Come investire sui bond USA con il taglio dei tassi Fed

R. F.

15/07/2024

Inizia il ciclo di ribasso dei tassi Fed: come investire sui bond governativi americani?

Come investire sui bond USA con il taglio dei tassi Fed

Il 9 luglio 2024 il presidente della Fed Powell ha affermato che mantenere i tassi elevati per troppo tempo potrebbe mettere a repentaglio la crescita economica negli USA.

In un’audizione al Senato americano di due giorni, il leader della banca centrale ha affermato che l’economia rimane comunque forte così come il mercato del lavoro, nonostante il recente raffreddamento derivante dagli ultimi dati macro-economici.

Powell ha citato un trend di allentamento dell’inflazione, restando però risoluto nel riportare l’inflazione all’ obiettivo Fed del 2%.

“Alla luce dei progressi compiuti negli ultimi due anni sia nel ridurre l’inflazione che nel raffreddare il mercato del lavoro, un’inflazione elevata non è l’unico rischio che dobbiamo affrontare”,

ha affermato Powell.

“Ridurre le restrizioni monetarie in atto troppo tardi o troppo poco potrebbe indebolire l’attività economica e l’occupazione”.

A differenza della BCE infatti, la Fed ha un “dual mandate”: controllo dell’ inflazione e controllo del tasso di disoccupazione.

Il tasso overnight della Fed è attualmente compreso tra il 5,25% e il 5,50%, il livello più alto degli ultimi 23 anni ed è il prodotto di 11 aumenti consecutivi dopo che l’inflazione aveva raggiunto il suo livello più alto dall’inizio degli anni ’80.

Powell martedì scorso ha indicato che i dati sull’inflazione recenti sono stati alquanto incoraggianti dopo il balzo a sorpresa che si era verificato ad inizio anno. L’inflazione, secondo l’indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE indicator, quello preferito dalla Fed), è stata al 2,6% a maggio, dopo aver raggiunto il picco superiore al 7% nel giugno 2022.

E poi l’11 luglio sono usciti gli ultimi dati dell’inflazione al consumo per il mese di giungo 2024. I dati si sono rivelati più bassi delle aspettative, con il dato di giugno della inflazione mese/mese uscito addirittura negativo (-0,1%) contro attese positive degli analisti (+0,1%).

Anche il CPI anno/anno ha dato segnali di debolezza ulteriore rispetto alle aspettative, uscito a 3,0% infatti contro aspettative a +3,2% degli analisti Bloomberg.

Tutta la curva del Treasury USA è scesa di rendimenti dopo il dato delle 14:30, con il prezzo del decennale USA (Treasury 4.375% 05/2024) che da una rilevazione h14.29 di 100 e 24/32 schizza in alto a 101 e 20/32 solo 5 minuti dopo. Segno evidente che i dati disinflattivi più crescenti sono salutati con entusiasmo, perché aumentano le aspettative di non uno, bensì due tagli dei tassi sui Fed funds, sia a settembre 2024 che a dicembre 2024).

È stata quindi una buona notizia per i mercati.

Ma già subito dopo la testimonianza al Senato del 9 luglio 2024 del governatore della Fed, il mercato dei derivati sul tasso overnight si era mosso pesantemente. E ora, dopo i dati delle 14.30 di giovedì 11 luglio, i prezzi a termine dell’overnight stimano abbondantemente due tagli dei tassi di 25 punti base cadauno entro la fine dell’ anno, (uno a settembre e uno a dicembre, ripeto) così da portare il “refinancig rate” per il sistema bancario nel range 4,75% -5% alla riunione del 18 dicembre della Fed.

Qui sotto la tabella Bloomberg evidenzia proprio la scaletta di prezzi futuri dell’overnight da oggi sino a gennaio 2025. Nella scala di sinistra abbiamo i livelli del tasso overnight e nella scala di destra l’entità del taglio atteso. Il primo taglio viene stimato a settembre di -0,25% e il secondo taglio di -0,25% a dicembre.

Prezzi futuri del tasso overnight ricavati dal mercato dei derivati al Chicago Board of Trade dell'11 luglio 2024: da un 5,30% attuale si stima un o/n al 4,75% al 18 dicembre 2024 (giorno dell'ultima riunione del 2024 per la Fed) Prezzi futuri del tasso overnight ricavati dal mercato dei derivati al Chicago Board of Trade dell’11 luglio 2024: da un 5,30% attuale si stima un o/n al 4,75% al 18 dicembre 2024 (giorno dell’ultima riunione del 2024 per la Fed) Fonte: Bloomberg

Che considerazioni possiamo trarre da tutto ciò?
In primis una considerazione per il mercato azionario: la prospettiva di tagli dei tassi di interesse a breve termine sta rafforzando le ragioni per rimanere rialzisti, anche dopo una corsa già sostenuta dei titoli azionari statunitensi.

Una corsa che, per molti analisti, potrebbe presto essere messa alla prova dai prossimi rapporti sugli utili societari e dalla crescente incertezza politica. (vedi mio articolo recente su Money Premium qui:
Azioni ed ETF da comprare in caso di correzione (salutare) dei mercati.

Una corsa dei listini che potrebbe quindi subire una battuta d’arresto con una correzione momentanea degli indici americani. Ma se avvenisse questa correzione, essa costituirebbe una occasione di acquisto delle azioni USA, ancor più dopo le parole di Powell al senato il 9 luglio: non ho mai visto negli ultimi 30 anni in cui mi occupo di mercati finanziari, un mercato “orso” quando la Fed inizia un ciclo di ribassi dei tassi di interesse. E per di più con i flussi di cassa abbondanti che le aziende americane stanno producendo in questo periodo.

Le scommesse sul taglio dei tassi hanno oscillato bruscamente durante tutto l’anno e sono state solo uno dei numerosi fattori – insieme ai forti guadagni e all’entusiasmo per l’intelligenza artificiale – che hanno aiutato l’S&P 500 a salire di circa il 17% da inizio anno.

Tuttavia, molti investitori ritengono che una maggiore chiarezza su quando la Fed inizierà ad allentare la politica monetaria e su quanto potrebbe abbassare i tassi nel 2024 potrebbe fornire un cuscinetto, uno stop alla discesa delle azioni se i mercati dovessero diventare turbolenti nei prossimi mesi. La Fed aiuterà i mercati azionari. Non c’è dubbio.

Nel mio recente articolo cui ho accennato sopra, ho già parlato di quali azioni comprare se si vuole approfittare dello storno momentaneo (se e quando verrà).

Ma guardiamo al mercato obbligazionario USA: come potremmo approfittare delle future mosse della Fed?

Le premesse cui facciamo riferimento, prima di indicare il prodotto che può essere utile per il nostro portafoglio sono essenzialmente due:

  • discesa dei rendimenti di mercato su tutta la curva dei Treasury, nella parte corta per effetto delle manovre Fed, e nella parte lunga per effetto di un mutamento al ribasso delle aspettative inflazionistiche del mercato;
  • indebolimento del dollaro conseguente a 2 ribassi della Fed a settembre e a dicembre di quest’ anno, con cross euro-dollaro che potrebbe arrivare ad oscillare nella fascia 1,095 – 1,11 una volta bucata al rialzo la resistenza statica a 1,09 come potete vedere dal grafico Bloomberg qui sotto.
Cambio euro-dollaro 2022-2024 Cambio euro-dollaro 2022-2024 Fonte: Bloomberg

Ci serve quindi un prodotto che sia “lungo” della parte finale della curva dei tassi americana, cioè che abbia in portafoglio titoli del governo americano a 20 anni e a 30 anni, ma che allo stesso tempo sia protetto da eventuali svalutazioni del dollaro contro euro. Un prodotto insomma che può lucrare sulla discesa dei tassi del trentennale americano, ma sterilizzando l’effetto avverso della svalutazione del dollaro.

È per questo che abbiamo scelto Amundi US Treasury Bond Long Dated, ISIN LU1407890976.
Si tratta di un ETF quotato sulla borsa di Milano, che ha in pancia Treasury USA scadenza 2041–2053, ma di tipo “hedged” cioè con vendita a termine del dollaro contro euro.

Ovviamente la caratteristica “hedged” gioca a favore se la svalutazione del dollaro si realizza, ma gioca a sfavore se invece il dollaro – per qualche strana ragione - continuasse a rafforzarsi (magari perché nel frattempo la BCE diventerà anche lei aggressiva nel ribasso dei tassi, durante l’ ultimo trimestre 2024, ed entrasse così in una guerra valutaria con la Fed).

Per questo motivo il prodotto è adatto a chi ha già un portafoglio obbligazionario ampiamente diversificato, ha un profilo di rischio medio – alto (infatti esiste un secondo rischio insito nel prodotto in questione: se i tassi a lungo termine in USA salgono anziché scendere l’ETF in questione può soffrirne). Infine questo ETF è adatto a chi può tollerare la volatilità dei bond USA a lungo termine, sempre destinandovi però una modesta quota del proprio portafoglio (non superiore al 5%).

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