Un abito verde di Versace, indossato da Jennifer Lopez nel 2000, ha determinato la nascita del motore di ricerca di Google Immagini.
Le invenzioni nascono quando c’è una necessità.
Nel 2000, apparentemente, la necessità era quella di trovare il vestito che Jennifer Lopez aveva indossato alla 42ª edizione dei Grammy Awards. Un abito disegnato da Donatella Versace e già indossato dalla top model Amber Valletta — che lo ha riproposto anche ai CFDA Awards del 2025 — sulla passerella Versace del 1999.
Il cosiddetto «jungle dress» è un abito iconico, entrato nella storia per essere stato il fattore scatenante della nascita di Google Immagini.
Ma come sono collegati i due eventi?
Il vestito di Jennifer Lopez ai Grammy Awards
La sera del 23 febbraio 2000, Jennifer Lopez e David Duchovny salgono sul palco dei Grammy Awards per presentare il vincitore del miglior album R&B. Peccato che nessuno stia guardando l’attore, che ha poi commentato: «Questa è la prima volta in cinque o sei anni che sono sicuro che nessuno sta guardando me».
Tutta l’attenzione del pubblico è catalizzata su Jennifer Lopez, che sfoggia un abito di Versace destinato a passare alla storia: un capo verde con stampe tropicali, in stile bohémien, fluido, in chiffon, quasi inesistente.
Talmente iconico che, nei giorni successivi, milioni di utenti lo hanno cercato su Google.
Come ha scritto nel 2015 l’ex amministratore delegato e presidente esecutivo di Google Eric Schmidt, in un saggio pubblicato su Project Syndicate e intitolato «The Tinkerer’s Apprentice»:
«La gente voleva qualcosa di più del semplice testo. Questo è diventato evidente per la prima volta dopo i Grammy Awards del 2000, quando Jennifer Lopez ha indossato un abito verde che ha catturato l’attenzione di tutto il mondo. All’epoca, è stata la query di ricerca più popolare che avessimo mai visto. Ma non avevamo un modo sicuro per fornire agli utenti esattamente ciò che volevano: J-Lo con indosso quell’abito. È nata così la ricerca di Google Immagini.»
Nel 2000, i risultati di Google erano limitati a semplici pagine di testo con link, ma gli sviluppatori si resero conto che serviva una ricerca per immagini per rispondere alla richiesta più popolare che avessero mai registrato: l’abito verde di Jennifer Lopez.
Ma com’è andata davvero? Come può un vestito dare il via a una rivoluzione nelle ricerche di Google?
Com’è nato Google Immagini?
Secondo Cathy Edwards, a lungo alla guida del reparto di ingegneria e prodotto di Google Immagini, la nascita del servizio non è avvenuta dall’oggi al domani, ma Jennifer Lopez è stata senza dubbio il fattore scatenante.
In quel periodo l’azienda aveva solo due anni e un numero molto ridotto di dipendenti. L’idea di creare un motore di ricerca dedicato alle immagini era già nell’aria, ma non era certo una priorità.
Quando si verificò l’episodio dell’abito della cantante statunitense, nel febbraio 2000, divenne chiaro quanto fosse necessario ripensare il modo in cui gli utenti usavano Google.
Per questo, quell’estate l’azienda assunse un ingegnere neolaureato, Huican Zhu, e lo affiancò a Susan Wojcicki, che sarebbe poi diventata CEO di YouTube e che all’epoca era marketing manager. I due lavorarono insieme all’ambizioso progetto, lanciato nel luglio del 2001.
All’improvviso, per milioni di persone diventava possibile entrare in quella bolla di sfarzo e lusso che sono le sfilate di moda, nell’iconicità intramontabile di una star come Jennifer Lopez e di un marchio come Versace.
A questo proposito, Edwards ha affermato:
«Questo riflette semplicemente quanto le informazioni infinite e accessibili abbiano davvero cambiato il mondo. Pochissime persone potevano davvero assistere a una sfilata di moda e poi forse c’era una certa diffusione, ma bisognava comprare una rivista, giusto? E bisognava trovare la rivista giusta che pubblicasse quel vestito. [Poi] improvvisamente, chiunque, in qualsiasi momento, può fare queste ricerche».
Sulla possibilità che Google avesse previsto un impatto di tale portata al momento della creazione del progetto, Edwards ha dichiarato:
«Penso che sapessero che le informazioni erano straordinariamente potenti e che democratizzarle in questo modo, organizzarle e renderle utili e accessibili avrebbe avuto un impatto notevole. Tuttavia, credo che fosse difficile prevedere l’impatto che la ricerca, Internet e Google avrebbero avuto sul mondo».
Il jungle dress di Versace oggi
Nel 2019, durante la Milano Fashion Week, Donatella Versace ha presentato la collezione donna per la primavera 2020 rendendo omaggio all’abito verde di Jennifer Lopez, riproposto in chiusura di sfilata a celebrazione della storia secondo cui proprio quel vestito avrebbe portato alla creazione della ricerca per immagini di Google.
Alla fine della sfilata, sullo schermo è apparso il campo di ricerca immagini di Google con il comando «Google, mostrami il Versace jungle dress», seguito dalle immagini del look originale del 2000. Poi è arrivato il comando «Google, mostrami il vero Versace jungle dress» ed è apparsa Jennifer Lopez in persona, con una versione aggiornata dell’inconfondibile jungle dress dei Grammy Awards.