Da startup visionaria a caso di studio, Cortilia punta al pareggio entro il 2027. Nel piano di rilancio dell’e-grocery: cambio di management, partnership strategiche e dimezzamento delle perdite.
Quindici anni di attività, 54 milioni di euro raccolti in quattro round di finanziamento, ma mai un bilancio in attivo. È questa la storia di Cortilia, pioniere italiano dell’e-grocery di qualità, che dal 2011 ha rappresentato un laboratorio d’innovazione nel settore alimentare online.
Nata dall’intuizione di Marco Porcaro per connettere produttori locali e consumatori attraverso una piattaforma digitale, l’azienda milanese ha attraversato anni di crescita e riorganizzazioni, dimostrando quanto sia complesso trasformare un modello basato sulla filiera corta in un business profittevole.
Il 2024 si è chiuso con un fatturato di 41,9 milioni di euro, in crescita del 14,9% rispetto all’anno precedente (quattro volte superiore alla media del mercato grocery online) ma con una perdita di 7,6 milioni di euro. Nonostante il rosso persistente, i soci fondi Indaco, Red Circle, Five Season, Primo Capital e il fondatore Porcaro continuano a credere nel progetto, tanto che hanno vincolato 2,5 milioni di euro per finanziare la strategia di rilancio.
La svolta con Andrea Colombo e il nuovo corso strategico
Il punto di svolta è arrivato nel settembre 2023, quando Andrea Colombo, manager con trent’anni di esperienza nella grande distribuzione, ha preso il timone al posto del fondatore.
“Negli ultimi due anni e mezzo abbiamo intrapreso un percorso di evoluzione profonda, restando però fedeli ai nostri valori fondanti: valorizzazione del territorio, stagionalità, sostenibilità e qualità”, ha dichiarato Colombo.
La strategia ha già prodotto risultati: le perdite sono state dimezzate rispetto al 2023, passando da 14,6 milioni a 7,6 milioni di euro, mentre l’EBITDA è migliorato da -11,5 a -6,2 milioni. Nel primo trimestre 2025 l’EBITDA è balzato del 28%, con una crescita del 9% nelle aree core. Il CFO Massimiliano Volpi ha spiegato che “abbiamo lavorato sull’efficienza, mantenendo i costi stabili ma aumentando la produttività”, anche attraverso la chiusura del magazzino di Roma.
Oggi Cortilia offre oltre 4.500 referenze da 400 produttori partner, di cui il 98% italiani e il 70% entro 200 chilometri dal magazzino di Cassina de’ Pecchi. Lo scontrino medio è salito da 79,8 a 84,3 euro, con previsioni fino a 95 euro.
Amazon e multicanalità: le nuove leve per il pareggio
Il cambio di rotta passa anche attraverso partnership strategiche. Quella con Amazon, avviata nel 2025, è considerata potenzialmente decisiva. “Amazon ci ha dato la possibilità di rimanere Cortilia, non saremmo andati lì se ci avessero imposto dei prodotti”, ha assicurato Colombo. Il colosso di Seattle funziona come vetrina per aumentare la notorietà del brand, mentre Cortilia mantiene il controllo su filiera, prezzi e standard qualitativi.
Accanto ad Amazon, l’azienda ha stretto accordi con il Viaggiator Goloso, che ha portato oltre 400 prodotti premium sulla piattaforma e corner di frutta e verdura nei punti vendita milanesi, e con to.market per testare formule ibride tra online e offline. L’ultima collaborazione è con Planter, per integrare pianificazione dei pasti e acquisto degli ingredienti.
Il piano industriale triennale, in scadenza tra due anni, punta al break even entro il 2026-2027. Per raggiungerlo, secondo gli analisti, Cortilia dovrebbe mirare a un giro d’affari tra 70 e 80 milioni di euro, colmando il gap con Esselunga che nel delivery muove circa 700 milioni.
La scommessa è che la crescente digitalizzazione degli italiani (ancora al 19° posto in Europa per competenze digitali ma in miglioramento) possa finalmente far decollare un modello che ha anticipato i tempi ma che ora deve dimostrare di saper tradurre i valori in sostenibilità economica.
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