 anni gli utili hanno “pagato” il prezzo del titolo.
Vediamo quindi quali sono i pro ed contro delle azioni con buon rapporto Prezzo/Utili (P/E).
Pro
- Le azioni con basso P/E sono generalmente considerate sottovalutate rispetto ai loro guadagni, offrendo potenziale di crescita se il mercato rivaluta l’azienda.
- Possono offrire un maggiore apprezzamento del capitale se le aziende riescono a crescere e migliorare la loro performance finanziaria.
- diversificazione settoriale: un basso P/E può essere trovato in una varietà di settori.
Contro
- Le azioni con basso P/E possono essere tali perché l’azienda sta affrontando problemi significativi, come difficoltà finanziarie o declino del settore.
- Queste aziende potrebbero non pagare dividendi, o pagarli in misura minore, quindi non forniscono un flusso di reddito regolare.
- Possono essere più volatili, soprattutto se il mercato continua a percepirle negativamente.
Come investire allora?
Se cerchi un reddito passivo, le azioni ad alto dividendo possono essere più adatte, ma stai attento perché se l’azienda non cresce il dividendo potrebbe non essere altro che un pezzo del capitale.
Se cerchi crescita del capitale, le azioni con basso P/E possono offrire un maggiore potenziale di apprezzamento del capitale.
Inoltre le azioni ad alto dividendo tendono ad essere meno volatili e quindi viste come più sicure.
Le azioni con basso P/E possono essere più oscillanti rischiose ma con potenziale di rendimento più elevato.
Quindi una strategia equilibrata potrebbe essere combinare entrambe le tipologie di azioni permettendo di beneficiare del flusso di reddito stabile dalle azioni ad alto dividendo e del potenziale di crescita delle azioni con basso P/E, migliorando la diversificazione e bilanciando rischi e rendimenti, come mostro nel dettaglio in questo video.
Ma per bilanciare i rischi ed i flussi si possono fare anche altre cose…
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