Come proteggere il portafoglio dall’inflazione

Ufficio Studi Money.it

19 Agosto 2021 - 08:05

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Gli investitori sono concordi su un punto: l’attuale contesto depone a favore di un’ulteriore ripresa dei prezzi al consumo. Vediamo come è possibile proteggere il proprio portafoglio di investimento dal ritorno dell’inflazione.

Come proteggere il portafoglio dall'inflazione

Politiche monetarie e fiscali mai così generose, strozzature all’offerta, rialzo dei prezzi delle commodity, incremento dei risparmi durante la pandemia e voglia di tornare alla normalità rappresentano tutti fattori destinati a spingere ulteriormente al rialzo l’inflazione.

Si tratta di una view condivisa dagli analisti e che impone agli investitori di mettere in campo contromisure per proteggere il proprio portafoglio dall’inevitabile incremento dei prezzi al consumo.

Proteggere gli investimenti dall’inflazione

In diverse parti del mondo, Stati Uniti in primis, i prezzi al consumo sono ai massimi da oltre 10 anni. Con le maggiori banche centrali che non perdono occasione per ribadire che la tolleranza verso i rialzi dei prezzi è aumentata, gli investitori si trovano a dover trovare soluzioni per proteggere i loro investimenti dall’inflazione.

Roberto Gornstein, Investment Operations Specialist di eToro, in primo luogo consiglia di puntare sul petrolio.

“Quando la congiuntura economica è positiva, come probabilmente avverrà quest’anno, la domanda di petrolio tende ad aumentare e ciò determina un aumento dei prezzi. Questo, a sua volta, determina una crescita dell’inflazione”.

Petrolio: domanda stimata in netto aumento

L’Agenzia internazionale dell’energia (AIE) stima che il consumo di petrolio sia destinato ad aumentare in modo significativo nella seconda metà dell’anno, di pari passo con la crescita dell’economia.

Secondo l’Agenzia con sede a Parigi, “con l’aumento dei tassi di vaccinazione e l’allentamento delle restrizioni alla mobilità, si prevede che la domanda globale di petrolio cresca dai 93,1 milioni di barili al giorno nel primo trimestre del 2021, a 99,6 milioni di barili al giorno entro la fine dell’anno“.

Questo in un contesto in cui le scorte di petrolio, “gonfiate” dai lockdown, sono tornate a livelli più normali.

Per introdurre il petrolio nel proprio portafoglio di investimenti, rileva Gornstein, è possibile adottare diversi approcci:

  • è possibile aprire una posizione diretta tramite un Contratto per differenza (CFD);
  • in secondo luogo è possibile investire nella società del settore petrolifero (come Exxon-Mobil, Royal Dutch Shell e Chevron) o in un Fondo negoziato in borsa (ETF) incentrato su diversi titoli petroliferi (come l’ETF SPDR S&P Oil & Gas Exploration & Production);
  • puntare sul CopyPortfolio OilWorldWide di eToro, un portafoglio interamente allocato con esposizione ai titoli delle principali società globali che si occupano di estrazione, esplorazione e produzione di petrolio e di prodotti correlati a questa materia prima, nonché a ETF focalizzati su azioni petrolifere e future sul greggio.

Oro: una protezione contro l’inflazione

Un altro strumento per proteggersi dall’inflazione è rappresentato dall’oro, al quale viene attribuito un valore intrinseco a causa della sua offerta limitata.

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Secondo Gornstein, “a differenza delle valute, come ad esempio il dollaro USA e l’euro, l’offerta dell’oro non può essere aumentata improvvisamente e in modo significativo dalle banche centrali. Di conseguenza, spesso è uno degli asset più redditizi quando gli investitori sono preoccupati per l’aumento dell’inflazione”.

Come nel caso del petrolio, è possibile acquisire un’esposizione diretta tramite CFD, investendo in un ETF incentrato sull’oro (come l’SPDR Gold e iShares Gold Trust), puntare su titoli legati all’estrazione dell’oro o su ETF che raggruppano queste società (tipo il VanEck Vectors Gold Miners) o prendere in considerazione il CopyPortfolio GoldWorldWide di eToro (il portafoglio che permette un’esposizione ad una gamma di società minerarie specializzate nell’estrazione dell’oro ed ETF sull’oro).

Investire sui titoli bancari

Un terzo strumento individuato da Gornstein per proteggere i nostri portafogli di investimento dal ritorno dell’inflazione è rappresentato dai titoli bancari, perché destinati a capitalizzare i prossimi rialzi dei tassi di interesse.

“Ciò è dovuto al fatto che, di solito, gran parte degli introiti delle banche deriva dal differenziale fra tassi passivi e tassi attivi. I tassi d’interesse più alti creano i presupposti per spread più elevati e, di conseguenza, profitti maggiori”.

Gli investitori che vogliono esporsi ai titoli bancari possono prendere in considerazione il CopyPortfolio TheBigBanks di eToro, che offre un’esposizione alle 25 principali società bancarie del mondo.

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