Può l’intelligenza artificiale manipolare le elezioni europee 2024 e ribaltare le sorti dell’UE?
Da quando l’intelligenza artificiale (IA) è entrata in maniera più concreta nelle nostre vite (e nella copertura mediatica tradizionale), il dibattito si è fatto acceso. Chi pensa sia una spada a doppio taglio, chi ammette che sia capace di aprire nuovi orizzonti e fornirci nuovi strumenti, chi ha paura di una forza così perturbatrice capace di rendere inutili milioni di posti di lavoro, chi ancora sottolinea come possa alimentare (ulteriormente) disinformazione e fake news.
Comprendere chi abbia ragione è una missione difficile, esattamente come è semplice capire che la sfera politica è tra le più suscettibili all’influenza dell’IA, soprattutto con le elezioni europee alle porte.
Le elezioni europee 2024 e l’ascesa dell’euroscetticismo
Le elezioni del Parlamento Europeo, in programma il 6-9 giugno 2024, saranno il primo appuntamento elettorale ad essere plasmato dalla tecnologia dell’IA.
Queste si collocano in un momento storico particolarmente importante nel panorama mondiale - nel 2024 circa la metà della popolazione globale è chiamata alle urne. Il contesto attuale rappresenta un terreno fertile per le forze euroscettiche, che potrebbero sfruttare la situazione per attaccare le élite dell’UE. Il malcontento, acuitosi con le recenti guerre e crisi economico-sociali, è aumentato, gettando benzina sul fuoco del populismo.
Sebbene i partiti moderati di centro-destra come il Partito Popolare Europeo e i socialdemocratici risultino ancora in testa nei sondaggi, un’analisi di Politico rivela come i populisti di destra potrebbero aumentare la loro quota di seggi in occasione delle elezioni europee 2024.
Come l’IA può influenzare i risultati delle elezioni europee
L’IA riesce a creare immagini realistiche, una capacità che ha portato all’ampia diffusione del «deepfake», immagini e video realizzati in modo da sembrare identici alla persona che si è scelto di imitare. Questa tecnologia può essere utilizzata con un approccio simpatico, comico, ma anche sfruttata per la diffusione di disinformazione politica.
Un’agenzia di sicurezza informatica dell’UE, l’ENISA, ha già chiesto una maggiore vigilanza in merito all’uso dell’AI, sottolineando l’aumento degli strumenti di IA e 2.580 incidenti di sicurezza informatica ad essi collegati tra luglio 2022 e giugno 2023.
La fiducia nella macchina elettorale europea dipenderà anche dalla nostra capacità di affidarci a infrastrutture informatiche sicure e all’integrità, disponibilità e veridicità delle informazioni.
È ampiamente noto come i partiti euroscettici siano bravi a usare i social per attirare e aumentare il proprio consenso. Secondo alcuni ricercatori citati da Euronews, l’intelligenza artificiale potrebbe essere una nuova arma nelle loro mani.
L’IA può, infatti, rendere più credibili le campagne contro le élite dell’UE.
Facciamo un esempio: durante la campagna per il referendum sulla Brexit nel Regno Unito, il movimento pro-Brexit ha utilizzato i social media per criticare l’UE. Delle ricerche successive hanno rilevato come siano state diffuse delle dichiarazioni fuorvianti o inaccurate - le fake news -, spesso tramite l’uso di bot automatizzati su piattaforme social come Twitter.
Se e come le forze euroscettiche sfrutteranno l’IA a proprio vantaggio resta tutto da vedere. Ciò che è certo è che l’intelligenza artificiale può essere utilizzata sia a favore che contro gli obiettivi populisti in Europa.
Le sue implicazioni dipenderanno dall’efficacia e dalla rapidità con cui i partiti tradizionali e radicali la adotteranno anch’essi per raggiungere i propri obiettivi.