Come è nata la carta di credito?

Giulia Manzi

14/10/2022

Dal Diners Club, al Fresno Drop, come nasce la carta di credito e come ha cambiato i sistemi di pagamento.

La carta di credito è uno strumento che ha cambiato il modo di rapportarsi al denaro nel XX secolo, grazie alla sua praticità e disponibilità d’uso.
Difatti, rispetto al denaro contante, la carta di credito è più compatta e permette di avere a disposizione, in caso di necessità, grosse somme nell’immediato. Inoltre, consente di tracciare tutti i pagamenti e impedire così l’evasione fiscale e la mancata contabilizzazione dei pagamenti.

Ma come è nata la carta di credito come la conosciamo oggi? E come funziona questo strumento che oggi permette di effettuare tante operazioni, soprattutto online?

Cos’è e come funziona la carta di credito

La carta di credito è uno strumento per effettuare operazioni finanziarie di persona o online, senza utilizzare denaro contante. Erede diretto delle lettere di credito, la carta di credito è oggi una piccola tessera magnetica dalla grandezza standard di 85,60 × 53,98 mm e con uno spessore di 0,76 mm.

Sulla carta è applicata, da circa trent’anni, una banda magnetica che ne permette il riconoscimento e protegge dal rischio di frodi. Nel ’93, il sistema è stato implementato con l’aggiunta di un microchip che consente di accedere a più servizi. Sulla stessa carta, infatti, possono essere memorizzati un maggior numero di dati, così da permettere un’applicazione multipla delle funzioni della carta di credito.

Alla carta di credito è associato un codice segreto, il Pin (Personal Identification Number), utilizzabile come «firma» per il prelievo di contanti o per i pagamenti. Se la carta viene utilizzata in modalità contactless, le transazioni uguali o inferiori a una certa cifra non richiedono l’inserimento del codice.

Ogni volta che si usufruisce di una carta di credito per pagare un servizio o una merce, o per prelevare denaro, si autorizza una transazione che coinvolge tre attori principali:

  • l’ente emittente (issuer), ovvero l’ente finanziario o l’istituto di credito che ha emesso la carta;
  • l’ente esercente (merchant), ossia l’esercizio commerciale che aderisce a un circuito di pagamento e permette ai clienti di pagare tramite carta di credito;
  • il circuito di pagamento, ovvero l’azienda che si occupa di veicolare le richieste e le autorizzazioni alla spesa attraverso servizi di noleggio o vendita Pos, nonché di contabilizzare le transazioni effettuate.

In questo processo, rientra poi la figura del titolare della carta, che può acquistare senza l’uso di contanti presso il fornitore, finché non raggiunge il tetto di spesa, ovvero quella quantità limite di denaro che può permettersi di spendere mensilmente e che varia a seconda della tipologia di carta di credito e dei fondi a disposizione sul conto corrente.

Come nasce la carta di credito?

Nonostante le prime forme di transazione finanziaria si scorgano già in epoca medievale con l’utilizzo delle lettere di credito, ovvero documenti emessi da un istituto di credito che permettevano di effettuare operazioni finanziarie senza doversi portare in viaggio grandi quantità di contante ed essere soggetti a furti, la carta di credito come la conosciamo oggi è un’invenzione recente. Vediamo la sua storia, a partire dal primo Diners Club, fino allo sviluppo della carta di credito odierna.

Diners Club: la prima carta di credito

Il primo prototipo di carta di credito è un’invenzione di Frank McNamara. Leggenda vuole che, nel 1949, dimenticasse il portafoglio mentre cenava al Major’s Cabin Grill, un ristorante di New York. L’arrivo della moglie a pagare il conto salvò McNamara dall’imbarazzo, ma l’uomo si trovò a riflettere sul problema della mancanza di liquidità. Era necessario un altro sistema per pagare nel caso non si avesse a disposizione denaro contante.

Quella cena, nota come «The First Supper», spinge Frank McNamara a inventare la prima carta di credito. Nel 1950, coinvolge Alfred Bloomingdale e Ralph Schneider e torna al Major’s Cabin Grill, dove paga con una piccola carta di cartone, in futuro conosciuta come Diners Club.

Nasce così il Diners Club International, un’impresa di sevizi finanziari che forniva una carta di credito a 200 associati di McNamara, per lo più degli addetti alle vendite che dovevano portare il pranzo ai propri clienti. La carta permetteva di prendere beni «a credito», pagando un piccolo interesse al Diners. In breve, l’impresa di McNamara concluse accordi con quattordici ristoranti di New York e alla fine del 1950 il Diners Club contava 20mila clienti, con 1000 ristoranti disposti ad accettare la carta.

Entro il 1955, l’idea di McNamara si diffonde a livello internazionale, dando vita ad altre società di credito munite di una propria carta identificativa. La carta di credito comincia a essere accettata anche in altri settori e non solo in quello della ristorazione.

Il “Fresno drop”: la svolta della carta di credito

Nel 1958, Bank of America spedisce a Fresno, in California, una busta con un rettangolo di plastica e le istruzioni su come utilizzarlo. 60mila abitanti della cittadina americana si ritrovarono in possesso della BankAmericard, la prima vera carta di credito per tutti gli usi possibili. L’evento prese il nome di Fresno drop.

La Bank of America sfruttò dei fattori chiave per la scelta del posto dove lanciare la carta di credito: in primis, Fresno era una città molto piccola, fuori dall’attenzione della stampa. Se il lancio fosse stato un flop, difficilmente il nome della banca ne sarebbe stato compromesso. Allo stesso tempo, il 45% degli abitanti adulti di Fresno era cliente della Bank of America, il che rendeva più facile per i commercianti accettare la carta, in quanto molto diffusa a livello locale.

Uno dei problemi dei vecchi sistemi di credito e della Diners Club, infatti, era proprio la scarsa capillarità: i commercianti non erano disposti ad accettare carte possedute solo da pochi clienti, mentre i clienti non avevano interesse a possedere una carta che garantiva il credito solo in pochi negozi. L’area ristretta e l’adesione numerosa alla Bank of America da parte degli abitanti facevano di Fresno la zona ideale dove sperimentare il nuovo sistema di transazione finanziaria.

Il piano ebbe successo e l’istituto di credito cominciò a espandere il modello al resto della California, da dove, nel giro di un anno, raggiunse la diffusione di un milione di carte in plastica, senza chip o bande magnetiche.

Queste carte erano molto complicate da usare. Difatti, una volta che il cliente aveva mostrato la propria carta, il negoziante doveva telefonare alla propria banca che a sua volta contattava la società emittente. Quest’ultima si accertava della disponibilità effettiva del cliente sui libri contabili e registrava la transazione.

A rendere il tutto più complesso, la non obbligatorietà di ripagare i debiti contratti a fine mese, a differenza d’oggi. La banca cercò di inviare le carte solo ai clienti affidabili ma, a causa dei primitivi sistemi di valutazione del merito, le carte vennero spedite anche a debitori incalliti, alcolizzati e disoccupati. La Bank of America al termine dell’anno registrò milioni di dollari di perdite e i promotori del Fresno drop furono licenziati. Tuttavia, la prospettiva di concedere piccoli prestiti e guadagnare su interessi e commissioni stuzzicò le altre banche e la BankAmericard fu concessa in licenza anche agli altri istituti di credito.

Nel 1976 i detentori di licenze BankAmericard si riunirono e fondarono Visa, pochi anni dopo i loro concorrenti si raggrupparono in MasterCard, dando origine ai due più grandi distributori al mondo di carte di credito.

Oggi, a distanza di circa mezzo secolo dal Fresno drop, oltre il 70% degli americani adulti possiede una carta di credito.

La carta di credito in Europa

In Europa, Regno Unito escluso, le carte di credito arrivarono in ritardo e solo negli anni ’90 cominciarono a diffondersi in tutta la popolazione, a causa anche della richiesta di banche e istituti finanziari di fornire garanzie per ottenere una linea di credito, mentre negli Usa è possibile richiedere una carta di credito attraverso uno degli appositi moduli (di solito non richiesti) che le banche inviano a casa.

Nonostante i progressi tecnologici, che hanno eliminato la macchinosità dell’utilizzo della carta, molti europei preferiscono utilizzare ancora altri strumenti di pagamento che non usufruiscano dell’intermediazione di una società di credito, come contanti o bancomat.

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